Questionario di Holden: Giovanni Carulli

Quando hai letto il tuo primo libro?
Se tralasciamo i classici per l’infanzia (a suo tempo ne ho letti molti), ricordo di aver letto il primo libro per adulti a dodici anni circa. Si trattava di un giallo di Ellery Queen, del quale non ricordo più il titolo.

Scrivi ascoltando musica?
Non scrivo mai ascoltando musica. Quando scrivo ho bisogno di concentrazione e preferisco che nel mio studio ci sia silenzio.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco libri stampati. Il contatto con la carta e la possibilità di sfogliare il libro con le mani rendono la lettura più facile e più piacevole.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
Preferisco acquistare i libri nelle librerie fisiche perché ho la possibilità di avere un contatto diretto con i volumi, spostarmi tra i vari reparti, colloquiare con il libraio.

Chi è il tuo primo lettore a libro finito?
Il primo lettore di quello che scrivo è mia moglie, non solo perché viviamo insieme, ma anche perché mi fido del suo gusto e dei suoi consigli.

Questionario di Holden: Ale Ortica

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho scritto il libro mentre affrontavo la chemioterapia e in quel momento sentivo l’esigenza di dare un nome a ciò che stavo provando. Usare termini inappropriati per descrivere ciò che pensiamo ci depotenzia, ci destabilizza, ci rende vulnerabili.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
Libreria online perché sono una lettrice molto decisa, non vado mai a caso, c’è sempre un motivo se scelgo quello specifico volume, quindi cerco nei miei siti di riferimento e faccio ordini piuttosto importanti per tutta la famiglia.

Chi è il tuo primo lettore a libro finito?
Il mio compagno che è anche il mio editor. Spesso chiedo a lui dove ho usato un certo personaggio o di cosa parlasse quel tale racconto perchè lui rilegge i miei lavori decine di volte e alcune parti può citarle a memoria. Io non riuscirei a farlo.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Non mi è mai capitato di fare una scaletta: una storia mi chiama e mi pizzica finché non la scrivo come essa vuole essere scritta, non so neanche come finirà finchè non arrivo alle ultime pagine.

Dovrebbero leggere il tuo libro ascoltando musica… (quale genere/artista/gruppo)?
Pop ’80 e ’90, immaginatelo come un film: titoli d’inizio, lei in macchina verso l’ospedale per iniziare la chemio “Heaven is a place on earth” di Belinda Carlisle, poi “Shiny happy people” dei REM, titoli di coda “Waiting line” di Zero7. Nella mia testa è così.

Questionario di Holden: Luca Pasquinelli

Quando hai letto il tuo primo libro?
Avevo otto anni, mia cugina ne aveva diciotto e mi regalò il libro dei testi dei Pink Floyd. Un’esperienza incredibile per quell’età. Entrai in un mondo parallelo e fantastico.

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Di norma scrivo sul laptop. Prendo poi appunti sul telefono, sia con note scritte che vocali. Evito gli appunti a mano perché con la mia grafia tremenda io stesso faccio fatica a tradurre ciò che scrivo.

Scrivi ascoltando musica?
Molto spesso ascolto musica mentre scrivo, perlopiù elettronica, cantautorato o new wave. Tra i musicisti che più mi ispirano ci sono David Thomas, Will Oldham e Aphex Twin.

Chi è il tuo primo lettore a libro finito?
Cerco di far leggere il mio libro subito a persone esterne. Editor, agenti o comunque esperti del settore. Voglio subito un giudizio sfidante, che mi spinga a migliorare.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
L’ambientazione è ispirata al rapporto con i genitori anziani ma c’è anche un omaggio a Carmelo Bene. Il paese immaginario di Vivacchio Sull’Ombra, dove si svolge la storia, è un omaggio al celebre “Vivacchio” che CB ripeteva nel suo Pinocchio.

Questionario di Holden: Roberto di Martino

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Ken Follett, per i romanzi avventurosi con precise ricostruzioni storiche; Ilaria Tuti, per qualità delle immnagini, Niccolò Ammaniti, per come descrive personaggi bizzarri, Andrea Vitali, Petros Markaris, Alice Basso, Alessia Gazzola.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho una vera passione per i personaggi enigmatici, quale è senz’altro la protagonista. Il romanzo, poi, ne disvela a poco a poco l’identità. Ricordo che in uno dei primi libri che ho pubblicato c’era tra i personaggi un misterioso barbone.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Non parto da uno schema prefissato. Generalmente descrivo una situazione o un personaggio che mi piace e poi, a poco a poco, man mano che mi vengono le idee, vi costruisco attorno il romanzo.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Scrivo sempre. Per me è diventata quasi una necessità. Ho scritto un centinaio di pagine di un romanzo che dovrei completarenel giro di un paio di mesi.

Puoi esprimere un desiderio. Vorrei saper scrivere come…?
Il mio desiderio è abbastanza banale. Non mi basta vincere premi, ma vorrei che i miei romanzi avessero finalmente il successo che meritano. Perché un libro abbia successo non basta che sia nei titoli di una casa editrice.