“Chiamami papà” di Marco Palagi: la più alta espressione di una specificità della vita, la continuazione nel tempo per una eternità che all’individuo è impedita

a cura dello scrittore Gaetano Cinque

Ho trovato il romanzo Chiamami papà particolarmente bello.
Bello nello stile, bello nell’impianto narrativo, bello nei temi trattati.
Il bello in letteratura vuol dire efficace, stimolante, coinvolgente, intrigante, arricchente intelletto e anima. Il bello porta al Sublime.
Mi è piaciuto lo stile variegato, ora sobrio, ora sperimentale, ora ironico.
È stato quello dell’ironia un registro ben riuscito soprattutto nella descrizione di scene esilaranti e nelle dissonanze delle situazioni tra realismo e percezioni (vedi come Lorenzo vive il suo mestiere di becchino, il suo rapporto con la cacca di Emma, e così via.)
La descrizione del parto di Saida è veramente straordinaria dal punto di vista linguistico, un unico periodo senza interruzione di punti e a capo. C’è in queste pagine tutta l’Africa con la sua condizione umana, storica e sociale.
La soluzione della traccia narrativa di tipo corale, inoltre, permette di vivere la storia da più punti di vista senza perdere mai il contatto con il nucleo centrale, che è accattivante e crea forti emozioni nel lettore.
Il romanzo è un inno alla vita e all’amore, ma anche una grande rappresentazione di che cosa significa perdere il proprio bene, che arreca felicità: la donna amata.
L’autore ha descritto in maniera straordinaria la donna vista nella sua identità di madre, sono pagine intense quelle relative ai parti in terra africana nel Benin.
Conduce il lettore in una realtà che spesso si dimentica e ciò che è normalità la rende nella sua verità e cioè che è straordinarietà. Come è straordinarietà desiderare un figlio, così come straordinari e super eroi sono i bambini. E invece noi diamo tutto per scontato, ovvio, quasi dovuto. Ma non è così.
Desiderare un figlio vuol dire amore, solidarietà e salvezza.
La nascita come atto di amore e l’educazione dei bimbi come utopia di umanità migliore.
La quotidianità della vita alla ricerca dei sensi dell’amore per la propria donna e dell’amore straordinario per il figlio non è solo il percorso di una rivelazione, non è solo la scoperta di ciò che è dentro il cuore di ognuno di noi, è la descrizione di un senso che dà dignità alla vita che vale la pena di essere vissuta.
Chiamami papà è la più alta espressione di una specificità della vita: la continuazione nel tempo per una eternità che all’individuo è impedita.
E la chiusa nei ringraziamenti dà il senso finale di tutta l’operazione letteraria e progettuale di scrittura: Non mi accontenterò mai più di niente di meno del per sempre.

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“Chiamami papà” di Marco Palagi: un romanzo intenso, schietto e sincero

a cura della redazione di lalibreriadimommy

La scrittura di Marco Palagi è molto profonda, scorrevole e particolarmente incisiva, a tratti ironica. Riesce ad affrontare il tema in modo molto preciso e dettagliato, anche tenero, come lo sono pure le sue descrizioni. Ho trovato molto avvincente ed appassionante anche il fatto della presenza delle due voci, che si alternano tra i vari capitoli: una di Lorenzo (il padre) e l’altra della figlia Emma che gli cambierà la vita, in meglio e in modo costruttivo, come in genere fanno tutti i bambini con i loro genitori:

“La verità è che abbiamo bisogno dei bambini per sentirci dire che valiamo qualcosa.” (quarta di copertina)

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“Chiamami papà” di Marco Palagi e il difficile mestiere di genitore

a cura della redazione di lalibreriadimommy

Il romanzo parla di Lorenzo, un uomo che non si sente così uomo, ha un lavoro come necroforo e vive la vita giorno per giorno senza pretendere molto. Un giorno decide di provare la fortuna ed è cosi che si traferisce in America, è li che tutto cambia. Dopo una separazione sofferta trova l’amore, ma, come si dice, la fortuna è sempre dietro l’angolo, infatti, per una coincidenza, incontra l’amore della sua vita: Linda. Da quel momento Lorenzo inizierà una turbolenta salita verso la felicità e la sofferenza della perdita, ma anche verso una crescita personale che non credeva potesse esistere, infatti Linda vuole avere dei figli, ma Lorenzo pensa di non esserne all’altezza ed è qua che inizia tutto un percorso nel suo io più profondo, affrontando paure e sentimenti contrastanti. Poi arriva lei: Emma. Non voglio svelarvi di più perché questo romanzo è da non perdere, è da leggere dall’inizio alla fine visto che ne vale davvero la pena.

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