Recensione ai film “Il diario del pescatore”

a cura di Claudia Cangemi

Consiglio a tutti gli amici di guardare su Netflix “Il diario del pescatore” di Enah Johnscott, un piccolo film made in Camerun immagino con un budget molto basso: non c’è la versione in italiano ma solo in un inglese “africano” non troppo comprensibile, però i sottotitoli in italiano sono abbastanza buoni. Alla fine comunque sa davvero coinvolgere e due ore e venti passano in un attimo, grazie soprattutto alla bravissima piccola protagonista, Ekah, dodicenne figlia di un pescatore analfabeta e ostaggio di un villaggio patriarcale e ignorante. Il suo sogno è solo di poter studiare, ma pare a tutti un’ambizione eccessiva e fuori luogo. Solo una maestra troverà il coraggio di rischiare tutto per lei e riuscirà infine a darle l’opportunità di sfidare il crudele, violento e ottuso oscurantismo dei parenti e della comunità, aprendo la strada a tante sconosciute “sorelle”.

Una storia vera di stringente attualità, che ci fa riflettere su quanto determinante e centrale sia, oggi più che mai, la lotta per i diritti sempre più calpestati delle donne in tutto il mondo. Tutte le donne e tutti gli uomini che hanno a cuore la giustizia devono alzare la loro voce senza stancarsi mai per difendere i diritti delle donne in tutto il mondo, in Iran e Afghanistan innanzitutto ma anche in tanta parte dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina senza scordare la nostra vecchia Europa dove tante bambine e ragazze nascono con un destino di servitù (quando non vera e propria schiavitù sessuale) già segnato. La condizione femminile e la possibilità di riscatto e indipendenza attraverso l’istruzione e il lavoro, io credo, dovrebbero essere la vera priorità di ogni agenda politica internazionale.

Non stanchiamoci di ripeterlo, e di ascoltare e valorizzare ogni voce che riesce ad alzarsi da quei luoghi lontani e dimenticati, anziché accoccolarci nel facile intrattenimento di certi film americani di banalità sconcertante, pervasi dalla costante giustificazione della violenza come risoluzione di ogni conflitto. Di questa robaccia (i prodotti di qualità ci sono ma non sono certo la maggioranza) si nutrono quotidianamente fin dall’infanzia i nostri figli, lasciati soli davanti al televisore. Per non parlare dei videogames stile ammazza-tutti con cui passano tante ore della loro giornata, invece di uscire a giocare con gli amici o di leggere un buon romanzo. O perché no di studiare, per il gusto di farlo, come vorrebbe la piccola Ekha. E poi non stupiamoci troppo se tanti ragazzini vanno in giro a vandalizzare i beni pubblici o a pestare e rapinare i coetanei o a massacrarsi a vicenda.

La chiamano emergenza educativa, come fosse un fenomeno naturale e non il risultato del drammatico “analfabetismo di ritorno” dettato dall'”american way of life” che da molti anni ha colonizzato non solo l’Europa ma buona parte del mondo, una “cultura” che può riassumersi in poche parole: inconsapevolezza personale e sociale, egoismo, competizione esasperata e cieco consumismo. Per non parlare delle guerre, quelle stranote e le tante incancrenite e dimenticate, dalla Siria allo Yemen solo per citarne due.

Educazione e istruzione (insieme!) sono e saranno sempre la chiave di volta per cambiare le cose. L’esempio di Malala deve essere proposto a ogni bambina del mondo, e ogni donna deve battersi nel suo piccolo con ogni mezzo a fianco delle sorelle di ogni luogo per garantire a loro e alle loro figlie (e figli) la possibilità di costruire un futuro migliore per tutti e tutte (a questo proposito consiglio a chi se l’è persa la puntata del 9 gennaio di Report sulla scuola in Finlandia). O questo mondo continuerà ad andare sempre più a a rotoli.

Donna, Vita, Libertà!

“Nel buio della notte”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Nel buio della notte, Micol Fusca, Giovane Holden. Nicolas ha dieci anni ed è gravemente ammalato. Una il fratello, geloso delle attenzioni che i genitori gli riservano, si introduce nella sua cameretta per mangiare i biscotti che la madre è solita lasciare sul comodino. Prima di andarsene apre la finestra, augurandosi che un mostro entri per divorare il fratellino. E il mostro giunge davvero, iniziando, col piccolo, uno scambio, forse un’amicizia… Emozionante e intenso.

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“Il regno nuovo”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Il regno nuovo, Mafalda Daniele, Giovane Holden. Un importante progetto imprenditoriale naufraga per il timore di pesanti infiltrazioni mafiose e nel vibrante racconto in prima persona di una narratrice appassionata diventa difficile, mentre le ossessioni si fanno sempre più destabilizzanti, persino distinguere il reale dal falso, perché la paura per sé e i propri cari può condurre a scelte anche estreme, e… Interessante e ben costruito.

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“L’Orsa”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

L’Orsa, Raffaella Imbriaco, Giovane Holden. Nella Germania del Terzo Reich Hildegard è una ragazza solitaria, lasciata a sé stessa e imbevuta di propaganda, cresciuta nei boschi della Turingia senza una vera famiglia, affidata all’uomo che ha causato in un incidente di caccia la morte del padre. Tuttavia l’incontro con un ufficiale delle SS che le propone un lavoro in qualità di segretaria in un campo di concentramento, con il compito di schedare i prigionieri e di smistarli ai vari incarichi, svolta il suo destino, e… Potentissimo.

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“I custodi della mente”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

I custodi della mente, Irene Dilillo, Giovane Holden. In un futuro distopico, dopo l’ennesima pandemia, una élite mira, attraverso la manipolazione psichica, a creare una società di automi umani. Un giorno del duemilaottantanove Dorian rientra a casa con un atroce mal di testa e la mattina successiva viene rinvenuto cadavere. È il paziente zero. Quando, molto tempo dopo, il Covid 89 esaurisce la sua carica virale, tutti piangono almeno una persona amata. Ma… Spietato, corale, intelligente.

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“Una voce dal nulla”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Una voce dal nulla, Marco Fulceri, Giovane Holden. Nicholas Vignetta, agente della polizia di Boston, aveva giurato a sé stesso che non avrebbe mai più messo piede a Leadville, un villaggio tra le montagne del Colorado, avvolto nelle spire di una selva oscura e piena di misteri. Le ossessioni però non conoscono frenesia: è passato un decennio dalle drammatiche indagini sui sanguinosi delitti del Pagliaccio, quando il caso di Emily Perkins, all’epoca dei fatti una bimba di soli sette anni, torna a risvegliare gli incubi. Ma… Avvincente.

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“Fortuny”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Fortuny, Paola Gianoli Caregnato, Giovane Holden. Mariano Fortuny y Madrazo, figlio d’arte, attaccatissimo all’indomita madre, Cecilia, flamenquera e amante dei gatti, artista poliedrico ed eclettico, nato a Granada un secolo e mezzo fa, ha vissuto tra Parigi, Roma e Venezia, crocevia cosmopolita fra ovest ed est, dove arrivò diciottenne e vi rimase, tanto significativamente che Proust lo soprannominò il Mago di Venezia, fino alla morte, nell’anno del Signore millenovecentoquarantanove. Si dedicò alla pittura, all’incisione, alla scenografia, alla scenotecnica e illuminotecnica, alle arti applicate. Con la devota moglie, Henriette Negrin, concepì inoltre iconiche creazioni di moda e fu circondato da un entourage per lo più al femminile, come le giovani sarte che cucirono gli abiti indossati persino da Eleonora Duse. Un romanzo insolito, affascinante, una flusso di coscienza polifonico brillante, suadente, policromo, poliedrico, riuscito.

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“L’altro volto della libertà”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

L’altro volto della libertà, Roberto Di Martino, Giovane Holden. Un giovane e affermato manager, protagonista ben connotato e credibile, si prepara a svoltare la propria vita abbandonando lavoro e famiglia dopo aver pianificato la fuga nei dettagli. Stando ben attento a non lasciar trasparire le proprie intenzioni, un fine settimana invece di rientrare a casa come al solito si dirige verso il confine francese. Durante una sosta in una stazione di servizio, viene però inaspettatamente sequestrato da una misteriosa organizzazione composta da uomini mascherati come a Carnevale. E… Finemente psicologico, spiazzante, da leggere.

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