Ep. 16 Podcast Vitamina L: Alessandro Bencini e “Come, perché e comunque sia”

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Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni
Ogni lunedì alle ore 18 intervista a un Autore per parlare del suo libro e non solo.
L’Autore risponde, inoltre, anche a 5 domande tratte dal Questionario di Proust.

Per saperne di più…

Piacere. Questo è il mio curriculum!

“Voglio un lavoro ben pagato. Non ho immaginazione, sono asociale, senza fantasia e priva di talento.”

di Marco Palagi

Avete una probabilità su un milione che qualcuno vi contatti per un lavoro se, come una ragazza di Stoccolma ha realmente fatto, pubblicate un annuncio del genere. Sebbene lei sia stata la milionesima, ci sono dei basilari e semplici accorgimenti che potreste adottare quando vi presentate per un colloquio di lavoro, in tempi in cui già ottenere un incontro è un gran privilegio.

  1. L’attesa. Vi trovate nell’atrio dell’azienda in attesa, ci sono sedie, poltrone, riviste e un distributore di caffè. Rimanete in piedi, sebbene vi invitino a mettervi comodi, ponetevi in una posizione che denoti sicurezza (mani congiunte dietro la schiena) e aspettate. Lasciate cappotti o altro che non sia il vostro curriculum o portfolio all’ingresso.
  2. L’entrata. Vi chiamano, il capo o il responsabile risorse umane è pronto per voi. Le grandi aziende spesso hanno anche una persona che rimane sempre in silenzio e valuterà il vostro linguaggio del corpo e l’atteggiamento che avrete in quei brevi minuti di colloquio: tranquilli, non morde. Per questo entrate decisi dentro l’ufficio e dirigetevi verso chi vi aspetta.
  3. La prima impressione e l’approccio. Posate il curriculum e sedetevi. Palmo dritto e stringete la mano con la stessa forza dell’altro. Non parlate mai per più di trenta secondi per volta, non deve essere un vostro monologo e non raccontate la vostra vita. Ogni tanto, soprattutto all’inizio, ripetete il nome del capo tipo: “La ringrazio sig. Rossi dell’opportunità…” oppure “La mia esperienza, sig. Rossi, in questo settore…”
  4. Seduti! La sedia su cui siete seduti sarà sicuramente più bassa di quella dell’interlocutore e non orientabile. Sistematevi a circa 45° rispetto a quest’ultimo spostando il corpo. Evitate di sedervi su divani, dove sprofondereste, o su poltrone in pelle umana come quelle dei film di Fantozzi. Sulla sedia non rimanete sul bordo, dareste l’impressione di volervene andare il prima possibile perché vi sentite a disagio.
  5. I movimenti e i gesti. Non gesticolate in modo eccessivo, se proprio dovete fate movimenti chiari e semplici, che rispecchino ciò di cui state parlando. Come tra innamorati, se necessario e se non siete convinti che possiate piacergli, imitate sempre la gestualità e le espressioni dell’altro come pappagalli, senza esagerare.
  6. A distanza. Dopo la stretta di mano e quindi il contatto e la distanza ravvicinata, allontanatevi. Rispettate lo spazio personale. Se il colloquio lo tiene una donna non gradirà uomini troppo invadenti e si allontanerà, se lo tiene un uomo per lui sarà naturale accostarsi maggiormente alle donne. Meglio comunque lasciare che sia l’interlocutore ad avvicinarsi.
  7. È l’ora di andare. Il colloquio è finito, raccogliete il curriculum o portfolio o quant’altro avete portato con voi, stringete la mano e uscite, sempre con passo svelto e sicuro. Se la porta era chiusa, richiudetela. Per gli uomini: controllate scarpe e vestito quando uscite di casa perché saranno l’ultima cosa che vedranno ed è meglio che siano puliti e stirati; per le donne: è probabile che vi squadrino il sedere, l’uomo per… lo sapete perché e la donna per gelosia o disprezzo quindi, prima di uscire, voltatevi e lasciate che sia il vostro sorriso l’ultima cosa che ricorderanno. E in bocca al lupo!

Storie paradossalmente realistiche che fanno riflettere il lettore

dalla redazione di sololibri.net

Un racconto lungo piacevole e scorrevole, che porta con sé le trame di Prendendo spunto da altri noti indagatori dell’incubo come il celeberrimo Dylan Dog di Tiziano Sclavi o Carnacki di William Hope Hodgson, Stefano Frigieri crea un facsimile, Valerio Altomonte, che, però, al contrario di quelli sopra citati, pur orbitando in tutti gli undici racconti horror-soprannaturali che compongono l’antologia Valerio Altomonte, consulente spirituale.

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