
Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Già tanti anni fa, con in mano un vecchissimo dizionario, m’interrogai su cosa fosse la paura e come questa emozione/sentimento condizionasse sia in positivo che in negativo la nostra vita. Da qui l’idea di una serie di lezioni liceali sul tema…
Chi è il tuo primo lettore a libro finito?
Non uno soltanto! Negli anni ho creato un piccolo e personalissimo fan club, composto da figli e alcuni selezionati amici, che pur con il limite del grande affetto, riesce a farmi capire con sufficiente schiettezza ciò che piace e quel che non va.
Ricordi il primo libro che ti ha davvero emozionato?
Sì: Un Uomo di Oriana Fallaci. Mi colpì per la forza del racconto e per il coraggio civile che emergeva da quelle pagine. Soprattutto per la capacità di farmi sentire “prigioniero” come il protagonista della storia, Alexis Panagoulis.
Quando scrivi, preferisci farlo in totale solitudine o con un po’ di compagnia intorno?
Devo essere assolutamente isolato, lontano dalla mia città e da qualsiasi “fonte” di rumore…
Preferisci immergerti in un libro cartaceo, ascoltarlo in versione audiolibro o leggerlo su un dispositivo digitale? E perché?
Passo (ahimè) le giornate a leggere notizie e interfacciarmi con parenti e amici sullo smartphone, ma un libro DEVO assolutamente leggerlo su supporto cartaceo





