“Sogno su tre zampe” di Patrizia Franchina: un dolce albo illustrato che affronta il tema della diversità

a cura della redazione di insiemeamammaepapa.com

“Sogno su tre zampe” è un dolce albo illustrato che affronta il tema della diversità e del non essere accettati. Il peloso protagonista dimostra che con coraggio e determinazione si possono affrontare tutte le sfide e realizzare i propri sogni, anche quando nessuno crede in te. Il racconto è sincero e non vengono taciute le cattiverie a cui è costretto lo sfortunato gattino: la narrazione è incalzante e le coloratissime illustrazioni permettono al lettore di calarsi ancora di più nella storia. Una lettura che sottolinea come ognuno di noi è artefice del proprio destino, fondamentale però credere sempre in se stessi.

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“L’ultima rosa di aprile” di Simona Bertocchi: un romanzo storico emozionante, dove amore e arte si fondono completamente

a cura di septemliterary.altervista.org

“L’ultima rosa di aprile” è un romanzo storico con una vena poetica e romantica che ti incanta fin dalle prime pagine, dove si esalta la bellezza e l’amore, ma senza tralasciare la parte storica in cui è ambientato: Firenze del XV secolo, la culla del rinascimento italiano, uno dei periodi più fiorenti in campo artistico del nostro paese.
Simona Bertocchi ha scelto di raccontare una delle donne più enigmatiche della storia, ovvero Simonetta Cattaneo Vespucci, entrata nel mito grazie al dipinto “la Venere” di Botticelli e di cui si hanno pochissime informazioni sulla sua vita privata.

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“Sotto la città e altre storie” di Stefano Frigieri: una raccolta di racconti frizzante e ben curata nei dettagli

a cura della redazione di scrittorindipendenti.com

Sotto la città e altre storie è un’antologia di racconti di Stefano Frigieri. 
Recensirlo devo dire che è stato gradevole, anche perché a dire la verità, amo il genere horror – si intende – se è scritto bene. Ma ora veniamo a noi e parliamo dei dieci racconti, uno completamente diverso dall’altro.
La prima cosa che mi è saltata agli occhi, nonché alla mente, è stata la fluidità della scrittura. Mi sembra giusto specificare, che lo stile semplice e realistico mi ha introdotto d’amblée a ogni racconto, ai periodi ben ordinati e soprattutto ben delineati in ogni loro parte, senza errori, senza perifrasi inutili che avrebbero potuto appesantirne la scorrevolezza.
L’autore si è rivelato molto accorto nella ricerca dei periodi storici, non commettendo incongruenze, che molto spesso troviamo negli sbalzi temporali o i cosiddetti Flashback di cui sono amante. 
Ho apprezzato la serietà con la quale l’autore racconta con competenza adeguata, ma senza strafare per dimostrare al lettore: “Vedi quanto sono bravo?”. Un’umiltà che ammiro molto negli autori. 

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“La via della femmina morta”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Rimase così, in quella posizione, prostrato d’innanzi alla sacra immagine, pregando per lungo tempo sperando e confidando in una benevola decisione nei suoi confronti e nei confronti della sua amata, ma non fu così.

La via della femmina morta, Paolo Celin, Giovane Holden. Che la nostra cultura sia gravida di retaggi fondamentalmente patriarcali è un dato di fatto purtroppo, così come quello che determina l’assenza di una reale parità di genere a tutti i livelli: nella nostra società anche la toponomastica è una disciplina che parla per lo più al maschile, sono decisamente pochi nomi di donne anche eccellenti che vengono celebrati a imperitura memoria attraverso le targhe delle vie, delle strade, delle piazze, dei corsi, delle calli delle nostre città. Di fondamentale importanza è anche ricordare tutte le vittime di quell’orrore quotidiano che è la violenza sulle donne in quanto tali, solo perché donne:…

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