“Questo ondulare della terra” di Marisa Cecchetti: un poemetto composto dal susseguirsi di visioni…

a cura di artapartofculture.net | Isabella Moroni

L’incontro e la confidenza fra due fratelli lontani e non più giovani in un’estate toscana, è l’impianto su cui s’innestano i versi: questa poesia somiglia ad una vite, dritta nel suo tronco, che poi si curva nei rami e nei tralci, per sorreggere il carico dei frutti.

Per sorreggere il carico del mondo, il carico di anni che nei futuri libri di storia saranno raccontati come scuri e senza speranza, lasciando ai posteri un immaginario fallato dalla distanza.

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“Quel che resta di me” di Francesca Leva: un messaggio di speranza per chi si trova a lottare verso qualcosa che sembra imbattibile

a cura di puntozip.net | Maria Lorello

“Breve, ma intenso” è il commento che di primo acchito viene spontaneo alla fine della lettura di questo libro di Francesca Leva.
Già il titolo fa comprendere che l’io narrante è in prima persona e perciò narra fatti ed episodi di chi, nonostante le tristi vicissitudini affrontate, vuole andare avanti. Non sappiamo se si tratti di qualcosa di autobiografico, ma poco importa, perché in Francesca, la protagonista, possiamo trovare sentimenti e idee che ciascuno di noi ha provato nel difficile momento in cui da adolescente si affaccia titubante al mondo degli adulti e non sa se ne sarà all’altezza oppure no.

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“La Casa del melograno” di Simona Bertocchi: nel romanzo l’anima di città come Napoli, Torino, Parigi

a cura di puntozip.net | Laura Lippolis

Non esiste un protagonista in particolare nell’appassionante romanzo La casa del Melograno di Simona Bertocchi, edito da Giovane Holden Edizioni. In una Firenze alla soglia del risorgimento, la famiglia Martini, che possiede una prestigiosa industria di tessuti, tesse: fili, relazioni, amori, collegamenti con magnifiche città italiane nelle quali si respira, a differenza del granducato di Toscana, grande fermento politico.
Il romanzo è dinamico nel dipanarsi delle vicende familiari, che originano da Rodolfo e Fedora.

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S04E19 Podcast Vitamina L: Angela Francesca Di Pilato e “Lo strano gioco del destino”

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Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni
Ogni lunedì alle ore 18 intervista a un Autore per parlare del suo libro e non solo.
L’Autore risponde, inoltre, anche a 5 domande tratte dal Questionario di Proust.

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Recensione ai film “Il diario del pescatore”

a cura di Claudia Cangemi

Consiglio a tutti gli amici di guardare su Netflix “Il diario del pescatore” di Enah Johnscott, un piccolo film made in Camerun immagino con un budget molto basso: non c’è la versione in italiano ma solo in un inglese “africano” non troppo comprensibile, però i sottotitoli in italiano sono abbastanza buoni. Alla fine comunque sa davvero coinvolgere e due ore e venti passano in un attimo, grazie soprattutto alla bravissima piccola protagonista, Ekah, dodicenne figlia di un pescatore analfabeta e ostaggio di un villaggio patriarcale e ignorante. Il suo sogno è solo di poter studiare, ma pare a tutti un’ambizione eccessiva e fuori luogo. Solo una maestra troverà il coraggio di rischiare tutto per lei e riuscirà infine a darle l’opportunità di sfidare il crudele, violento e ottuso oscurantismo dei parenti e della comunità, aprendo la strada a tante sconosciute “sorelle”.

Una storia vera di stringente attualità, che ci fa riflettere su quanto determinante e centrale sia, oggi più che mai, la lotta per i diritti sempre più calpestati delle donne in tutto il mondo. Tutte le donne e tutti gli uomini che hanno a cuore la giustizia devono alzare la loro voce senza stancarsi mai per difendere i diritti delle donne in tutto il mondo, in Iran e Afghanistan innanzitutto ma anche in tanta parte dell’Africa, dell’Asia e dell’America Latina senza scordare la nostra vecchia Europa dove tante bambine e ragazze nascono con un destino di servitù (quando non vera e propria schiavitù sessuale) già segnato. La condizione femminile e la possibilità di riscatto e indipendenza attraverso l’istruzione e il lavoro, io credo, dovrebbero essere la vera priorità di ogni agenda politica internazionale.

Non stanchiamoci di ripeterlo, e di ascoltare e valorizzare ogni voce che riesce ad alzarsi da quei luoghi lontani e dimenticati, anziché accoccolarci nel facile intrattenimento di certi film americani di banalità sconcertante, pervasi dalla costante giustificazione della violenza come risoluzione di ogni conflitto. Di questa robaccia (i prodotti di qualità ci sono ma non sono certo la maggioranza) si nutrono quotidianamente fin dall’infanzia i nostri figli, lasciati soli davanti al televisore. Per non parlare dei videogames stile ammazza-tutti con cui passano tante ore della loro giornata, invece di uscire a giocare con gli amici o di leggere un buon romanzo. O perché no di studiare, per il gusto di farlo, come vorrebbe la piccola Ekha. E poi non stupiamoci troppo se tanti ragazzini vanno in giro a vandalizzare i beni pubblici o a pestare e rapinare i coetanei o a massacrarsi a vicenda.

La chiamano emergenza educativa, come fosse un fenomeno naturale e non il risultato del drammatico “analfabetismo di ritorno” dettato dall'”american way of life” che da molti anni ha colonizzato non solo l’Europa ma buona parte del mondo, una “cultura” che può riassumersi in poche parole: inconsapevolezza personale e sociale, egoismo, competizione esasperata e cieco consumismo. Per non parlare delle guerre, quelle stranote e le tante incancrenite e dimenticate, dalla Siria allo Yemen solo per citarne due.

Educazione e istruzione (insieme!) sono e saranno sempre la chiave di volta per cambiare le cose. L’esempio di Malala deve essere proposto a ogni bambina del mondo, e ogni donna deve battersi nel suo piccolo con ogni mezzo a fianco delle sorelle di ogni luogo per garantire a loro e alle loro figlie (e figli) la possibilità di costruire un futuro migliore per tutti e tutte (a questo proposito consiglio a chi se l’è persa la puntata del 9 gennaio di Report sulla scuola in Finlandia). O questo mondo continuerà ad andare sempre più a a rotoli.

Donna, Vita, Libertà!