“Chiamami papà” di Marco Palagi: un romanzo che trabocca d’amore

a cura della scrittrice Marisa Cecchetti

Un romanzo che trabocca d’amore ma attraversato dalla presenza costante della morte, fin dall’incipit. Il vuoto è come un inferno nero che potrebbe inghiottire.
È anche un romanzo di formazione alla professione genitoriale, quella di padre, perché il protagonista Lorenzo non sa niente di questo ruolo, anzi ne ha paura e lo rifugge.
L’amore per Linda lo fa crescere, perché se la compagna che ami vuole un figlio tuo, non puoi continuare a negarlo con motivazioni insostenibili e insicurezze, perché negheresti l’amore per lei.
Romanzo che gioca sui contrasti – vita morte, amore-disamore – in modo tale da creare un sottofondo di humor d’oltremanica, tuttavia dissimulato e distribuito nella quotidianità, tanto da far apparire normale anche il grottesco, come l’uso del carro funebre con o senza il morto, in situazioni di necessità personali.
Romanzo che gioca fondamentalmente sull’esagerazione dei sentimenti, degli stati d’animo, delle attenzioni e/o disattenzioni tanto da far dire che quest’amore è diventato quasi patologico, così forte, indispensabile, assoluto, unico. Lui fa di mestiere il necroforo a Viareggio – e anche questa è una scelta coraggiosa per uno scrittore – lei è un avvocato della Grande Mela. Incontro più originale e di contrasto non si poteva immaginare.
Lui ha alle spalle una storia ed un matrimonio finiti. L’amore nasce immediato da un incontro casuale a New York. Invece l’accettazione della paternità nasce più tardi, e purtroppo trova subito ostacoli, con la morte che colpisce di nuovo e rischia di far crollare tutto.
L’accettazione del ruolo di padre diventa convinzione profonda dopo una esperienza umanitaria vissuta da Lorenzo in Benin, dove scopre davvero le proprie potenzialità di condivisione e di dedizione.
Emma è l’altra voce narrante che si alterna a quella di Lorenzo, a lei viene data la capacità di capire le situazioni, di raccontare il padre e la madre, fin da quando la sua testolina spunta alla luce. E su di lei si riversa una marea di amore, in un rapporto padre figlia di totale simbiosi. Emma vissuta, raccontata, descritta in ogni suo momento e bisogno, anche quelli fisiologici, in una ricerca costante del sovrabbondante, per strappare la meraviglia.

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“Il moro di Firenze”

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di Gabriele Ottaviani

La penitenza non l’è mai di bastanza…

Il moro di Firenze, Daniele Coppa, Giovane Holden. Quando in una sera di inizio Quattrocento rientra nella sua casa di Santo Spirito Filippo Bargelli, ricco e laborioso mercante fiorentino, non può immaginare che la storia stia per travolgerlo nelle vesti di un giovane moro venuto dalla Spagna, Asmodeo, che bussa ammaliatore alla sua porta per parlare di affari: ma… Una delle più radicate illusioni che gli uomini hanno è quella di essere in grado di poter controllare ogni cosa, anche, se non soprattutto, l’imponderabile: ma si sa, nulla è più ingannevole dell’apparenza. Maestoso.

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“Corpora mundi”

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di Gabriele Ottaviani

Finalmente Clara è tornata a essere mia…

Corpora mundi, Gaetano Cinque, Giovane Holden. Per Antonio, docente di filosofia particolarmente discusso che ha dedicato la sua vita alla riflessione, ispirata, tra gli altri, da Lucrezio, sul materialismo dei corpi e sulla libertà della ricerca del piacere fisico, il panorama lavico di Lanzarote, modellato dal magma, è la rappresentazione tangibile della ribollente masnada di passioni che lo agitano: per questo arriva addirittura letteralmente a compenetrarsi con l’ambiente che lo circonda, nel corso di un viaggio che gli pare finalmente la sua vera occasione per dare un senso al proprio esistere. Ma quando ci si spinge fino alle estreme conseguenze si deve anche accettare la possibilità dell’irreparabile, e… Deflagrante.

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“La moanarchia di Borgoferro” di Simone Corona: una storia molto attuale!

a cura di librimagnetici.blogspot.com

Le periferie delle grandi città italiane sono da sempre uno sfondo ideale per storie di vita e di umanità diverse; oggi, però, è difficile (a mio personalissimo parere) trovare scrittori che non cadano nel banale o in pallidi tentativi di ricalco degli indimenticati “ragazzi di vita” pasoliniani. Ma i personaggi dello stato immaginario di Borgoferro sono talmente vividi e reali che ci portano in una lettura coinvolgente e che non delude. È come un sistema, la cittadina di periferia di Ponteferro, dove Rico e Lele trascorrono le loro vite, formato da una quotidianità tanto diversa (il nonno con l’inizio di demenza, gli amici che cercano di formare una band musicale, i tossici sulle panchine del parco) quanto beffarda nel suo senso di ineluttabile sconfitta.

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“Il picnic delle storie”

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di Gabriele Ottaviani

Il centro porta il nome di Elettra…

Il picnic delle storie, Silvana Minigrilli, Giovanna Reboa, Giovane Holden. Due amiche, una in Italia, l’altra in Scozia, decidono di combattere la lontananza imposta dal lockdown scrivendo racconti, lavorando separatamente su una storia dallo stesso titolo in vista dell’appuntamento della domenica pomeriggio, via Skype, per leggerle e commentarle insieme, dando vita a un bouquet di narrazioni convincenti e coinvolgenti tutte al femminile che raccontano di rimpianti, ribellioni e autodeterminazione, mostrando il potere salvifico della scrittura e degli affetti: da leggere.

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“Dio non c’è, dorme”

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di Gabriele Ottaviani

Chi avrebbe dovuto accusare del fallimento della sua relazione con quell’uomo che aveva riempito i suoi giorni prima che arrivasse Fausto?

Dio non c’è, dorme, Jolanta Maria Czarnomorska, Giovane Holden. Teresa, psicologa polacca milanese d’adozione ormai da molti anni, ha trovato un equilibrio, dopo tanto tempo passato in balia di una neghittosa e pungente nostalgia, quando ha conosciuto Fausto, medico in pensione, deciso a tornare nella sua Sardegna, dove Teresa lo segue senza rimpianti, iniziando a lavorare in un centro di accoglienza. Un giorno arriva in comunità una giovane russa, Irina, accusata di omicidio e in attesa di processo. Tra le due donne scatta subito una evidente sintonia, talmente forte che, col passare del tempo, i ruoli iniziano a confondersi, e… Potente e destabilizzante.

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“Fuori dall’ordinario”

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di Gabriele Ottaviani

Per la seconda sera di fila decise di rimanere in redazione.

Fuori dall’ordinario, Francesco Bertelli, Giovane Holden. Ponticello, in Maremma, diventa in breve tempo il centro del mondo: in poche settimane la secolare tranquillità è sconvolta dagli assassinii di tre giovani e dalla scomparsa di un bambino. L’attenzione mediatica è ai massimi livelli e a capo del quotidiano locale, Il Golfo, c’è un cronista di razza, duro e puro, Aldo Nardi, che si fa via via sempre più persuaso che dietro i crimini ci siano interessi e persone molto potenti: nel frattempo, come se non bastasse, nel borgo giunge uno stravagante sconosciuto, e… Mozzafiato.

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“Creature”

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di Gabriele Ottaviani

Sono io che a volte rimango seduta in soggiorno con una candela accesa. Attendo lì ferma fino a che non si consuma del tutto con la speranza che i miei figli vedano la luce e tornino da me. Ma finora non ha funzionato.

Creature, Andrea Mambretti, Giovane Holden. Giovane ingegnere dalla vita tutto sommato anonima e tranquilla, Sergio Maletti una sera, in un locale della movida milanese, incontra Mara, bellissima, sensuale, sola al mondo, o almeno così dice. L’amore è talmente travolgente che nel giro di pochissimi mesi si sposano: ed è lì che iniziano i problemi, tanto che Sergio piomba in breve tempo in un vortice di misteri, tensioni, ossessioni. Tuttavia… Intrigante.

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