“Io, Lei, Manhattan”: un libro perfetto per un appassionato d’arte

a cura di Marco Palagi

Un soliloquio dell’autore sull’arte. Per un centinaio di pagine è monologo pregno di nomi di artisti dei quali manco conosci il nome e non sai se cercarli su Google o saltarli a piè pari e aspettare che prima o poi arrivi qualche pagina di reale narrazione.
Va preso atto che è una via di mezzo tra un memoir e un saggio. Non bisogna lasciarsi ingannare dal titolo. Non è un romanzo. È un libro perfetto per un appassionato d’arte.
La “lei” del titolo, la “lei” della copertina inganna il lettore che si aspetta semplicemente una donna, un’amante del narratore. Ma la “lei” non è Martha, la compagna di vita di Adam Gopnik, ma l’Arte in tutte le sue forme. Anche se sono certo che l’autore intendesse riferirsi a sua moglie.
Manhattan è fuori dalla finestra, è la vetrina spalancata sull’arte, è il quarto personaggio (se consideriamo anche Martha) che si manifesta in tutta la sua bellezza anni ’80.
Un libro faticoso, quando si perde a filosofeggiare sull’arte, ma per chi ama New York e la conosce e l’ha vissuta anche solo un pochino, ti fa venire solo voglia di cercare una stanza di nove metri quadri sull’Ottantasettesima Est.

“Una dolce ostilità”: un romanzo sui sentimenti, sull’amore familiare

a cura di Marco Palagi

“Una dolce ostilità” di Marianne Kavanagh è un romanzo sui sentimenti, in particolare sull’amore familiare.
Eva e Kim sono due sorelle che vivono a Londra, abbandonate dai loro genitori mentre crescevano, con caratteri molto differenti l’una dall’altra affrontano a modo loro la vita.
Eva, la sorella minore, accetta chiunque incontri nella vita come un dono, Kim, la maggiore, rifiuta l’aiuto e prova risentimento per chiunque sembri privilegiato. Nella vita da adolescente di Eva arriva Harry e Kim sembra aver trovato quel “qualcuno” al quale destinare tutto il suo risentimento, soprattutto perché il ragazzo ha un lavoro molto remunerativo – e quindi è un privilegiato – e perché potrebbe portarle via la sorella. Harry sembra il ragazzo perfetto, ha tutto, un lavoro pagato benissimo nella City, un appartamento grande e moderno, una Porsche e in primis l’amore e il rispetto di Eva. Harry nel corso degli anni ci sarà sempre per lei, nei momenti felici e spensierati e in quelli più tristi, duri e pieni di ostacoli e Kim deve necessariamente accettare – seppur di malavoglia – quella presenza ingombrante, soprattutto quando Eva rimane incinta e, successivamente, si ammala. L’aiuto finanziario di Harry sarà determinante per la vita dell’adorata sorella di Kim, la quale nel frattempo cerca di far funzionare una relazione con Jake a dir poco disfunzionale.
“Una dolce ostilità” è, come detto, un romanzo sui sentimenti nel senso più ampio del termine, l’amore di due sorelle, l’affetto per un caro amico (Harry), l’amore per il lavoro, i figli, l’amore per se stessi.
Sebbene il romanzo fatichi a catturare il lettore nella prima parte, essendo un po’ prolisso e farraginoso, acquista ritmo dalla metà in poi e stimola una curiosità tale da invogliare il lettore a scoprire l’evolversi delle vicende, a cercare di capire perché Kim è così risentita verso Harry, a ipotizzare se tra Eva e il ragazzo c’è o ci sarà mai una relazione sentimentale… insomma, gli interrogativi sono molti.
Forse l’autrice avrebbe potuto fare qualche taglio qua e la, dare una direzione più precisa alla narrazione. I personaggi sono ben caratterizzati, anche se a volte non si fanno piacere molto, i dialoghi ben costruiti, la Kavanagh sorprende ma non per la qualità della sua narrazione che è costante nei suoi libri.
Ottimo finale, vi sorprenderà. 

“Prometto di sposarti ogni giorno”: vita va così di fretta che non si ha nemmeno il tempo di amare come si deve

a cura di Marco Palagi

Pedro Chagas Freitas torna dopo lo straordinario successo di “Prometto di sbagliare” e, mi perdonerete il gioco di parole, non ha minimamente sbagliato con questo nuovo libro. Il suo stile originale, privo di un’effettiva trama e caratterizzato principalmente da due soli personaggi, cattura e colpisce pagina dopo pagina, grazie a una narrazione fluida ed efficace, a descrizioni puntuali ed evocative. Ancora una volta scrive uno straordinario inno all’amore e sfido qualsiasi innamorato, uomo o donna, a non immedesimarsi nelle sue parole, a non fare propri quei sentimenti che impregnano le pagine, a non sentirsi (o volersi sentire) un po’ Pedro e un po’ Barbara. Ma c’è anche l’aspetto sofferto dell’amore nelle storie di Chagas Freitas, probabilmente è quello che lo rende così puro e reale, un amore forte e insuperabile che va oltre alla morte ma che allo stesso tempo è duro e fragile e faticoso.
“Prometto di sposarti ogni giorno” può essere letto come un lungo diario, magari anche una pagina al giorno, per assaporarlo lentamente, magari sottolineando qualche frase, leggerlo al proprio amato/a, perché vorremmo tutti essere grandi scrittori come Pedro, oltre che grandi amanti, ma spesso ci mancano le parole e la vita va così di fretta che non si ha nemmeno il tempo di amare come si deve. Ecco, prendetevi del tempo per leggere questo libro, nel silenzio della notte o ad alta voce insieme al vostro partner. Non vi deluderà. 

“Lo stato dei miei capelli in Oriente”: un libro che risolleva l’umore

dalla redazione di Librinellaria.org

“Lo stato dei miei capelli in oriente” è la storia di due amiche, entrambe con lo spirito d’avventura, seppur radicate nelle loro vecchie abitudini e nell’ossessione per il capelli, che man mano abbandonano tutte le loro inibizioni, aprendosi al mondo, assaporandolo per davvero, fino all’ultimo sorso. La cornice è quella di un viaggio da sogno, nel quale vi ritroviamo dentro proprio di tutto: la Thailandia, il sole, il mare, l’amicizia, l’amore, l’avventura, il divertimento e lo sballo. La storia è narrata in prima persona, la protagonista del romanzo è la stessa autrice del libro. Quest’ultima scrive come se chiacchierasse con degli/delle amici/amiche. La mia impressione, infatti, è stata esattamente questa: Tita seduta innanzi a me, che, tra una tisana e un fetta di torta, mi racconta la sua vacanza da sogno.

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“Le notti dell’alchimista”: un filo diretto con la coscienza

dalla redazione di Sololibri.net

Se amate le storie fantastiche, in cui i personaggi non dormono la notte bensì ricevono visite inquietanti che contro ogni pronostico si rivelano poi benefiche (tipo Scrooge in Canto di Natale, per intendersi), dovete assolutamente leggere il romanzo breve pubblicato a fine marzo 2020 da Giovane Holden Editore dal titolo Le notti dell’alchimistaL’autore è Raffaele Longo, avvocato della provincia di Salerno che ha unito storia a folclore e fantasia, dando origine a una trama incalzante, dove figurano dialoghi brillanti, che portano a profonde riflessioni sull’essere umano. Un filo diretto con la coscienza che si allarga, e non riguarda più solo il protagonista, ma contempla una conversione che si auspica possa rivolgersi all’umanità intera.

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“Audrey mia madre”: ritratto domestico di una donna semplice, familiare, comune e una splendida italiana di adozione

a cura di Marco Palagi

Diventa difficile, per me, parlare di un libro su Audrey Hepburn rimanendo imparziale… diciamo che ci sono diversi elementi positivi in questo volume.
Tra i tanti libri che ho letto su Audrey, sulla sua vita, sulla sua carriera, sul suo impegno umanitario con l’Unicef, poche volte ho avuto la possibilità di conoscere i dettagli della vita domestica della celebre attrice. Su tutti si parla sempre di “Colazione da Tiffany” oppure del suo Oscar ricevuto giovanissima per “Vacanze romane”, delle copertine patinate… ma mai eravamo venuti a conoscenza di come si comportasse Audrey tra le mura di casa, coi figli, i mariti e i compagni della sua vita. In questo libro Luca Dotti, il secondo figlio avuto dal secondo matrimonio con Andrea Dotti, psichiatra italiano, ci porta all’interno della vita domestica dell’attrice, dal suo rapporto coi figli a quello con la buona cucina italiana – e non solo. Perché tra le splendide immagini che ritraggono Audrey con le amiche e i parenti (250 fotografie), troviamo gustose ricette che lei stessa ha perfezionato nel corso degli anni o che, grazie alla cuoca, ha avuto la possibilità di provare. Ed è un viaggio meraviglioso quello che riusciamo a fare con queste pagine, perché veniamo colti e stravolti continuamente da una serie di emozioni, che vanno dalla fame – vedi tutte le ricette minuziosamente riportate – alla nostalgia, dall’ammirazione alla tristezza. Ma ciò che questo libro lascia nel profondo dei nostri cuori è la sensazione di aver vissuto per qualche ora insieme a Audrey Hepburn, aver assaggiato con lei quei gustosi piatti, guardato la tv con lei sul divano, curato il giardino svizzero a La Paisible che lei amava tanto, portato i figli a scuola o fatto la spesa al supermercato romano sotto casa. Audrey non era perfetta né tantomeno aveva una vita perfetta, per quanto le riviste o la vita da star possano far immaginare. Ha patito la fame della guerra, ha abbandonato i suoi sogni di diventare una ballerina, è passata attraverso due divorzi ma, nonostante tutto questo, è rimasta semplice, familiare, una donna comune e una splendida italiana di adozione. 

“Biloxi”: il sessantatreenne Louis e il suo cane

a cura di Marco Palagi

Cosa potrà mai succedere a un sessantenne in pensione, il cui padre è morto e la moglie lo ha lasciato?
E se facesse una deviazione per evitare l’ex moglie e finisse per adottare un cane, Layla?
Mary Miller è riuscita a costruire trecento pagine fondamentalmente su un uomo e il suo cane, una storia dolce sulle complessità della vita e delle relazioni.
Grande salto di qualità dell’autrice, a mio parere, dopo i precedenti “Happy Hour” e “Last Days of California”.
Uno di quei libri che ricominceresti subito daccapo.

“Papi”: un romanzo per chi vuol tentare la strada di una storia non convenzionale

a cura di Marco Palagi

È il mio secondo libri di NN Editore, dopo Kent Haruf, e comincio ad apprezzare sia la veste grafica sia la qualità dei testi scelti da questa casa editrice.
Come posso parlare di “Papi”. Beh, non è facile e il motivo si può già ricercare nella nota critica presente nell’aletta del libro: non dice niente, non racconta niente, sembra un libro senza senso e senza trama.
Quindi cos’è “Papi”?
“Papi” non può essere raccontato, posso scrivere dieci pagine senza necessariamente dirvi niente della trama.
Ma c’è una trama?
È un libro fuori dagli schemi, dallo stile asciutto, compatto, pulito ed estremamente scorrevole.
Una bambina è il narratore in prima persona del libro, la quale racconta la vita e le esperienze del suo papi, “imprenditore” in un settore non proprio edificante.
Non c’è da aspettarsi una narrazione infantile, bensì troverete raccontati eventi anche violenti, tragici, spesso volgari e il fatto che a parlare sia un’ingenua frequentatrice della scuola primaria rende la narrazione ancora più interessante e avvincente.
Cosa succederà ora?
Quante cose possiede Papi?
Sì, perché Papi ha tutto di tutto, un sacco di tutto, dalle automobili ai vestiti alle donne alle conoscenze… e la particolarità dello stile narrativo di Rita Indiana sta nella sua capacità di utilizzare la punteggiatura in modo, per me, sopra le righe. Pochi punti, molte virgole, periodi lunghi a dare respiro agli eventi narrati ma anche a togliere respiro al lettore, costretto a volte a prendere lunghe boccate d’aria per terminare una frase, pagina dopo pagina la lettura è ritmata, veloce, piena. Ma sta proprio qui uno dei punti di forza del romanzo, non c’era modo migliore per raccontare di Papi e della sua piccolina, così ingenua ma così attenta a ciò che le accade intorno. Consapevole, a volte anche troppo del lavoro del suo papà, ma figlia del suo eroe, il quale commette tanti sbagli, forse, ma ai suoi occhi, come agli occhi di ogni figlia verso il padre, resta un uomo ricco di pregi e dai difetti trascurabili.
Che altro. Ci sono un sacco di personaggi, alcuni di rilievo, altri dimenticabili e non tanto funzionali alla storia, inseriti all’interno di una struttura che pare farraginosa e sconclusionata, ma che a lettura terminata presenta una struttura ben delineata dalla scrittrice, la quale dà solo l’idea di aver scritto di getto senza una successiva revisione, ma il lavoro in “pre e post-produzione” è palesemente presente.
Onore al merito della traduttrice Vittoria Martinetto, che ha realizzato un ottimo lavoro del quale ne parla in calce al romanzo.
“Papi” è un romanzo che consiglio a chi vuol tentare la strada di una storia non convenzionale, scritta in modo non convenzionale con un taglio emotivo, dato dalla narrazione in prima persona, particolarmente vincente.