Questionario di Holden: Alessandro Agostini

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Preferibilmente a mano, anche perché mi accade nelle situazioni più disparate: quando ispirazione comanda. Il gesto dello scrivere mi è propedeutico al pensare e al sentire. Pur non amandolo il computer mi è invece utile in fase di rielaborazione.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?
Fumo, sgranocchio di tutto e sbevucchio in maniera quasi compulsiva come a diluire l’irruenza della carica creativa affinché produca un frutto ordinato e coerente. Non il massimo per la salute ma tant’è… qualcosa è da sacrificarsi alla Musa.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Sto mettendo insieme una raccolta di brevi racconti (di tono scherzoso, ma portatori di un messaggio) e aforismi scritti negli ultimi anni. Poi ho già abbondante materiale per una prossima silloge poetica con liriche composte fra il 2023 e il 2024.

Com’è il tuo spazio di scrittura?
Mi trovo a scrivere in ogni luogo possibile quando arriva l’alito giusto: letto, auto, campi e boschi. Ho poi un’ampia cucina, ove passo il più del mio tempo casalingo, con pile di fogli e di libri e un tavolinetto con il computer vicino alla stufa.

Hai mai sperimentato il blocco del lettore? Come l’hai superato?
Ben grami pasti mi toccherebbero se dovessi vivere di scrittura né alcun editore mi corre dietro per sollecitarmi per cui in fasi di magra faccio altro; magari rielaboro cose vecchie. A volte è pure un sollievo ché la poesia è compagna molto esigente.