Questionario di Holden: Anna Maria Salamina, Max Baroni

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Salamina: Di solito scrivo al computer, è molto più pratico per le correzioni, i cambiamenti, i ripensamenti, le aggiunte, le cancellazioni…
Baroni: Scrivere per me , da sempre, è tenere stretta tra le dita una matita affondando la grafite nella pagina bianca, percependo ogni vibrazione connessa al mio cuore.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?
Salamina: Un’abitudine è quella di rileggere più volte ciò che ho scritto, e quando riprendo in mano un testo devo sempre rileggerlo da capo prima di andare avanti.
Baroni: Posso dire che prima di cominciare a scrivere porti l’attenzione sul respiro come per aprire la porta di un’altra dimensione, e poi la musica accompagna tutto il mio comporre.

Scrivi ascoltando musica?
Salamina: Io non scrivo ascoltando musica perché la scrittura è una pausa dal mio rapporto quotidiano con le partiture che studio, ma so che le poesie del libro, opera di Max, sono quasi sempre ispirate da una musica, spesso di Lodovico Einaudi.
Baroni: Sempre, la musica è la vita che scorre in noi, ogni nota riesce a mantenere aperto l’ascolto interiore, tra noi e la profondità dell’essere, dove tutto si manifesta e tutto è da raccogliere per portare bellezza in superficie.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
Salamina: Prendiamo i libri che leggiamo in tanti luoghi diversi e amiamo sia avere tra le mani libri cartacei come anche ascoltare delle storie in formato audio, che ci accompagnano durante gli spostamenti in auto.
Baroni: Sono gli stessi libri a chiamarti, vogliono raccontarti una storia importante per la nostra crescita. Ogni libro, ovunque venga raccolto, è portatore di doni.

Chi è il tuo primo lettore a libro finito?
Salamina: Il mio primo lettore è il coautore, Max, che quando può si ritaglia del tempo per darmi il suo parere su ciò che sto scrivendo.
Baroni: Mia moglie Anna, non solo è il primo lettore a libro finito, una lettrice di ogni verso che sgorga dalla mia anima.

Questionario di Holden: Piero Sesia

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Alessandro Manzoni: Ha inventato il romanzo storico come luogo dove la Storia e le storie delle persone normali si incontrano. John Fante: Aveva ragione Bukowski a dire “Ma quale Melville, il più grande scrittore americano è Fante”.

Quando hai letto il tuo primo libro?
Avevo otto anni. Il mio maestro di terza elementare mi domandò “Ma tu leggi?” Io, stupito, risposi “Certo, i giornalini”. “Peccato” disse lui e mi regalò un libro sull’organizzazione sociale della vita delle formiche.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
È un libro è binario. Cuneese 1944/45 e Svizzera 2018. Resistenza ed era digitale. Guerra e opulenza. Mi piace cercare cosa è rimasto (o non), di epoche dure e crude e crudeli in tempi ovattati e di benessere. E mettere a contrasto momenti diversi.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Normalmente produco una scaletta, o per meglio dire provo a costruire uno scheletro. Però poi, quasi sempre, la storia e i personaggi mi prendono la mano e vanno (quasi) dove vogliono loro. Un po’ come visitare una città sconosciuta. Adoro perdermi.

Collezioni qualche libro?
Quando mi imbatto in una edizione vecchia de I promessi sposi me la compro. Non ho una vera e propria collezione, possiedo non più di una dozzina di pezzi. E non le vado a cercare. Però quando ne vedo una non resisto.

Questionario di Holden: Franca Pellizzari

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Il desiderio di esplorare l’arricchimento che viene dall’incontro tra diverse generazioni e quello di “contagiare” qualcuno con il mio amore per la vita: un’avventura che merita di essere vissuta con pienezza in ogni fase, anche nei momenti più bui.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Lavoro alla biografia romanzata di Berthe Morisot, l’impressionista ingiustamente meno nota dei colleghi maschi. Nel 1800 per le donne era difficile conciliare vita familiare e artistica, senza rinunciare alla propria femminilità: lei ci è riuscita!

Puoi esprimere un desiderio. Vorrei saper scrivere come…?
Sceglierei Amos Oz, che si paragonava a un orologiaio: dotato di lente e pinzette, osservava in controluce ogni singola parola, prima di metterla al suo posto con una pinzetta, pronto a spostarla o a sostituirla. Perché le parole hanno un peso!

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco i libri stampati: amo il profumo della carta, il fruscio delle pagine girate, il segno lasciato dal segnalibro. Per evitare il crollo dei pavimenti di casa per il troppo peso dei libri, però, ultimamente acquisto anche parecchi e-book.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
Quasi esclusivamente in libreria: mi piace curiosare tra gli scaffali (è vero che un libro non si giudica dalla copertina, però alcuni sembrano chiamarmi e raramente mi deludono) e mi fido della mia libraia.

Questionario di Holden: Luca Staffoni

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
La spinta è nata dal bisogno di raccontare. Un giorno, quasi per caso, una storia ha preso forma nella mia mente. Una volta lì, era già viva. Non potevo ignorarla: dovevo darle voce, portarla fuori e condividerla con gli altri.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco i libri stampati. Capisco i vantaggi del digitale, ma sfogliare le pagine, sentirne la consistenza, è un’esperienza unica. C’è qualcosa di speciale nell’avere tra le mani un oggetto fisico, concreto, che il digitale non offre.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
Mi piace girare tra gli scaffali delle librerie, lasciandomi guidare da copertine e titoli accattivanti. È il mio modo preferito per scoprire nuovi libri e autori, seguendo l’istinto più che una lista precisa.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
Fin da quando ho immaginato la storia, ho capito che l’ambientazione ideale era un piccolo borgo inglese. Non riuscivo a pensare diversamente. A influenzare questa scelta sono state anche alcune serie TV che mi hanno ispirato per atmosfera e tono.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
In realtà la risposta si posiziona a metà. La scrittura di questo libro è iniziata con un progetto ben definito nella mia mente, ma mentre proseguivo, la storia ha preso una direzione autonoma, allontanandosi dall’idea originale.