
Com’è il tuo spazio di scrittura?
Mi piace scrivere in un ambiente intimo e raccolto, lontano da rumori e distrazioni. La mia scrivania posta sotto una finestra che dà sui tetti delle case e una pineta, sullo sfondo, mi distacca da tutto, facendomi immergere totalmente nella storia.
C’è una tematica ricorrente nelle tue opere? Se sì, quale?
Sì, la lotta tra il bene e il male. Il protagonista si trova spesso a dover lottare poiché vittima di soprusi, violenza e ingiustizie. Dovrà quindi mettere in campo la sua abilità e intelligenza per riscattarsi.
Hai mai vissuto il blocco dello scrittore? Come lo affronti?
Quasi sempre. Arriva puntuale a ogni snodo della vicenda. Quando succede mi dedico ad altro. L’idea giusta che cercavo mi sovviene quando meno me l’aspetto.
Come hai creato il mondo o l’ambientazione del tuo libro? Quali elementi ti hanno ispirato?
La campagna inglese mi è parsa l’ambientazione giusta per il mio romanzo per sottolineare la tragicità di quanto accaduto in un mondo apparentemente perfetto.
Quando inizi a scrivere, hai già una visione chiara della trama o segui l’ispirazione del momento?
Ho già un’idea di trama, dei punti fermi, che mi aiutano a seguire una traccia; ciò non toglie che via via che si sviluppa una storia non intervengano delle variazioni, talvolta anche sostanziali.