Questionario di Holden: Katia Angelini

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Scrivo sia a mano che a computer. Prediligo il mezzo elettronico quando devo concretizzare il lavoro. Tengo anche molti appunti scritti sui libri, sui ritagli di carta o su quaderni e incredibilmente li ritrovo sempre al momento del bisogno.

Scrivi ascoltando musica?
Normalmente scrivo la sera prima di coricarmi o in macchina quando stacco dal lavoro o dalla famiglia e sosto lungamente nel parcheggio. Non ascolto quasi mai musica mentre scrivo, mi faccio ispirare dopo la stesura.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
I libri di narrativa che leggo non mi vengono quasi mai regalati o consigliati. Li prendo in prestito in biblioteca oppure li compro online o nei negozi fisici. Ascolto anche molti audiolibri di pubblico dominio di autori ottocenteschi.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
Il mio romanzo, Binomio urbano, è ambientato a Padova, che da sempre ho vissuto con un certo distacco. Mi sono fatta affascinare dalla sua storia, dalla sua gente e dalla sua cultura.

Collezioni qualche libro?
Ripongo i libri che colleziono in una libreria che abbiamo fatto costruire sulle scale. Mi pacifica sapere che sono custoditi in un luogo appartato e il fatto che siano in una posizione disagiata mi gratifica molto.

Questionario di Holden: Nicolò Pareto

Consigliaci un libro da leggere.
La leggenda del Santo Bevitore di Joseph Roth. Una storia di redenzione, generosità e speranza, insegna che anche l’ultimo dei reietti può fare del bene in questo mondo cogliendo le occasioni che la vita gli concede. Un concetto profondo e prezioso.

Com’è il tuo spazio di scrittura?
Non ho un vero e proprio spazio di scrittura: ovunque colga l’ispirazione, quello è il luogo ideale. Scrivo di getto, spesso interrompo quello che sto facendo e inizio a buttare giù quel che ho in testa, siano essi pensieri fugaci o interi capitoli.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Per quanto io ami gli audiolibri la carta non si batte: per il suo sapore antico che su di me sortisce un fascino esagerato, perché è sempre pronta, perché non si scarica mai, perché basta una matita per appuntare qualcosa d’importante.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
L’ambientazione del mio libro è ispirata alla Pisa che ho vissuto negli anni dell’università: è stata una seconda madre che mi ha trasformato nell’uomo che sono oggi. Nel mio romanzo essa è un personaggio alla quale rendo l’onore che merita.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Sono quel tipo di scrittore che fa una scaletta molto precisa per poi non seguirla: per me è la storia che guida lo scrittore, e non viceversa. Questo è il modo più divertente per scrivere, nonché il più appassionante!

Questionario di Holden: Lucilla Laconi

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Sono sempre stata aperta alla tecnologia. La trovo utile e di grande aiuto, pertanto scrivo spesso col computer. Ci sono però delle occasioni dove preferisco carta e penna, specialmente quando scrivo poesie o pensieri profondi.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
La curiosità in primis. Mi sono dovuta documentare tanto. Ho scoperto storie meravigliose di antichi riti pagani sardi, incredibilmente affascinanti. È stato un viaggio a ritroso nel secoli, ha stimolato la mia fantasia e mi ha arricchito molto.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?
Di solito ascolto della musica. Mi aiuta tantissimo ad estraniarmi dal presente e a immergermi completamente nelle scene del mio romanzo. Scelgo accuratamente la musica adatta, quella che mi fa venire le farfalle allo stomaco mentre scrivo.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Assolutamente libri stampati. Devo usare tutti i sensi possibili quando leggo. Non solo la vista ma anche il tatto toccando la carta e l’olfatto sentendone il profumo.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Mi lascio guidare dalla storia. La mia scrittura è molto viscerale, perciò seguo quello che mi dice la pancia. Ho provato a fare una scaletta, ma non fa per me. Preferisco far fluire le emozioni, senza dare una direzione specifica.

S05E26 Podcast Vitamina L: Anna Maria Salamina e “Natalino, ultimo barbiere di campagna”

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Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni
Ogni lunedì alle ore 18 intervista a un Autore per parlare del suo libro e non solo.
L’Autore risponde, inoltre, anche a 5 domande tratte dal Questionario di Holden.

Per saperne di più…

Questionario di Holden: Anna Maria Salamina

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Scrivo al computer, ma a portata di mano ho un quaderno sul quale prendo appunti a mano, e butto giù scalette e schemi, per la struttura approssimativa del mio progetto.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Il desiderio di raccontare la vita di un personaggio fragile e sfortunato, uno dei tanti invisibili della nostra società.

Com’è il tuo spazio di scrittura?
Davanti a me ho delle porte-finestre che lasciano entrare molta luce sul mio tavolo di lavoro, e lo sguardo può spaziare nel verde circostante, di tanto in tanto.

Qual è la cosa più difficile che hai dovuto scrivere nel tuo libro?
Parlare di solitudine e di disagio esistenziale, e di una dipendenza vissuta dal protagonista del mio libro.

Chi è il tuo primo lettore a libro finito?
Mio marito.
Lui è sempre il primo!

Questionario di Holden: Sebastian Ruggiero

Quando hai letto il tuo primo libro?
I primissimi libri sono quelli legati alla letteratura per ragazzi, Salgari e Verne. Il primo, avevo 8 anni, è stato Il corsaro nero, a cui poi è seguita tutta la saga di Mompracem, e ho divorato tantissimi libri di Verne, anche quelli poco noti.

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Ho iniziato a scrivere Intrigo sull’Olimpo diversi anni fa, quando ancora ero legato a una pratica amanuense. Il deterrente del tempo utilizzato per la trascrizione al pc mi ha poi indotto a passare interamente al digitale.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Intrigo sull’Olimpo
nasce negli anni in cui ho svolto la professione di insegnante e la sua vocazione era quella di rivolgersi a un pubblico di bambini. Sicuramente anche la mia fascinazione ai temi mitologici e alla passione per la classicità.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
La costruzione delle trame del racconto fluisce già nella mia immaginazione. In questa gestazione emerge il titolo, che deve essere accattivante, e l’incipit, fondamentale per attirare il futuro lettore. Di seguito la storia prende forma.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Ho un nuovo progetto destinato alla fascia dei bambini e ragazzi, sempre sulla scia della ristesura di racconti epici e questo mi sarà utile per proseguire con gli intrecci del mondo olimpico che ho sviluppato in Intrigo sull’Olimpo.

Questionario di Holden: Anna Martellotti

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Uso molto la scrittura da tastiera, col cellulare se sono in giro, col tablet a casa. A mano solo brevi appunti. Perché le opzioni di cancellazione e spostamento della scrittura da tastiera sono irrinunciabili.

Consigliaci un libro da leggere.
Il gioco dei regni di Clara Sereni. Bellissimo.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco gli e-book: posso scegliere la dimensione del carattere, posso avere con me il libro ovunque, posso portarne tanti in viaggio con niente peso, non provoco perdita di risorse, quando finisco il libro non mi resta in giro a impolverarsi.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
Comprando principalmente e-book compro on line. I libri fisici li compro alle presentazioni o, specie per i regali, in libreria.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Scrivo una scaletta con parecchie frecce, mappe concettuali e diagrammi di flusso nidificati dentro gli item principali. Insomma una cosa che solo io so decifrare. A volte, se lascio passare troppo tempo, nemmeno io!