“L’ultima rosa di aprile” di Simona Bertocchi: un romanzo storico emozionante, dove amore e arte si fondono completamente

a cura di septemliterary.altervista.org

“L’ultima rosa di aprile” è un romanzo storico con una vena poetica e romantica che ti incanta fin dalle prime pagine, dove si esalta la bellezza e l’amore, ma senza tralasciare la parte storica in cui è ambientato: Firenze del XV secolo, la culla del rinascimento italiano, uno dei periodi più fiorenti in campo artistico del nostro paese.
Simona Bertocchi ha scelto di raccontare una delle donne più enigmatiche della storia, ovvero Simonetta Cattaneo Vespucci, entrata nel mito grazie al dipinto “la Venere” di Botticelli e di cui si hanno pochissime informazioni sulla sua vita privata.

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“Sotto la città e altre storie” di Stefano Frigieri: una raccolta di racconti frizzante e ben curata nei dettagli

a cura della redazione di scrittorindipendenti.com

Sotto la città e altre storie è un’antologia di racconti di Stefano Frigieri. 
Recensirlo devo dire che è stato gradevole, anche perché a dire la verità, amo il genere horror – si intende – se è scritto bene. Ma ora veniamo a noi e parliamo dei dieci racconti, uno completamente diverso dall’altro.
La prima cosa che mi è saltata agli occhi, nonché alla mente, è stata la fluidità della scrittura. Mi sembra giusto specificare, che lo stile semplice e realistico mi ha introdotto d’amblée a ogni racconto, ai periodi ben ordinati e soprattutto ben delineati in ogni loro parte, senza errori, senza perifrasi inutili che avrebbero potuto appesantirne la scorrevolezza.
L’autore si è rivelato molto accorto nella ricerca dei periodi storici, non commettendo incongruenze, che molto spesso troviamo negli sbalzi temporali o i cosiddetti Flashback di cui sono amante. 
Ho apprezzato la serietà con la quale l’autore racconta con competenza adeguata, ma senza strafare per dimostrare al lettore: “Vedi quanto sono bravo?”. Un’umiltà che ammiro molto negli autori. 

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“La via della femmina morta”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Rimase così, in quella posizione, prostrato d’innanzi alla sacra immagine, pregando per lungo tempo sperando e confidando in una benevola decisione nei suoi confronti e nei confronti della sua amata, ma non fu così.

La via della femmina morta, Paolo Celin, Giovane Holden. Che la nostra cultura sia gravida di retaggi fondamentalmente patriarcali è un dato di fatto purtroppo, così come quello che determina l’assenza di una reale parità di genere a tutti i livelli: nella nostra società anche la toponomastica è una disciplina che parla per lo più al maschile, sono decisamente pochi nomi di donne anche eccellenti che vengono celebrati a imperitura memoria attraverso le targhe delle vie, delle strade, delle piazze, dei corsi, delle calli delle nostre città. Di fondamentale importanza è anche ricordare tutte le vittime di quell’orrore quotidiano che è la violenza sulle donne in quanto tali, solo perché donne:…

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“Viandante comunque straniero”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Ho scelto un terreno fertile e in fiore per seppellire grato i nomi da me scolpiti…

Viandante comunque straniero, Pierluigi Gronchi, Giovane Holden. Il percorso dell’esistenza è una strada impervia, spesso piena di ostacoli, difficile a percorrersi, in cui ci si può imbattere in ogni genere di imprevisto e si può fare ogni tipo di incontro: il poeta, con la sua sensibilità, rischia di trovarsi sempre fuori posto, di sentirsi inadeguato al contesto, di rispecchiarsi in una realtà in cui non si riconosce, che non gli corrisponde. L’intensa silloge poetica di Gronchi racconta con raffinata maestria questo senso di alterità aprendo anche alla dimensione dei ricordi e definendo in modo mirabile e avvincente, in cui ognuno può riconoscersi, il vivido affresco della personalità poetica dell’autore e della fragile condizione umana. Da non perdere.

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“Il pozzo degli assassini”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

La verità si stava svelando poco a poco.

Il pozzo degli assassini, Alberta Pungetti, Giovane Holden. Ricco di riferimenti, classico e solido nell’impianto ma comunque assai originale, brillante, avvincente, convincente e coinvolgente, il romanzo narra del ritrovamento di una giovane donna orribilmente ferita: le indagini sul caso di questa sconosciuta priva di documenti che, operata d’urgenza, giace in coma, prendono le mosse, poiché priva delle abituali ferite da difesa, dalla cerchia delle persone a lei più vicine, che ne tratteggiano però un ritratto che ha ben poco a che fare con l’identikit di una vittima. Tutti, dunque, potrebbero avere almeno un movente, e alla bellezza raffinata della Costa Azzurra fa da contraltare il torbido gomitolo di ossessioni che connotano le anime umane: intenso.

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S02E27 Podcast Vitamina L: Maria Vittoria Fariselli e “L’hotel delle cose perdute”

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Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni
Ogni lunedì alle ore 18 intervista a un Autore per parlare del suo libro e non solo.
L’Autore risponde, inoltre, anche a 5 domande tratte dal Questionario di Proust.

Per saperne di più…

Il bisogno di leggere e nutrirsi di storie non morirà mai!

A distanza di un anno dal primo lockdown del 12 marzo 2020, che fece registrare la chiusura delle librerie residenziali per due mesi, e in un presente ancora incerto, Giovane Holden, nel mese tradizionalmente dedicato ai libri e al diritto d’Autore, desidera lanciare un messaggio di speranza.

Nonostante l’Editoria abbia subito perdite rilevanti nei primi quattro mesi del 2020, è pur vero che secondo un rapporto dell’aie le vendite dei libri nel corso dello stesso anno sono aumentate del 2,4% rispetto al 2019: se il cartaceo ha segnato un lieve incremento grazie alle piattaforme online, gli ebook hanno invece segnato un incremento del 27%.

Giovane Holden, come molte case editrici italiane, ha investito nella promozione dei propri libri online: dalle presentazioni dei libri, alle premiazioni dei nostri premi letterari, al nostro Podcast Vitamina L. E se Giovane Holden è ancora qui, fiera e pronta a immettere sul mercato tante belle uscite è merito dei lettori che hanno acquistato i nostri libri. Per questo a tutti voi va il nostro grazie!

Come scriveva Michel Houellebecq, e in questo difficile momento che stiamo vivendo lo è ancora di più: “Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi”. Nella speranza che la pandemia possa avviarsi a conclusione, il vaccino letterario di cui possiamo fruire e che permette alla nostra mente di liberarsi dalle preoccupazioni quotidiane è disponibile subito e senza alcuna limitazione: il libro! Non servono richiami annuali, patentini o punture intramuscolari, le somministrazioni sono illimitate e si registrano esclusivamente effetti collaterali positivi.

Il 23 aprile si festeggerà la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, nota anche come Giornata del libro, nonché i 405 anni dalla morte di Shakespeare, e la casa editrice vuole dare la possibilità a tutti i nostri lettori di leggere Giovane Holden con uno sconto del 20% per tutto il mese di aprile: sul nostro sito http://www.giovaneholden.it con il codice sconto WLALETTURA.

Il libro sopravvive, sempre, alle guerre, alle pandemie, alle leggi nel mondo distopico di Ray Bradbury in Fahrenheit 451: il bisogno di leggere e nutrirsi di storie non morirà mai.

Intervista a Marco Palagi, autore del romanzo “Chiamami papà”

a cura della redazione di atuttovolumelibri.it

1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Chiamami papà”?

Nasce circa quattordici anni fa, dopo aver pubblicato il mio precedente romanzo “L’amore è un campo di battaglia”, dal quale ho ripreso il protagonista Lorenzo. Sentivo che il personaggio poteva dire ancora qualcosa, volevo che crescesse e trovasse il suo equilibrio e mi divertiva scrivere delle avventure di un becchino. Inoltre, ho sempre desiderato un figlio e poter raccontare una storia sulla paternità è stato un modo per “realizzare” in qualche modo questo mio desiderio.

2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Vero. Doloroso. Tenero.

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