Questionario di Holden: Agostina Passantino

Quando scrivi, preferisci farlo in totale solitudine o con un po’ di compagnia intorno?
Per me scrivere è evasione, quindi il contesto esterno non conta. Non cerco condizioni perfette: posso scrivere da sola o in compagnia, nel silenzio o nel caos, con o senza musica. Quando arriva l’ispirazione, posso farlo in qualsiasi situazione.

Come hai creato il mondo o l’ambientazione del tuo libro? Quali elementi ti hanno ispirato?
L’ambientazione del mio libro nasce dall’intreccio dei luoghi che conosco. Prima fra tutti c’è la mia Palermo, e poi ci sono i viaggi che ho fatto, che mi hanno lasciato colori, odori e sensazioni, che cerco di dettagliare il più possibile nel testo.

Se il tuo libro fosse un album musicale, quale genere o artista sarebbe la colonna sonora ideale?
Sarebbe un mix imprevedibile, come le storie che racconto. Amo la musica e l’energia dei concerti, e spazio soprattutto tra rock ed elettronica. Ma le due “bussole” emotive restano Bruce Springsteen per l’istinto e Franco Battiato per la riflessione.

Quando scrivi, cerchi di scrivere per un pubblico specifico o ti concentri prima di tutto su te stesso?
Non scrivo pensando a me o a un pubblico specifico, ma a ciò che mi ha colpito, quella scintilla che diventa storia. Scrivo partendo dall’esigenza di dare voce a ciò che mi ispira e attorno a questo costruisco una trama.

Come affronti il momento in cui una storia che hai scritto giunge alla fine?
Per me è come riemergere da un’immersione subacquea, dove tutto è ovattato e sospeso. Quando metto l’ultimo punto, sospiro come se mi svegliassi dopo un sogno. È il ritorno alla realtà, con un velo di malinconia per il mondo immaginario che lascio.

Questionario di Holden: Agostina Passantino

Quando hai letto il tuo primo libro?
Durante le vacanze estive, dopo la fine della prima elementare, mi trovano in villeggiatura dai miei zii. Il libro era C’era due volte il Barone Lamberto di Gianni Rodari. Ricordo ancora l’entusiasmo che ho provato per la lettura di questa novella.

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Fino a qualche anno fa scrivevo rigorosamente a mano ed ero sempre sommersa di fogli e foglietti, poi – fortunatamente – ho perso l’abitudine e ormai scrivo solamente al PC. Se ho l’urgenza di annotare qualche pensiero, ricorro anche al cellulare.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Direi dallo “sviluppo” centrale. Solitamente parto da un’idea di trama interna, poi formulo frasi e situazioni che possano creare un incipit e generare un contesto. Durante questa fase spesso elaboro anche la frase da utilizzare come finale.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Mi lascio guidare dalla mia idea iniziale, ma soprattutto dai personaggi che man mano prendono vita nella mia mente e cominciano a farsi autonomamente spazio nel testo. A ogni fine stesura sono per me quasi reali e mi manca non scrivere più di loro.

Dovrebbero leggere il tuo libro ascoltando musica… (quale genere/artista/gruppo)?
Assolutamente sì! Nel mio libro cito diversi brani, ognuno dei quali dovrebbe essere rigorosamente ascoltato contestualmente alla sua comparsa nel testo.