Questionario di Holden: Rolando Guerriero

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Gary Romain, perché proteiforme, capace di rinnovarsi, cambiare stile e temi in ogni libro con una invidiabile capacità di interpretare l’evoluzione della società moderna; Curzio Malaparte, per la prosa limpida e prettamente toscana.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Il personaggio è nato da sé e cresciuto attorno all’idea che tutti gli sforzi per modificare la realtà sono vani. Se le cose debbono andare storte, è inutile il valore o l’impegno degli “eroi”. Talvolta non verranno neppure capiti.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Parto da quello che presumo essere il cuore del libro: quello che mi ispira. Può essere l’incipit, oppure la fine.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco adesso gli e-book, perché mi riesce troppo faticoso tenere in mano volumi troppo pesanti e inoltre non ho più spazio per i libri stampati.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Di solito traccio una scaletta, che via via modifico per collegare le varie parti della storia.

Questionario di Holden: Edoardo Rossi

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Adoro scrivere a mano, anche se non ho una bella grafia. Durante i miei viaggi riempio moleskine di appunti e pensieri. Ma quando elaboro un testo, scelgo il computer, perché mi permette di correggere, rielaborare, modificare, insomma è più comodo.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Le persone che hanno seguito il mio viaggio – attraverso il blog da me creato – mi hanno suggerito di trasformare i miei dispacci giornalieri in un libro. E io ho raccolto la sfida, cercando di migliorare e approfondire gli appunti scritti di getto.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?
Mi piace isolarmi da tutto e tutti, restare solo con i miei pensieri. Magari accanto a una finestra, cullato da suoni soffusi e immagini concilianti. Per ultimare Taccuini vagabondi mi sono isolato in montagna per due mesi, in totale solitudine.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco libri stampati, non c’è dubbio, l’odore dalla carta, la sua ruvida consistenza, il frusciare delle pagine fra le mie dita, non hanno prezzo.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
Viaggiare è sempre stata la mia linfa, la mia ispirazione. Il viaggio ritorna spesso nei miei tentativi letterari. E questo libro è viaggio allo stato puro, perché racconta i miei giorni nomadi, e tutte le elucubrazioni che mi hanno accompagnato.