Questionario di Holden: Carlotta Bellanzin

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Danielle Steel.
Lucinda Riley.

Quando hai letto il tuo primo libro?
Il mio primo libro l’ho letto a 15 anni…
Un po’ tardi forse. Il libro era Il diario di Anna Frank.

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Il mio istinto è scriverlo a mano. Infatti Due vite, un destino l’ho iniziato scrivendolo a mano, ma poi siccome continuavo a rileggerlo e trovavo sempre cose da correggere mi sono arresa e ho continuato
con il pc.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Un po’ perché era un mio sogno nel cassetto da molto tempo e un po’ per avvicinare le persone alla donazione di organi, dato che ho provato in prima persona a ricevere questo grande dono.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Libri stampati tutta la vita: è tantissima l’emozione che provo nel toccarlo e assaporarne tutte le pagine una dopo l’altra.

Questionario di Holden: Gianluca Pellegrino

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho voluto raccontare l’ esperienza della mia vita per dare un messaggio di coraggio: non abbattersi mai alle avversità.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco gli e-book perché riesco a leggere da solo e perché l’inchiostro elettronico mi favorisce la scorrevolezza nella lettura.

Qual è la cosa più difficile che hai dovuto scrivere nel tuo libro?
Non c’è stata, perché ho raccontato soltanto ciò che ho vissuto e mi è venuto spontaneo

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Mi faccio guidare dalla storia o vado a intuito.

Dovrebbero leggere il tuo libro ascoltando musica… (quale genere/artista/gruppo)?
Consiglio soprattutto musica rilassante che aiuti la concentrazione.

Questionario di Holden: Nicoletta Romanelli

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Haruki Murakami, Thomas Mann, Thomas Bernhard, e molti tra i poeti: Patrizia Cavalli, Antonia Pozzi, Ungaretti, Nazim Hikmet…
Una lista infinita!

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Rigorosamente a mano!

Consigliaci un libro da leggere.
Kafka sulla spiaggia
di Haruki Murakami

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Sempre del titolo!

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Faccio una vera e propria programmazione del romanzo:
i personaggi, cosa li unisce, e una bozza di trama indicativa delle varie vicende, che poi potrà subire leggere modifiche in corso d’opera.

Questionario di Holden: Veronica Gemignani

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Le mie poesie si manifestano improvvisamente per cui annoto i versi servendomi di un taccuino che ho sempre con me. In un secondo tempo trascrivo le poesie al computer.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Le fiabe e i miti mi hanno affascinata da sempre, sia per i miei studi classici sia perché costituiscono le prime forme di narrazione che apprendiamo. In modo particolare ho voluto dare una voce e un nuovo volto a personaggi femminili.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Per me è importante il “contenitore”, l’idea di un titolo che raggruppi a seconda del tema le poesie costituisce il punto di partenza.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Ho in cantiere un’altra silloge di poesie, non c’è due senza tre.
N.d.E.: Veronica ha già pubblicato per le nostre edizioni la silloge Della visione e d’altri sensi.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Le scalette non mi sono mai piaciute sin da quando mi costringevano a fare quelle dei temi a scuola. Mi lascio guidare dall’ispirazione anche se poi è necessario un minimo di messa a punto.

Questionario di Holden: Mirco Porzi

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Virginia Woolf rimane la mia preferita. Poi, direi Colette e citerei qualche americano: F. S. Fitzgerald e Gore Vidal. Tra i contemporanei, Michela Murgia e Bret Easton Ellis.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
La collaborazione con la coautrice Anna Martellotti!

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Descrivo una scena che sento essere “quella giusta”.

Qual è la cosa più difficile che hai dovuto scrivere nel tuo libro?
La scomparsa di Atropo: giustificare la morte di qualcuno raccontato come immortale.

Dovrebbero leggere il tuo libro ascoltando musica… (quale genere/artista/gruppo)?
Lana del Rey, si intona bene alla geografia dell’ade greco e all’Atene decadente in guerra.

Questionario di Holden: Cecilia Orlandi

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho scritto questo libro sospinta dal desiderio di affrontare tematiche a cui tengo molto, fornendo al lettore degli spunti di riflessione. Vorrei riuscire a condurre il pubblico allo stesso percorso di formazione che attraversano i miei personaggi.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
In generale parto dalla delineazione dei miei personaggi e di una vicenda chiave che li coinvolge. Scopro il titolo strada facendo e, mano a mano, articolo l’intreccio per assemblare la trama nella sua completezza.

Hai mai sperimentato il blocco del lettore? Come l’hai superato?
No, ma ho sperimentato quello dello scrittore. Ci sono serate in cui la mia inventiva è piuttosto accesa ma le dita non si convincono ad argomentare bene le frasi. Il più delle volte l’ho superato assentandomi qualche giorno.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
Il mio romanzo spazia dalla Scozia all’Italia; ho scelto Edimburgo per il fascino gotico e misterioso che sprigiona e Modena, la mia città natale, perché immagino Alex e Tom come due personaggi familiari, molto vicini a ciascuno di noi.

Dovrebbero leggere il tuo libro ascoltando musica… (quale genere/artista/gruppo)?
Posso consigliare una canzone che trovo perfetta per il mio romanzo: “Rest of our lives” di “The Light The Heat”. Le strofe calzano a pennello con la storia e il ritmo è un misto di dolcezza, allegria e velata malinconia.