
Traduzione di Vincenzo Lattonico, Barbara Alinei
Iperborea
Una distopia sottile e inquieta, dove non basta più obbedire: bisogna essere trasparenti anche dentro.
Con l’invenzione di un siero che costringe alla verità, Karin Boye scava nella parte più fragile dell’uomo: quella che vorrebbe restare segreta.
Un romanzo breve, lucidissimo, che fa paura non per ciò che mostra, ma per ciò che potrebbe essere.
“Voi costruite dall’esterno, noi costruiamo dall’interno. Voi costruite usando voi stessi come pietre da costruzione e crollate a pezzi dentro e fuori. Noi siamo costruiti dall’interno come alberi e tra noi crescono ponti che non sono di materia morta e morta coercizione. Da noi esce quel che è vivo. In voi entra quel che è privo di vita.“
a cura di Marco Palagi