Questionario di Holden: Maurizio Vaccaro

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Per gli studi che ho fatto e per le vicende professionali che ho attraversato, le mie letture si sono indirizzate dai saggi politici di Nadia Urbinati a quelli storici di Simona Colarizi, fino a quelli sociologici di Luca Ricolfi e di Luciano Canfora.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho deciso, qualche tempo fa, di uscire da quella “arena” di esplorazioni politologiche dei miei scritti precedenti, per confrontarmi con me stesso raccontando vicende personali e professionali senza cercare assoluzioni o tormentate condanne.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Questo scritto vuole visibilmente rappresentare il necessario intreccio tra la continuità delle esperienze vissute e la contaminazione dei pensieri che le hanno preparate. Ho evitato i toni di una arrogante autostima come di una umiltà accattivante.

Qual è la cosa più difficile che hai dovuto scrivere nel tuo libro?
Non ho sofferto nel raccontate la mia trasparente consapevolezza di non avere sempre superato il traguardo dei miei cammini, di non avere completato l’ultimo miglio, sia pure con positive attitudini verso strade non ancora asfaltate.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
Ho voluto traslocare la narrazione di mie vicende personali e professionali dal genere “romanzo” in una sorta di “saggio” cui sia possibile attribuire un rango e una qualità “politici”. Quelle vicende ne rappresentano i miei approcci culturali.

Questionario di Holden: Umberto Cavallini

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Quando devo pensare alla trama, scrivo a mano. Sul foglio A4 metto frecce di rimando, sottolineature con evidenziatore in giallo, commenti etc. La stesura poi la faccio a computer, dove mi è facile lavorare di taglia e incolla.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Un viaggio a Cadimare, un incontro fortuito. Ma, salvo poche eccezioni, per me è misteriosa l’ispirazione che sta alla base di un racconto: è un cocktail ben miscelato di notizie, personaggi, esperienze, con l’aggiunta di un pizzico di inventiva.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
L’incipit è importante, deve essere potente! Il lettore si deve emozionare, innamorare. Ma poi tutto ritorna: l’incipit, il corpo, la fine del racconto sono tutt’uno. Come in una composizione musicale, come in un dipinto, come un’architettura…

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Sì, è un lavoro che mi impegna molto. È un giallo, ma non solo… Affronta il tema dell’elaborazione del dolore e dell’amore.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
I miei libri, una volta letti, sono impresentabili: annotazioni, commenti, rimandi… tutto ciò non potrei farlo senza la carta stampata. Gli e-book e soprattutto gli audiolibri hanno un modo diverso di fruizione.

Questionario di Holden: Tiziana Franceschi

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Il mio scrittore preferito è Jonathan Franzen, mi piace come racconta la vita quotidiana con tutte le sue sfaccettature, alcune volte tragiche, altre comiche, spesso goffe, ma che sempre rispecchiano la società nella quale viviamo.

Quando hai letto il tuo primo libro?
Ho sempre letto molto, sin da piccola. Il primo libro che ho letto è stato Piccole donne, ricordo ancora il profumo della carta di quel libro appena comprato. Ho riso e pianto con le quattro sorelle March.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho iniziato a scrivere il mio libro per elaborare il lutto di due bambini mai nati, poi con il tempo ho voluto trasformare il dolore in gioia, decidendo di raccontare la storia di come siamo diventati genitori di un bambino lontano.

Consigliaci un libro da leggere e spiegaci perché dovremmo leggerlo.
La collina dei conigli di Richard Adams(1972); l’ho letto 3 volte nel corso della mia vita, è molto attuale. Racconta dell’importanza di avere una famiglia (e una comunità) e di come insieme sia possibile affrontare le avversità.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Ho in mente un libro per bambini, al momento lo sto solo immaginando ma so che piano piano prenderà forma.

Questionario di Holden: Martina Muci

Quando hai letto il tuo primo libro?
Da che ho coscienza più che memoria il mio primo libro è stato Narciso e Boccadoro di Hermann Hesse, testo che ha dischiuso nella me preadolescente il senso e il segno profondamente organici e dinamici dei “passaggi di stato” della natura umana.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?
Ciò che possibilizza concretamente la possibilità stessa del mio sentire poetico è l’esercizio retrospettivo sui ricordi, così come l’ancoraggio e lo stimolo visivi di una realtà extralinguistica in attesa di ricevere densità e dignità letterarie.

Scrivi ascoltando musica?
Sì, per dotare il ragionamento poetico di un sottotesto emotivo che orienti il sentimento del mio pensiero e la sua lessicalizzazione, soprattutto nella fase più magmatica della creazione, che serve a innescare e innestare la narrazione sulla carta.

Puoi esprimere un desiderio. Vorrei saper scrivere come…?
Vorrei saper scrivere con la sensibilità “atmosferica” di Emily Dickinson e la sensualità illirica di Anne Sexton, ma anche secondo l’apparato sinestetico della penna di Wisława Szymborska.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco i libri in formato cartaceo per il senso tattile dell’esperienza, che ne restituisce una qualità ritualistica, rendendo possibile il passaggio dal mutismo spoetizzante dell’oggetto-presenza al valore affettivo dell’oggetto-segno.

Questionario di Holden: Anthea Benvenuti

Quando hai letto il tuo primo libro?
Ho letto il mio primo a dieci anni per un compito scolastico, La fabbrica di cioccolato di Roald Dahl. Quella è stata la prima volta che mi sono addormentata con un libro in mano, tanto che non riuscivo a staccarmene.

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Ovviamente la stesura finale del libro la scrivo col computer ma sono una fan della carta e della penna. Anche perché capita che l’ispirazione mi colga all’improvviso e per evitare di dimenticarmi le cose le annoto subito su un notes.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho iniziato a scrivere questo libro per puro desiderio. Un giorno ero in libreria davanti a uno scaffale di genere fantasy e all’improvviso ho sentito l’impulso di creare una storia tutta mia. Così tra una fantasia e l’altra il romanzo ha preso vita.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Sì, ho iniziato la stesura del secondo romanzo di Cronache di ombre e fiamme. Ho moltissime idee su come deve procedere la storia.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Gli e-book sono più comodi: quando viaggi sono meno ingombranti e hai un’intera libreria a portata di mano. Ma il suono dello sfogliare delle pagine, la consistenza della carta sulle dita e l’odore dell’inchiostro per me rimangono imbattibili.

Questionario di Holden: Ilarione Loi

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Spesso appunto idee nelle note del telefono, ma capita anche di prendere note riguardo l’uncinetto, così mi sono detto “e se diventasse questo un punto di partenza per una storia?” “Un giro di due maglie basse e un aumento…” e di lì il romanzo.

Consigliaci un libro da leggere e spiegaci perché dovremmo leggerlo.
La donna senza collo e altri racconti di Marco Palone. Una cruda analisi dell’essere umano, per quanto provi a risollevarsi sarà sempre sconfitto, in questo lo sento molto verista eppure con Palone se ne apprezza lo sforzo.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Parto da quello che credo l’incipit ma può capitare, come in questo romanzo, che poi decida di anteporre un prologo. Mi piace inscatolare tutto, matrioska style, qui c’è il Santo Spaghetto che racconta la storia a Elena, Elena a Elia, Elia a me…

Puoi esprimere un desiderio. Vorrei saper scrivere come…?
Margaret Mitchell, la mia è solo un’altra storta storia crudele d’amore come tante. Via col vento ne è il boss, la regina, l’imperatrice di tutte le storte storie crudeli d’amore.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
Treviso è una città incantevole, ci sono stato solo per qualche giorno da turista e mi ha ammaliato, mi sentivo in una fiaba.

Questionario di Holden: Anna Maria Salamina, Max Baroni

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Salamina: Di solito scrivo al computer, è molto più pratico per le correzioni, i cambiamenti, i ripensamenti, le aggiunte, le cancellazioni…
Baroni: Scrivere per me , da sempre, è tenere stretta tra le dita una matita affondando la grafite nella pagina bianca, percependo ogni vibrazione connessa al mio cuore.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?
Salamina: Un’abitudine è quella di rileggere più volte ciò che ho scritto, e quando riprendo in mano un testo devo sempre rileggerlo da capo prima di andare avanti.
Baroni: Posso dire che prima di cominciare a scrivere porti l’attenzione sul respiro come per aprire la porta di un’altra dimensione, e poi la musica accompagna tutto il mio comporre.

Scrivi ascoltando musica?
Salamina: Io non scrivo ascoltando musica perché la scrittura è una pausa dal mio rapporto quotidiano con le partiture che studio, ma so che le poesie del libro, opera di Max, sono quasi sempre ispirate da una musica, spesso di Lodovico Einaudi.
Baroni: Sempre, la musica è la vita che scorre in noi, ogni nota riesce a mantenere aperto l’ascolto interiore, tra noi e la profondità dell’essere, dove tutto si manifesta e tutto è da raccogliere per portare bellezza in superficie.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
Salamina: Prendiamo i libri che leggiamo in tanti luoghi diversi e amiamo sia avere tra le mani libri cartacei come anche ascoltare delle storie in formato audio, che ci accompagnano durante gli spostamenti in auto.
Baroni: Sono gli stessi libri a chiamarti, vogliono raccontarti una storia importante per la nostra crescita. Ogni libro, ovunque venga raccolto, è portatore di doni.

Chi è il tuo primo lettore a libro finito?
Salamina: Il mio primo lettore è il coautore, Max, che quando può si ritaglia del tempo per darmi il suo parere su ciò che sto scrivendo.
Baroni: Mia moglie Anna, non solo è il primo lettore a libro finito, una lettrice di ogni verso che sgorga dalla mia anima.