“La forza ondivaga del passato”

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di Gabriele Ottaviani

L’aria di morte resta impregnata dai gas di scarico generati dalla polvere da sparo.

La forza ondivaga del passato, Gianluigi Pallotta, Giovane Holden. Oppresso dal fastidio di una vita che giorno dopo giorno gli pare sempre più priva di senso, James inforca la sua moto e fugge in montagna: solo con la natura, spera di poter ritrovare il bandolo della matassa della sua esistenza, in cui ormai si trascina per inerzia, privo di ogni piacere che non sia talmente effimero da lasciarlo più vuoto di prima e senza alcuna soddisfazione. E… Il bilancio di una vita passa anche, se non soprattutto, per la consapevolezza della strada percorsa e di quella ancora da fare: da leggere.

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“Le notti dell’alchimista”

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di Gabriele Ottaviani

Lo spiritello fa un passettino in avanti…

Le notti dell’alchimista, Raffaele Longo, Giovane Holden. Tutto inizia con due ragazzi che si gettano alla ricerca del proprio cagnolino fuggito da casa: siamo nel sedicesimo secolo, in Sicilia, presso l’odierna Lentini, e uno dei due si imbatte in documenti preziosissimi, che ne segnano incontrovertibilmente il futuro. Sono trascorsi vent’anni e Girolamo è a Napoli, ormai affermato alchimista: una notte, però, tutto sembra perduto per colpa di uno spiritello. Ma non è che una prova che il destino ha deciso di porgli di fronte… Intenso, simbolico, piacevolissimo a leggersi.

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“Il vento e il suo campione”

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di Gabriele Ottaviani

Cinque passi nel corridoio e avverto il profumo di caffè forte…

Il vento e il suo campione – La favola di William Walsh: ovvero come si diventa ciò che si è, Giuseppe Vallerini, Giovane Holden. E qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure, e cancello il tuo nome dalla mia facciata e confondo i miei alibi e le tue ragioni, dice la canzone: ecco, questo bellissimo libro è la storia delle cose che restano, che non sono quelle, come le montagne e l’eterno, cui Emily Dickinson scelse di non dedicare la sua elegia, bensì quelle che fondano la nostra identità, che ci definiscono e classificano le nostre priorità, specie dopo che si è avuta esperienza di ogni cosa, dopo che c’è stato un momento in cui tutto sembrava possibile e in nostro potere. William Walsh, dopo un’infanzia piena di dolore, cresce e…

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“I pesci non urlano”

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di Gabriele Ottaviani

Sei come livida petunia…

I pesci non urlano – Poesie sversate, Veronica Manghesi, Giovane Holden. Finalista del trentaduesimo premio letterario Francesco Belluomini di Camaiore. In questo volume l’intensa voce lirica di Veronica Manghesi si manifesta in tutta la sua limpidezza, riflettendo sulla contraddittorietà dell’esistenza e sulla prepotenza della nostra visione del mondo che ci fa interpretare il silenzio come una manifestazione di inutilità, insensibilità, incapacità, debolezza, indifferenza, quando in realtà siamo noi, chiusi nel nostro piccolo universo che non è niente di più che una sterile boccia di vetro, a non saper usare la nostra voce. Da leggere.

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“L’ordito di Rosa”

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di Gabriele Ottaviani

Dopo alcune settimane si trovarono nel deserto…

L’ordito di Rosa, Marisa Piccioli, Giovane Holden. Rosa è giovane, è bella, lavora con passione nella sartoria di famiglia insieme alla nonna e alla mamma: ma i nodi della trama del tessuto dell’esistenza non sono facili a districarsi come i fili di una matassa. Siamo a Ferrara, nel millenovecentotrentotto, a un attimo dalla deflagrazione dell’abominio della guerra e delle leggi razziali, e due giovani, entrambi innamorati di Rosa, Giulio e Stefano, da opposti versanti, attraverso il tempo, cominciano a diventare nella sua quotidianità presenze sempre più sofferte e importanti: un romanzo breve, dolceamaro e appassionante sui tiri mancini della vita e sulla fantastica e perturbante magia dell’inatteso.

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“Il ragno nascosto”

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di Gabriele Ottaviani

Tutto prendeva vita in qualche modo…

Il ragno nascosto, Erika Caser, Giovane Holden. Isabel è una sedicenne che non cerca particolarmente la compagnia dei suoi coetanei, preferisce più che altro rifugiarsi nella bellezza, nell’arte, nella letteratura, e vive in un’augusta magione appena fuori Merano, dove l’atmosfera non è certo quella di una famiglia affiatata, anzi, il tempo sembra scorrere in modo piuttosto neghittoso e abulico: spinta dalla curiosità, un giorno viene in possesso della chiave della soffitta, dove penetra e, come se varcasse la soglia di un’altra dimensione, si imbatte in una strana creatura, che inizia a narrarle una storia sconvolgente… Allegorico, intrigante, efficace.

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“Cuore ingordo”

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di Gabriele Ottaviani

Invece resto silenziosa…

Cuore ingordo, Anna Violi, Giovane Holden. Con una scrittura ampia, accorata e corale, declinata al femminile, Anna Violi racconta la storia di Giannuzza, romana d’adozione ma siciliana di nascita. Ed è proprio nella sua terra natale che la protagonista di questa vicenda ritorna, delusa dopo anni da una storia d’amore che non le sta dando nulla, costretta a guardarsi dentro, a rimettersi in gioco, a crescere, finalmente senza rimpianti, ad affrontare riti, memorie e legami, a confrontarsi con la sua storia, con l’eredità del passato e con una famiglia allargata fondata su fragilissimi equilibri, in cerca del proprio posto del mondo: da leggere.

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“L’oscurità dell’anima”

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di Gabriele Ottaviani

Ora concentriamoci su questo omicidio…

L’oscurità dell’anima, Anna Maria Lella, Giovane Holden. La firma è quella del Diavolo di Porta Romana, figura enigmatica e inquietante che riconduce immediatamente il pensiero a una delle pagine più oscure della storia criminale milanese: un nuovo omicida seriale minaccia la quiete della metropoli, sfuggendo, apparentemente inafferrabile, alla caccia delle forze dell’ordine, costrette a inseguirlo sulla scia sanguinolenta delle tracce che lascia, cadaveri di donne orrendamente abusati e mutilati. Ma non è che l’inizio di una storia che si getta con impeto nelle pieghe più tormentate e nei meandri più torbidi delle mille sfaccettature dell’individuo, creatura razionale, polimorfa, indefinibile e sorprendente: avvincente.

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“Ciancianese Football Club”

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di Gabriele Ottaviani

I ragazzi all’interno dello spogliatoio sono in fibrillazione.

Ciancianese Football Club, Matteo Zolla, Giovane Holden. A trent’anni bisogna rassegnarsi, non si può continuare a vivere come se se ne avessero dieci di meno, e comunque anche in quel caso c’è da dire che si è giovani, naturalmente, ma in ogni modo adulti, e dalle responsabilità, come da sé medesimi, non si può fuggire: niente di particolarmente originale in tutto questo discorso, ma se la moglie, un giorno, non glielo avesse fatto notare probabilmente Leonardo non avrebbe saputo né voluto né potuto farci caso. E invece crescere è un mestiere difficile ma ineluttabile che si impara vivendo, un compito che va espletato il prima possibile, e la consapevolezza di sé e del mondo in cui si vive è il primo, fondamentale passo per evitare di sprecare la propria vita dietro a illusioni, chimere, facili piaceri, tentativi…

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“Finché Coronavirus non ci separi”

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Finché Coronavirus non ci separi

di Gabriele Ottaviani

Solo verso mezzanotte vediamo arrivare l’auto dei carabinieri.

Finché Coronavirus non ci separi, Franco Sorba, Giovane Holden. Il Covid non c’è più, il lockdown è un ricordo, Ivan sta tornando verso casa ma vuole prima passare dalla fidanzata, che abita a un tiro di schioppo ma in una provincia diversa, in un territorio che, lo informano le forze dell’ordine in cui si imbatte, non è però comunque accessibile a chi viene da fuori. I due ragazzi decidono di vedersi lo stesso e pertanto organizzano di passare per il bosco, al riparo da sguardi indiscreti, ma non dal destino, che fa sì che Ivan si imbatta in un cadavere, il corpo di un uomo che lui conosce molto bene, e che d’improvviso scompare, mentre nel frattempo sua madre, in casa, ha un malore, e le sue condizioni paiono far ripiombare l’intera…

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