Questionario di Holden: Daniela Palla

Quando hai letto il tuo primo libro?
Non considerando quelli letti in ambito scolastico, il primo è stato L’Atlantide di G. Perrone edito dai Fratelli Bocca Editori anno 1928. Avevo 15 anni, era estate e da quel giorno non ho più smesso.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Sicuramente la voglia di abbattere le “categorie”. In fondo quello che ci distingue veramente sono le nostre azioni, non di certo il colore dei capelli.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Quando ho in mente una storia, so esattamente come si intitolerà e come finirà e anche la strada che i miei protagonisti dovranno percorrere, il problema è l’inizio. L’incipit è il mio tormento,
lo riscrivo fino allo sfinimento.

Puoi esprimere un desiderio. Vorrei saper scrivere come…?
Vorrei scrivere dolcemente come Isabel Allende, riuscire a inquietare gli animi umani come Stephen King, a far combinare i pezzi come Agatha Christie, a farci sognare come Elisabetta Gnone e a farci ridere come Geronimo Stilton!

Dovrebbero leggere il tuo libro ascoltando musica… (quale genere/artista/gruppo)?
Playlist: Faded di Alan Walker, Take Me Home di Jess Glynne, Sing Me To Sleep di Alan Walker, Material Girl di Madonna, Bird Set Free di Sia, Exogenesis dei Muse e You Saved Me degli Skunk Anancie

Questionario di Holden: Patrizia Muzzi

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
J. R. R. Tolkien.
Francesco Benozzo.
Italo Calvino.
Daniel Pennac.
John Steinbeck.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
La speranza. Vorrei che le persone comprendessero che l’essere umano é parte della natura come funghi, animali e piante. E vorrei che imparassero a difendere un corso d’acqua come difenderebbero il proprio figlio.

Consigliaci un libro da leggere.
C’è una scrittrice, Josephine Johnson, che mi ha colpito profondamente e che ha pubblicato un romanzo premio Pulitzer, ma di lei consiglio un piccolo capolavoro: L’isola dentro l’isola.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
La città in cui sono nata, Bologna,
e tanti borghi dell’Appennino, compreso quello in cui vivo ora. Credevo che per una persona che é sempre vissuta in città o su treni ed aerei sarebbe stato un completo fallimento, invece ho capito l’amore.

Collezioni qualche libro?
In questi ultimi anni ho scoperto di adorare libri illustrati a tema fantastico/naturale. E se trovo un libro vintage per l’infanzia che merita, cerco di salvarlo dall’oblio.

Questionario di Holden: Stefania Silvestri

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Dovendo scegliere, tra i tanti, sicuramente Raymond Carver per la capacità di descrivere a livello psicologico i suoi personaggi e Alda Merini, figura straordinaria nel panorama della poesia italiana.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho scritto questo libro per dar voce a emozioni e sentimenti non sempre facili da esprimere, cercando, attraverso la poesia, di renderle concrete e visibili al lettore.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Sto lavorando a dei racconti brevi, degli spaccati di vita di anonimi personaggi che potrebbero essere i nostri vicini di casa. Sto scrivendo inoltre una silloge poetica che sta prendendo forma poco a poco. Le poesie per me sono ossigeno quotidiano.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Amo i libri stampati. Trasmettono un’emozione che non trovo attraverso altri mezzi. È un po’ come ascoltare un concerto registrato o dal vivo: tutta un’altra emozione.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Quando scrivo racconti mi lascio guidare dai personaggi; agiscono su di me e mi fanno capire che direzione prendere. Per le poesie lascio andare l’ispirazione e le emozioni e si apre un mondo fantastico.

Questionario di Holden: Carlotta Bellanzin

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Danielle Steel.
Lucinda Riley.

Quando hai letto il tuo primo libro?
Il mio primo libro l’ho letto a 15 anni…
Un po’ tardi forse. Il libro era Il diario di Anna Frank.

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Il mio istinto è scriverlo a mano. Infatti Due vite, un destino l’ho iniziato scrivendolo a mano, ma poi siccome continuavo a rileggerlo e trovavo sempre cose da correggere mi sono arresa e ho continuato
con il pc.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Un po’ perché era un mio sogno nel cassetto da molto tempo e un po’ per avvicinare le persone alla donazione di organi, dato che ho provato in prima persona a ricevere questo grande dono.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Libri stampati tutta la vita: è tantissima l’emozione che provo nel toccarlo e assaporarne tutte le pagine una dopo l’altra.

Questionario di Holden: Gianluca Pellegrino

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Ho voluto raccontare l’ esperienza della mia vita per dare un messaggio di coraggio: non abbattersi mai alle avversità.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco gli e-book perché riesco a leggere da solo e perché l’inchiostro elettronico mi favorisce la scorrevolezza nella lettura.

Qual è la cosa più difficile che hai dovuto scrivere nel tuo libro?
Non c’è stata, perché ho raccontato soltanto ciò che ho vissuto e mi è venuto spontaneo

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Mi faccio guidare dalla storia o vado a intuito.

Dovrebbero leggere il tuo libro ascoltando musica… (quale genere/artista/gruppo)?
Consiglio soprattutto musica rilassante che aiuti la concentrazione.

Questionario di Holden: Nicoletta Romanelli

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Haruki Murakami, Thomas Mann, Thomas Bernhard, e molti tra i poeti: Patrizia Cavalli, Antonia Pozzi, Ungaretti, Nazim Hikmet…
Una lista infinita!

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Rigorosamente a mano!

Consigliaci un libro da leggere.
Kafka sulla spiaggia
di Haruki Murakami

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Sempre del titolo!

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Faccio una vera e propria programmazione del romanzo:
i personaggi, cosa li unisce, e una bozza di trama indicativa delle varie vicende, che poi potrà subire leggere modifiche in corso d’opera.

Questionario di Holden: Veronica Gemignani

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Le mie poesie si manifestano improvvisamente per cui annoto i versi servendomi di un taccuino che ho sempre con me. In un secondo tempo trascrivo le poesie al computer.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Le fiabe e i miti mi hanno affascinata da sempre, sia per i miei studi classici sia perché costituiscono le prime forme di narrazione che apprendiamo. In modo particolare ho voluto dare una voce e un nuovo volto a personaggi femminili.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Per me è importante il “contenitore”, l’idea di un titolo che raggruppi a seconda del tema le poesie costituisce il punto di partenza.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Ho in cantiere un’altra silloge di poesie, non c’è due senza tre.
N.d.E.: Veronica ha già pubblicato per le nostre edizioni la silloge Della visione e d’altri sensi.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Le scalette non mi sono mai piaciute sin da quando mi costringevano a fare quelle dei temi a scuola. Mi lascio guidare dall’ispirazione anche se poi è necessario un minimo di messa a punto.

Questionario di Holden: Mirco Porzi

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Virginia Woolf rimane la mia preferita. Poi, direi Colette e citerei qualche americano: F. S. Fitzgerald e Gore Vidal. Tra i contemporanei, Michela Murgia e Bret Easton Ellis.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
La collaborazione con la coautrice Anna Martellotti!

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Descrivo una scena che sento essere “quella giusta”.

Qual è la cosa più difficile che hai dovuto scrivere nel tuo libro?
La scomparsa di Atropo: giustificare la morte di qualcuno raccontato come immortale.

Dovrebbero leggere il tuo libro ascoltando musica… (quale genere/artista/gruppo)?
Lana del Rey, si intona bene alla geografia dell’ade greco e all’Atene decadente in guerra.