Questionario di Holden: Nevio Taucer

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Gabriele D’Annunzio e i rappresentanti dell’estetismo, per i quali la tendenza è vivere la propria vita come un’opera d’arte… l’arte per il gusto dell’arte.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
La memoria di un amico e maestro, che fu un raffinato cultore del bello. L’interesse per l’estetismo e il decadentismo dannunziano.

Consigliaci un libro da leggere.
Sull’estetica di Edgar Morin.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Sì, sto scrivendo un testo sul post-sciamanismo: una correlazione fra gli sciamani e i post-sciamani riguardo all’arte.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
Dappertutto, basta che siano stampati; mi piace l’odore della carta; mi piace il libro, nuovo o usato, lo voglio toccare, leggere.

Questionario di Holden: Gian Carlo Fanori

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Computer. Ricordo quando scrivevo a mano o con la macchina da scrivere, e mi sembra cosa di secoli fa. Soprattutto: quanta fatica risparmiata!

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Sì, a un libro di racconti (brevi e lunghi).

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Libri stampati. Il piacere di sfogliare le pagine e il profumo della carta stampata sono ineguagliabili.

Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
In libreria fisica.

Cerco di contribuire alla sopravvivenza di queste attività.

Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Io la scaletta la predispongo, ma il più delle volte si rivela un lavoro inutile. La storia tende a prendere il sopravvento, spesso i personaggi sembrano avere vita propria.

Questionario di Holden: Beatrice Fonte

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Amo i quaderni senza righe né quadretti; ne porto sempre uno piccolo con me per fissare idee qua e là, mano a mano che mi vengono in mente. Quando però si tratta di “mettersi a scrivere” mi siedo davanti al pc.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Questo libro è nato e cresciuto insieme ai miei due figli, che mi hanno insegnato a guardare il mondo con i loro occhi, vivaci e curiosi. Mi hanno affascinato le loro improbabili deduzioni e le loro domande semplicemente difficili.

Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Parto solitamente da un’emozione che non si colloca né all’inizio né alla fine, ma piuttosto al centro di un’idea, attorno alla quale si sviluppa tutto il resto. Non seguo uno sviluppo lineare inizio-fine, ma un movimento circolare.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Sì, attualmente sto lavorando ad un romanzo il cui protagonista è il “tacito rumore della vita”: come infaticabili ragni tessiamo le trame dei nostri giorni; fili meravigliosi e finissimi, elastici e resistenti, che definiscono il nostro spazio.

Puoi esprimere un desiderio. Vorrei saper scrivere come…?
Vorrei saper scrivere come un’onda del mare che massaggia, accoglie, sferza, trasforma, rovescia e schizza. Vorrei avere tutte le sfumature del mare, la sua increspata superficie e le sue abissali profondità.

Questionario di Holden: Gianni Iotti

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Il mio scrittore preferito è Marcel Proust. Ma ovunque è proficuo accostare i toni: così, in letteratura, mi piace alternare la Recherche con opere quali Cronache marziane di Ray Bradbury (a cui devo in parte l’ispirazione del mio libro).

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
La marcia è un libro scritto durante la pandemia, e ciò contribuisce forse a spiegarne il carattere distopico: ma i suoi scenari fantascientifici rinviano a un patrimonio di incubi e fantasmi che è onnipresente – e che appartiene a tutti.

Attualmente stai lavorando a qualche libro?
In questo momento sto lavorando a un romanzo in cui il tema non umano si lega strettamente al tema umano, e questo legame diventa l’elemento principale di una parabola narrativa ritagliata secondo i contorni improbabili dell’utopia.

Qual è la cosa più difficile che hai dovuto scrivere nel tuo libro?
Sullo sfondo simbolico di una catastrofe cosmica La marcia racconta essenzialmente il rapporto doloroso tra due fratelli. La cosa più difficile è stata la rappresentazione dei risvolti conturbanti di paradigmi affettivi tra i più profondi.

Cosa ha ispirato l’ambientazione del tuo libro?
Il cinema in generale, e i B-movies in particolare, sono stati il mio modello. Oltre le convenzioni del genere fantascientifico, ho cercato di costruire immagini “visibili” nel senso più letterale, così come appaiono su uno schermo cinematografico.

Questionario di Holden: Lorenzo Coronella

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Di solito scrivo al computer, poiché mi risulta più semplice e veloce. Tuttavia, se proprio devo essere sincero, preferisco di gran lunga scrivere a penna: mi capita di farlo e la forza che sprigiona la scrittura con la penna è ineguagliabile.

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
La voglia di esternare dei pensieri che portavo dentro e la speranza di proporre di una storia che possa offrire uno spunto di riflessione diverso rispetto al solito.

Consigliaci un libro da leggere.
Potrei consigliarne mille ma, forse per il messaggio che al tempo mi lasciò, consiglierei L’Alchimista di Paulo Coelho. È uno di quei libri che aiuta a espandere i confini dei propri pensieri, oltre a lasciare un insegnamento profondo.

Scrivi ascoltando musica?
Sì, praticamente sempre. Per me la musica non è solo un sottofondo: mi permette di espandere le emozioni che provo mentre scrivo. Gli artisti che ascolto di più mentre scrivo sono i Gorillaz, i Pink Floyd e i Beach House.

Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco decisamente i libri stampati: la sensazione che provo leggendo un libro cartaceo non la ritrovo da nessun’altra parte. Tuttavia, mi capita spesso di ascoltare audiolibri mentre sono in macchina.