
In arte vi sono convenzioni che dovrebbero essere rispettate. La più importante esige che, seppure in tempi diversi, il pittore e l’osservatore percepiscano il medesimo oggetto: il primo attraverso il proprio apparato sensoriale o anche l’immaginazione, il secondo per mezzo di una rappresentazione più o meno fedele al dato reale o a quello psichico. Nel corso dei secoli diversi artisti hanno sperimentato strategie, a volte stravaganti, per mettere in discussione questo essenziale patto comunicativo. Un pittore, tra i più grandi, lo fece letteralmente a pezzi.
Quando dipinse Las Meninas, Diego Rodriguéz de Silva y Velázquez aveva compiuto cinquantasette anni ed era pittore di corte, con qualche interruzione per i viaggi in Italia, da circa trentatre anni.
I ritratti di corte, compreso quelli di personaggi marginali come buffoni e nani, lo avevano reso famoso e apprezzato. Il suo realismo che nulla concedeva al pittoresco o al caricaturale, metteva a fuoco con rigore e sensibilità le qualità di ogni soggetto ritratto.