Il perfetto equilibrio tra realtà e illusione

Diego Velázquez, Autoritratto, 1650. Museo de Bellas Artes de San Pio V, Valencia

In arte vi sono convenzioni che dovrebbero essere rispettate. La più importante esige che, seppure in tempi diversi, il pittore e l’osservatore percepiscano il medesimo oggetto: il primo attraverso il proprio apparato sensoriale o anche l’immaginazione, il secondo per mezzo di una rappresentazione più o meno fedele al dato reale o a quello psichico. Nel corso dei secoli diversi artisti hanno sperimentato strategie, a volte stravaganti, per mettere in discussione questo essenziale patto comunicativo. Un pittore, tra i più grandi, lo fece letteralmente a pezzi.
Quando dipinse Las Meninas, Diego Rodriguéz de Silva y Velázquez aveva compiuto cinquantasette anni ed era pittore di corte, con qualche interruzione per i viaggi in Italia, da circa trentatre anni.
I ritratti di corte, compreso quelli di personaggi marginali come buffoni e nani, lo avevano reso famoso e apprezzato. Il suo realismo che nulla concedeva al pittoresco o al caricaturale, metteva a fuoco con rigore e sensibilità le qualità di ogni soggetto ritratto.

Continua a leggere