“Visioni” di Marcella Malfatti: un libro capace di fare compagnia e di insegnare a guardare con sguardo diverso la nostra quotidianità

a cura della redazione di versiliatoday.it

Ritorna alla narrativa Marcella Malfatti con la raccolta “Visioni” (Giovane Holden, 2020). La silloge racchiude tre racconti (La porta sul sogno-Il pesciolino d’argento- La stanza dei nove specchi) il cui filo conduttore è rappresentato dalla visione, come emblema per approcciarsi con la realtà e in qualche modo trasformarlo. È in questo contatto dello sguardo con gli avvenimenti, i luoghi, le persone che il concetto di tempo si trasforma divenendo altro. Le tre storie, molto differenti fra loro, mischiano ricordi con avvenimenti presenti, concretezza del reale con lo stupore dell’immaginifico, il livello onirico con lo sguardo sveglio e vigile. Allora le visioni dei personaggi che si muovono nei tre racconti divengono il riflesso per eccellenza in cui specchiarsi per un viaggio introspettivo tra memorie e desideri. Ci sono oggetti che ricorrono nei racconti di Marcella Malfatti come ad esempio la porta, simbolo di apertura verso mondi consci e inconsci grazie a cui amplificare il senso di reale e conferire significato.

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Intervista a Marcella Malfatti per la sua raccolta di racconti “Visioni”

a cura della redazione di dasapere.it

Quando nasce Visioni e cosa ti ha convinta a tornare alla scrittura?
Il progetto di una nuova raccolta di racconti, dopo quella dell’esordio pubblicata da Mauro Baroni nell’ormai lontano 2005 intitolata Misteri Quotidiani, nasce lo scorso anno durante una chiacchierata con Miranda Biondi, amica carissima nonché editor della Giovane Holden Edizioni di Viareggio; Miranda, come del resto anche Elena Torre, scrittrice e altra amica carissima, mi ha sempre spronato a scrivere, mentre io sono un po’ pigra e in tutti questi anni mi sono accontentata di pubblicare alcuni racconti, e sempre solo uno per volta, in diverse antologie: quindi in realtà non ho mai smesso di scrivere, ma ho solo scritto assai lentamente. Stavolta ho decisamente rotto gli indugi e, complice il tanto sospirato pensionamento, che mi ha restituito e reso possibile quella libertà di pensiero e di concentrazione e soprattutto i necessari tempi di gestazione affinché un’idea, una sensazione o un’immagine potessero prendere forma e concretizzarsi in un racconto, la forma di narrazione che mi è più congeniale.

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“Visioni” di Marcella Malfatti: la costante riflessione sul tempo

a cura della redazione di dasapere.it

La fascinazione per l’insolito, il bizzarro, lo straordinario è il tratto distintivo dei racconti di Marcella Malfatti, sia che si tratti di incursioni del soprannaturale nella vita quotidiana che di meditazioni introspettive dai connotati onirici.
Il suo è uno sguardo visionario, che indulge nella caratterizzazione dei luoghi e degli ambienti tramutandoli in specchi dell’animo e in riflessi concreti delle sensazioni e dei sentimenti, riverberi dello sbalordimento e del turbamento che si avverte, talvolta, di fronte a situazioni al limite della normalità, quando ci si trova ad affrontare quei momenti che ci fanno dubitare della concreta solidità delle abitudini con le quali si ha dimestichezza e familiarità, circostanze inconsuete e rare ma non così improbabili da essere impossibili.

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