Uno zibaldone di storie in cui si muovono uomini e donne in bilico su un sottile filo di amarezza

dalla redazione di Librierecensioni.com

“Gocce di Vino su Fogli Bianchi” di Andrea Calugi è uno zibaldone di storie in cui si muovono uomini e donne (poche e viste attraverso un’ottica puramente maschile) tutti in bilico su un sottile filo di amarezza. Sono narrazioni prive di eroi, di medaglie al vincitore, ma anche così ricche di aneliti, di sogni, di slanci verso un “oltre” non ben identificato, verso mondi differenti, o forse solo verso un’opportunità. E per quanto ci sia questo slancio, tremendamente forte in alcuni casi, l’obiettivo finale si ammanta di una patina evanescente, sfumata, divenendo inafferrabile.
Non manca mai una continua analisi (auto-analisi sembrerebbe il più delle volte) dell’animo umano che conduce all’arrendersi, o al raggiungimento della consapevolezza di aver rinunciato, a sognare o a combattere. Perché il mondo, il loro piccolo-grande mondo, è crudele, non aiuta. Tutti i personaggi si muovono su terreni scoscesi o friabili. Ci sono vizi che imprigionano. Ci sono persone destinate sempre a zoppicare per dover trasportare, giorno dopo giorno, fardelli ingombranti non smaltibili e, ognuno a modo suo, fa i conti con il pensiero della morte, e con quello che verrà dopo.

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