“La prima volta che dormi in macchina nel centro della città, ti senti una totale fallita o un senzatetto… ma è questo il bello delle persone: si abituano a tutto.”
“Nomadland” di Jessica Bruder. Edizioni Clichy
Mese: dicembre 2020
“Io non credo ai fantasmi” di Franco Sorba: una scrittura devastante
a cura della redazione di Close-Up
Possiamo far rientrare questo libro in moltissime categorie, questo è di sicuro un giallo, un thriller, un romance non smielato, un romanzo di formazione e credo che possa rientrare anche nell’urban fantasy. La trama è chiara: Cora, la protagonista, perde la vista per un incidente, un fortuito decesso le fa trovare una donatrice di occhi, l’intervento va a buon fine e la nostra eroina ritrova il senso perduto insieme ad uno nuovo, riesce a vedere i fantasmi, l’evento la scuote ma non la spaventa e presto lei si abitua alla situazione.
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“Antropologia del turchese” di Ellen Meloy
Presentazione dei libri “Fermati” e “Non ti lascio alla notte” di Claudia Cangemi
S02E10 Podcast Vitamina L: Luca Novara e “Anonimi eroi”
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Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni.
Ogni lunedì alle ore 18 intervista a un Autore per parlare del suo libro e non solo.
L’Autore risponde, inoltre, anche a 5 domande tratte dal Questionario di Proust.
“Requiem dal buio e dal frastuono” di Alessandro Izzi: presentazione a cura di Claudio Fiorentini
Oggi su Il Tirreno si parla di “Chiamami papà” — We Are Not Ourselves
“Colophon” e “Occhi di marrone” di Iacopo Maccioni


a cura della redazione di Close-Up
Nel 2018, Occhi di marrone, intenso romanzo di Iacopo Maccioni, varcava le soglie del campo di concentramento di Terezín, nei pressi di Praga.
Non un campo qualsiasi, quindi, (per quanto aberrante possa essere un aggettivo come “qualsiasi” riferito alla specificità dei lager nazisti), ma un mondo a sé nella realtà frastagliata dell’universo concentrazionario. Piuttosto, un campo civetta. Il luogo in cui erano rinchiusi gli intellettuali e gli artisti, troppo noti al mondo per sparire così facilmente, senza destar sospetto, anche in tempi turbolenti come quelli di guerra.
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“Il Capitano e la Gloria” di Dave Eggers
“Se davvero noi crediamo che chiunque possa far carriera fino a diventare capitano dovremmo provarlo eleggendo la persona meno qualificata e meno rispettata su questa nave: un uomo che non ha mai fatto niente per nessun altro che se stesso, un uomo che ostenta un palpabile disdegno per tutti i capitani precedenti e non mostra proprio nessun rispetto per i costruttori della nave, la sua storia o qualunque cosa essa rappresenti.”
“Il Capitano e la Gloria” di Dave Eggers. Feltrinelli
“Prede” di Gabrielle Fiteau-Chiba
“Mi infilo un paio di calze pulite e una maglietta dall’odore accettabile sotto l’uniforme, dove si sono già ammucchiati parecchi peli di cane. Correte, alci: la stagione della caccia alla balestra comincia ufficialmente stamattina. Dov’è la mia cintura? Quelli che si sono appostati con l’arco imprecheranno nella barba a sentire le detonazioni che impauriscono gli animali, intimando loro di inerpicarsi sugli Appalachi fino al limite delle nevi.
“Prede” di Gabrielle Fiteau-Chiba. Edizioni Lindau
I miei vestiti sballottolano al vento. È così bello un filo del bucato. Soprattutto quando regge solo l’essenziale, pieno di rattoppi, di una vita senza artifici.”









