Questionario di Holden: Cinzia Locatelli

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Solitamente scrivo col computer soprattutto per una questione di praticità. È il mio strumento di lavoro quotidiano e quindi lo trovo più immediato, sempre a disposizione.

Ricordi il primo libro che ti ha davvero emozionato?
Cime tempestose di Emily Brontë. Lo lessi ai tempi delle scuole superiori. Non è il mio classico preferito ma è stato senza dubbio quello che mi ha fatta avvicinare ai classici e ancor di più alla lettura.

Quando scrivi, preferisci farlo in totale solitudine o con un po’ di compagnia intorno?
Assolutamente in totale solitudine. Non voglio avere distrazioni. È il mio momento e me lo voglio godere sia quando la scrittura mi viene in modo fluente e istintivo, sia quando mi trovo impantanata, bloccata e devo rifare tutto da capo.

Preferisci immergerti in un libro cartaceo, ascoltarlo in versione audiolibro o leggerlo su un dispositivo digitale? E perché?
Leggo in prevalenza cartaceo ma, viaggiando spesso, trovo molto comodo il digitale per ovvi motivi di peso e spazio. Capita che acquisti lo stesso libro in entrambe le versioni.

Hai una biblioteca personale o collezioni edizioni particolari di libri che ami?
Colleziono varie edizioni di Cime Tempestose sia in lingua italiana che in altre lingue. Per ora posseggo una versione in lingua spagnola, una francese, in inglese e in russo.

Questionario di Holden: Davide Sannia

Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
È la sofferenza che mi spinge a scrivere. Può avere la forma di quella interiore – come dover farcela per forza dentro ogni lavoro stupido e mal pagato – o di quella esteriore, come i sogni lasciati in ogni piazzetta di periferia.

Qual è la cosa più difficile che hai dovuto scrivere nel tuo libro?
I dialoghi, infatti nel libro sono ridotti all’osso, minimali, perché non sono uno che parla tanto, preferisco pensare, riflettere, perdermi nei pensieri, come nei flussi di Joyce o di Virginia Wolf.

Quando inizi a scrivere, hai già una visione chiara della trama o segui l’ispirazione del momento?
La cosa bella dello scrivere è che quando inizio non so mai bene devo andrò a parare, di base ovviamente ho già tutta la trama congegnata, ma le narrazioni, le descrizioni spesso procedono come un flusso dove vogliono, è la parte più bella.

Se il tuo libro fosse un album musicale, quale genere o artista sarebbe la colonna sonora ideale?
Se fosse un genere sarebbe sicuramente un Blues. Cupo, melanconico, drammatico. Un album… la raccolta di Robert Johnson, il chitarrista che vendette l’anima al diavolo, come il Faust di Goethe.

Hai mai letto un libro e pensato: “Avrei voluto scrivere io questa storia”?
Più di una storia… quando lessi Illusioni perdute di Balzac pensai “Cavolo, non riuscirei mai a descrivere le cose così”.