Questionario di Holden: Patrizia Emilitri

C’è una tematica ricorrente nelle tue opere? Se sì, quale?
Sì, nei miei romanzi i protagonisti sono sempre persone comuni che si trovano ad affrontare un evento eccezionale. E anche il territorio, in specifico la provincia, è parte integrante della tematica.

Scrivi in un ordine preciso o ti lasci sorprendere dagli sviluppi della trama?
In genere ho chiaro in testa la parte che voglio sottolineare, il senso della storia che voglio raccontare. Perciò non è detto che la mia storia parta dall’inizio, magari comincio dall’evento o dal personaggio e poi scrivo l’antefatto o il seguito.

Hai una playlist o un genere musicale che ti aiuta a concentrarti durante la scrittura?
In genere ad accompagnare le mie ore di scrittura è Leonard Cohen, la sua voce roca, sussurrata e i suoi testi mi prendono per mano.

Qual è il momento più soddisfacente del processo di scrittura per te?
In genere il passaggio che preferisco è quello della ricerca. Studiare luoghi, psicologia dei personaggi, momenti storici. Magari leggere un libro intero per estrarre una sola informazione.

Come affronti il momento in cui una storia che hai scritto giunge alla fine?
Malissimo. In genere una volta scritta la parola fine mi chiedo: ma a chi può interessare? A chi può piacere? Davvero qualcuno userà il suo tempo per dedicarlo a me?