Recensione “Crepuscolo” di Kent Haruf

Traduzione di Fabio Cremonesi 
NN Editore

Kent Haruf racconta vite ordinarie con una delicatezza rara: persone che lavorano, soffrono, sbagliano, si prendono cura gli uni degli altri. Non accade nulla di clamoroso, eppure ogni pagina sembra ricordarci qualcosa che avevamo dimenticato sulla gentilezza, sulla solitudine e sulla dignità delle piccole cose.
È un romanzo che procede piano, come una sera d’estate in cui la luce tarda ad andarsene. E quando lo chiudi, ti accorgi che quei personaggi sono rimasti con te più di quanto avresti immaginato.

Rimase a lungo in ginocchio accanto a lui, senza muoversi, un vecchio e il suo vecchio fratello sprofondati nella terra soffice tra le assi di un recinto sotto un nuvoloso cielo di ottobre.

a cura di Marco Palagi