“L’assassino di mio fratello” di Gerardo Ferrara: un romanzo dai forti messaggi umanistici (anche videorecensione)

a cura di leggereacolori.com

Esordio in narrativa davvero affascinante, perché colpisce l’ambientazione e la descrizione di personaggi che ci trasportano tra le pagine di questa storia intensa che si ispira alle parabole evangeliche. Ci troviamo proprio in Galilea all’inizio dell’era cristiana, di fatti i personaggi hanno tutti nomi ebraici che ci ricordano proprio alcuni dei protagonisti dei testi biblici, come David, che ricorda il nome del Re Davide o Avishai altro personaggio biblico utilizzato per il nome del padre. I protagonisti sono proprio due fratelli Shimon il maggiore e David il minore, una mattina il giovane Shimon si reca presso Deborah, la loro nutrice, per chiedere con grande agitazione dove si trova il padre e il fratello David, sembra che il ragazzo abbia intenzione di informare il capo famiglia che suo fratello minore ha intenzione di partire a Damasco con alcuni suoi amici, perché è stufo di vivere con loro e vuole girare il mondo.

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Videorecensione

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“Destinazione Tina Pica” di Gioconda Marinelli: biografia di un’attrice nata e vissuta sul palcoscenico

a cura di Maria Landolfo

In questa breve biografia è narrata la vita e soprattutto la carriera dell’attrice napoletana, sconosciuta forse alle nuove generazioni, nata alla fine dell’800 e morta nel 1968. Un’attrice di teatro, figlia d’arte, la cui vita fu segnata dalla morte del primo marito e della figlia in tenera età, un’attrice comica dalla voce cavernosa, nata e vissuta sul palcoscenico.
Nel libro ci sono aneddoti spassosi sul suo carattere deciso e la sincera devozione religiosa. Si è prestata al cinema nelle parti di donna bigotta, falsa o sincera, di zia, di nonna, di donna di compagnia dalla forte moralità, pronta a sentenziare con battute fulminanti. Una napoletana come si suol dire “verace”, generosa, devota, di carattere e soprattutto dotata di senso dell’umorismo.
Le figure di donne che ha rappresentato sulla scena teatrale e cinematografica risultano oggi di altri tempi, ma sono state molto familiari in quel periodo storico: queste donne, le parenti di un’età indefinita, che con la loro presenza tengono unita la famiglia, un po’ burbere, bigotte. Sono la testimonianza anche di un periodo in cui gli anziani erano ancora parte della famiglia, erano ascoltati dalle nuove generazioni, portatori di unità e di valori, e rievocavano ai giovani le loro origini, i loro limiti, li tenevano con i piedi per terra, per evitare guai e problemi.
Si racconta che l’attrice ebbe dei contrasti con i registi uomini e i capocomici che non la lasciavano libera di esprimersi. Molte sue battute furono frutto di improvvisazione del momento, un po’ come faceva Totò nei suoi celeberrimi film.
Tina Pica fa parte di quella schiera di donne comiche, attrici vere e proprie, faticosamente vissute in un mondo in cui c’era e c’è ancora la dominanza maschile. Le attrici comiche hanno dovuto sempre sgomitare per ottenere un loro posto nel mondo dello spettacolo. Far ridere da sempre è una prerogativa maschile.
È stata una delle poche attrici caratteriste, come si dice nel libro, che ha rubato la scena ad attori di alto calibro, con la forza della sua voce e un fisico gracile in un mondo di maggiorate storiche, come la Loren e la Lollobrigida.
L’unico difetto di questo libro è la sua brevità, avrei voluto leggere qualche aneddoto in più sulla sua vita privata, qualche altra battuta e testimonianza inedita sull’attrice.

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“Chiamami papà” di Marco Palagi: l’amore e un mondo di tenerezza

a cura della scrittrice Deborah Greco

Adoro quando capita che parole di uno scrittore riescano a risuonare in modo così naturale dentro di me… Questa è la magia che è accaduta con il libro di Marco Palagi “Chiamami papà”. Il sentimento predominante del libro è sicuramente l’amore mixato con un mondo di tenerezza, dove il protagonista Lorenzo (che per inciso vorrei aver avuto come papà) si mette a nudo in tutte le sue insicurezze dando spazio dentro di sé a quel meraviglioso mondo che aspettava di uscire allo scoperto. Lorenzo ed Emma diventeranno parte della vita del lettore.

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“Storia quasi seria di un Vampiro perbene” di Antonella Azzoni: un libro con un’ambientazione storica e geografica davvero intrigante

a dura di libricarolina.wordpress.com

Il giovane Louis-Théophile D’Ormant de Luneville, si trova nella nuova condizione di non-morto e se da un lato è felice della sua forza e della sua bellezza, dall’altro si rifiuta di nutrirsi del sangue umano o di amabili creature cui è stato sempre affezionato come i gatti, i cani, i conigli.. Sappiamo che, con il suo morso, il vampiro trasmette anche la sua maledizione, trasformando il povero malcapitato in un suo simile e lui non ha proprio intenzione di infliggere questa pena agli altri. 

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Intervista a Grazia Marzolla autrice del romanzo “Due a due”

a dura di oltrelecolonne.it

Ciao Grazia. Benvenuta! Come nasce “Due a due”?

Due a due nasce due anni fa in un periodo un po’ buio della mia vita, quando desideravo un figlio ma non stava arrivando. Nonostante il dolore e la paura, nutrivo grande speranza per la vita che reputo in sé un desiderio di Dio di tenere vivo questo mondo. “Siamo donne madri di qualsiasi sogno partorito” dico nella dedica. I desideri devono mantenerci vigili e vivi, non trasformarsi in ossessioni. E ho voluto lasciare questo messaggio di amore per la vita con una narrazione contemporanea.

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“La forza ondivaga del passato” di Gianluigi Pallotta: un romanzo nel quale immedesimarsi

a dura di lalibreriadimommy.altervista.org

Appena ho letto la trama di questo romanzo, sono subito stata rapita, infatti, non mi sono sbagliata, ho amato moltissimo questo libro.
James, il protagonista, scappa dal passato turbolento e si rifugia lontano da tutto e da tutti, facendoci fare un viaggio nei suoi pensieri e nel suo passato non proprio lindo e pinto, ma che ci farà capire il perché di tanti suoi atteggiamenti ed il motivo del suo allontanamento alla vita precedente.

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“Cleopatra. L’ultima regina d’Egitto” di Christian Jacq: una lettura storica e suggestiva

di Venusia Marconi

Un tratto di biografia romanzata. Potremmo definirlo così il libro dell’egittologo più famoso del mondo, Christian Jacq, dal titolo Cleopatra. L’ultima regina d’Egitto. Un tratto perché l’opera vede all’inizio l’esilio della giovane regina e alla fine un Tolomeo Cesare fanciullo. Una biografia romanzata perché elementi storici e fantastici si intrecciano continuamente dando vita ad una trama interessante, suggestiva e coinvolgente.
A volte, genericamente parlando, è difficile capire dove termini la Storia e cominci il mito, ma è certo che Cleopatra ha da sempre alimentato una certa curiosità nei suoi confronti, divenendo il centro di numerosi studi storici – riguardanti ad esempio il suo ruolo nell’Antico Egitto in quanto regnante donna o le abitudini cosmetiche dell’epoca – ma anche di moltissime opere letterarie e cinematografiche. Nello specifico, quella di Jacq, è una donna estremamente bella, intelligente, forte nello spirito, carismatica e dedita ai misteri delle divinità egizie. Capace tanto di amare appassionatamente e in modo totalizzante un uomo come Giulio Cesare, al punto da fargli quasi dimenticare la sua Roma, quanto di tenere alto il morale di quell’esercito di fortuna che è riuscita a costituire durante l’esilio. La sua sensualità è esaltata da unguenti, gioielli e abiti pregiati, richiamando la ricchezza che si percepisce nei tratteggiamenti riguardanti Alessandria, opulenta e profumata.
Ma nel libro troviamo anche elementi più aspri, quali descrizioni di tattiche e manovre militari, del resto la guerra civile è tema cruciale nella storia della regina. L’autore, però, forse grazie anche a dettagli numerici che possono frenare il pathos, di norma riesce a evitare che la crudezza della morte appesantisca il clima della narrazione. Persino di fronte alla testa mozzata di Pompeo, il disgusto arriva e si dilegua, incalzato dagli eventi che si susseguono.
I capitoli sono brevi, il linguaggio basico, senza virtuosismi, e queste caratteristiche contribuiscono a rendere la lettura veloce e leggera.
Il libro, nel complesso, è piacevole. Se è vero che qualche volta si ha l’impressione che le divinità intervengano un po’ troppo nel corso degli eventi storici, quasi come dei ex machina interpellati con regolarità in un’atmosfera fortemente spirituale, è altrettanto vero che, oltre a fare un’ottima compagnia, queste pagine hanno il merito di spingere il lettore ad approfondire alcuni eventi dell’antico Egitto e alcuni tratti di Cleopatra, una figura che ancora oggi non smette di incantare.