“Il filo rosso” di Anita Orso: un romanzo che arriva dritto al cuore

a cura di nerdsbay.it

L’evolversi degli eventi, li condurrà a una separazione cui Isacco però non sa rassegnarsi. Il suo è un passato che non si lascia dimenticare, ma che non gli impedisce di guardare avanti, nel tentativo di costruire per sé e per Maddy quella vita che, serrati in camera, sognavano ascoltando i deliri alcolici della madre e le urla del suo compagno.

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“Per una pagnotta di segale” di Marcello Faralli e Silvia Gionta: una storia romanzata che fa riflettere

a cura di librimagnetici.blogspot.com

Ci sono storie di vita che vale la pena raccontare: storie che fanno riflettere, e che lasciano il segno non solo per chi le vive ma anche per chi le ascolta.
Come la storia romanzata raccontata nel libro “Per una pagnotta di segale” di Marcello Faralli e Silvia Gionta, la cui protagonista trascorre la propria vita “al servizio” della famiglia.
L’amore e il rispetto per ciascuno dei suoi componenti e delle persone vicine, la portano con dedizione totale a sostenere sacrifici fin da quando rimane orfana di madre, all’età 12 anni.

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“Chiamami papà” di Marco Palagi: un romanzo che trabocca d’amore

a cura della scrittrice Marisa Cecchetti

Un romanzo che trabocca d’amore ma attraversato dalla presenza costante della morte, fin dall’incipit. Il vuoto è come un inferno nero che potrebbe inghiottire.
È anche un romanzo di formazione alla professione genitoriale, quella di padre, perché il protagonista Lorenzo non sa niente di questo ruolo, anzi ne ha paura e lo rifugge.
L’amore per Linda lo fa crescere, perché se la compagna che ami vuole un figlio tuo, non puoi continuare a negarlo con motivazioni insostenibili e insicurezze, perché negheresti l’amore per lei.
Romanzo che gioca sui contrasti – vita morte, amore-disamore – in modo tale da creare un sottofondo di humor d’oltremanica, tuttavia dissimulato e distribuito nella quotidianità, tanto da far apparire normale anche il grottesco, come l’uso del carro funebre con o senza il morto, in situazioni di necessità personali.
Romanzo che gioca fondamentalmente sull’esagerazione dei sentimenti, degli stati d’animo, delle attenzioni e/o disattenzioni tanto da far dire che quest’amore è diventato quasi patologico, così forte, indispensabile, assoluto, unico. Lui fa di mestiere il necroforo a Viareggio – e anche questa è una scelta coraggiosa per uno scrittore – lei è un avvocato della Grande Mela. Incontro più originale e di contrasto non si poteva immaginare.
Lui ha alle spalle una storia ed un matrimonio finiti. L’amore nasce immediato da un incontro casuale a New York. Invece l’accettazione della paternità nasce più tardi, e purtroppo trova subito ostacoli, con la morte che colpisce di nuovo e rischia di far crollare tutto.
L’accettazione del ruolo di padre diventa convinzione profonda dopo una esperienza umanitaria vissuta da Lorenzo in Benin, dove scopre davvero le proprie potenzialità di condivisione e di dedizione.
Emma è l’altra voce narrante che si alterna a quella di Lorenzo, a lei viene data la capacità di capire le situazioni, di raccontare il padre e la madre, fin da quando la sua testolina spunta alla luce. E su di lei si riversa una marea di amore, in un rapporto padre figlia di totale simbiosi. Emma vissuta, raccontata, descritta in ogni suo momento e bisogno, anche quelli fisiologici, in una ricerca costante del sovrabbondante, per strappare la meraviglia.

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“Il moro di Firenze”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

La penitenza non l’è mai di bastanza…

Il moro di Firenze, Daniele Coppa, Giovane Holden. Quando in una sera di inizio Quattrocento rientra nella sua casa di Santo Spirito Filippo Bargelli, ricco e laborioso mercante fiorentino, non può immaginare che la storia stia per travolgerlo nelle vesti di un giovane moro venuto dalla Spagna, Asmodeo, che bussa ammaliatore alla sua porta per parlare di affari: ma… Una delle più radicate illusioni che gli uomini hanno è quella di essere in grado di poter controllare ogni cosa, anche, se non soprattutto, l’imponderabile: ma si sa, nulla è più ingannevole dell’apparenza. Maestoso.

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