“Quel dolce nome” di Mario Schiani: una scrittura che ha l’eco della letteratura antica

dalla redazione di Satisfiction.eu – A cura di Gianpaolo Serino

Una scrittura che ha l’eco della letteratura antica, aulica ma non leziosa; un romanzo che ha il Diavolo come protagonista in uno dei rarissimi casi nel quale non è l’orrore a spaventarci – non si tratta di un thriller metafisico – perché all’orrore ci siamo abituati sminuendolo cambiando una vocale pur di trasformarlo in un errore. Una illusione che è diventato il nostro pane quotidiano e che Mario Schiani ci racconta nel romanzo Quel dolce nome (edito dalla piccola quanto eccellente nuova casa editrice Giovane Holden, pagg. 240, euro 14): un libro che è una radiografia, non solo perché per lo più ambientato tra le corsie di un ospedale, sul nostro quotidiano.

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“Io non credo ai fantasmi” di Franco Sorba: una scrittura devastante

a cura della redazione di Close-Up

Possiamo far rientrare questo libro in moltissime categorie, questo è di sicuro un giallo, un thriller, un romance non smielato, un romanzo di formazione e credo che possa rientrare anche nell’urban fantasy. La trama è chiara: Cora, la protagonista, perde la vista per un incidente, un fortuito decesso le fa trovare una donatrice di occhi, l’intervento va a buon fine e la nostra eroina ritrova il senso perduto insieme ad uno nuovo, riesce a vedere i fantasmi, l’evento la scuote ma non la spaventa e presto lei si abitua alla situazione.

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