Recensione “Train Dreams” di Denis Johnson

Traduzione di Silvia Pareschi
Mondadori

La vita di Robert Grainier scorre tra boschi, ferrovie e silenzi che sembrano parlare più delle parole. È la storia di un uomo qualunque, e proprio per questo universale: perdita, stupore, solitudine, un’America che cambia troppo in fretta.
Johnson scrive con una luce che taglia: semplice, nitida, capace di ferire e consolare nello stesso istante.
Un libro da leggere in un soffio, ma che resta dentro a lungo — come un treno che continua a passare nella memoria.
Super consigliata la visione del film tratto dal libro, disponibile su Netflix: atmosfere alla Terrence Malick, splendida fotografia, un Joel Edgerton nel ruolo del protagonista che tiene magnificamente in piedi un film fatto di silenzi, amore, dolore e rinascita.

“Grainier senti gli occhi di sua figlia posarsi su di lui nel buio, come quelli di una bestia presa in trappola. Era solo uno scherzo dei suoi pensieri, eppure gli mandò qualcosa di freddo giù per la schiena. Rabbrividì e si tirò su la trapunta fino al collo. Per tutta la vita Robert Grainier avrebbe ricordato quel preciso momento di quella precisa notte.”

a cura di Marco Palagi

Recensione “Le stelle si spengono all’alba” di Richard Wagamese

Traduzione di Nazzateno Mataldi
La nuova frontiera

Un ragazzo accompagna suo padre morente in un ultimo viaggio tra i boschi del Canada.
Non c’è redenzione facile, né lacrime sprecate. Solo la terra, il silenzio e due vite che provano — finalmente — a riconoscersi.
Wagamese racconta l’amore taciuto e la fragilità di chi cerca un posto nel mondo. La sua scrittura è limpida, ferma, piena di rispetto per la natura e per la dignità umana.
È un romanzo che parla piano ma lascia un’eco lunga: quella di un figlio che impara a vedere il padre, e di un uomo che trova la pace nel momento in cui il giorno si spegne.
Un libro da leggere lentamente, come si ascolta il crepitio del fuoco quando fuori nevica.

“Era quello il nocciolo della sua infanzia. Quelli i ricordi che custodiva dentro di sé. La fatica e il duro lavoro e il continuo spostarsi, inseguendo un’occupazione dopo l’altra, dimenticati in quella magia; il riversarsi delle parole dalla pagina e la sensazione di intimità in qualunque misero riparo potessero permettersi o che fosse messo a loro disposizione. La sua idea di famiglia racchiusa per sempre nell’abbraccio condiviso di una storia.”

a cura di Marco Palagi

Recensione “Serena” di Ron Rash

Traduzione di Valentina Daniele
La nuova frontiera

Una discesa elegante e feroce nel cuore oscuro dell’ambizione.
Nelle montagne degli Appalachi degli anni ’30, Serena e Pemberton costruiscono un impero di legno e sangue, sfidando tutto: la natura, la legge, il destino.
Rash firma un romanzo magnetico, dove la protagonista è una forza della natura: carismatica, spietata, impossibile da dimenticare. Una Lady Macbeth moderna che trascina chiunque nel suo vortice.
Un libro che ti rimane addosso, come l’odore del fumo dopo un incendio.
Consigliato a chi ama storie potenti, atmosfere cupe e personaggi che lasciano il segno.

“Voi uomini osservate così poco, Pemberton. La forza fisica è l’unico vantaggio del vostro sesso.”

a cura di Marco Palagi

Segnalazione “La Sax” di Galia Debette

A Firenze è scomparso un uomo. In una piazzetta nel centro, un paio di giorni dopo il suo ultimo contatto con la famiglia a Venezia, vengono ritrovati il suo zaino e il suo portafogli, nonché una scarpa, dettaglio che pare escludere una fuga intenzionale. Ma le tracce sono tutte qui.
La notizia attraversa una città scossa dalle proteste contro le misure diffusive di un nuovo virus chiamato Sax, che polarizzano grandi tensioni, tra libertà e angosce. Non passa inosservata: c’è chi quell’uomo lo ha visto, un attimo prima che svanisse, chi lo conosceva, anche se non lo ricorda, chi su di lui comincia a farsi delle domande.

A me ciò che colpisce è proprio quel giorno, capisci? Tu sei lì, con tutte le tue cose in testa, la tua vita, il lavoro, moglie o marito che aspetta, bambino che gioca, debiti e crediti, e bam! in una manciata di minuti tutto cambia. Quel giorno, e nessuno può raccontarlo.

Una sparizione sembra un enigma da affrontare con più oggettività possibile: quesiti, memorie, analisi, tutto viene filtrato dalla certezza. Eppure a questa certezza qualcosa sfugge. Qualcosa di ineffabile, che non si esaurisce in un pensiero ordinato. Qualcosa di profondo e terribile.
In un mistero simile si risvegliano verità ulteriori, che conducono chi resta a nuovi dubbi raggelanti. In un vuoto inspiegabile si sente una eco vertiginosa, che in maniera sottile incrina il concetto stesso di realtà. Un mosaico di identità, di relazioni, di sicurezze, può spogliarsi di colpo di ciò che lo ha ancorato al proprio significato. Balena allora l’intuizione della fragilità disgregante di un esistere mai del tutto comprensibile, esposto tanto alla forza inarginabile della casualità, quanto alle tempeste insondabili nello spirito degli uomini.
Romanzo imprevedibile, raffinato e sferzante, che appena sotto la pelle del giallo custodisce sfumature dense ed essenziali.

“Porta di Giada” di Alessandro dell’Aira: una scrittura preziosa, torrenziale, coltissima ed emozionante

a cura di septemliterary.altervista.org

La storia incredibile di Martino Martini, il missionario gesuita che per primo raccontò all’Europa gli splendori della Cina, rivive a distanza di secoli nei sogni molto speciali di un uomo moderno, che ripercorre il percorso in senso inverso. Narrazione e storiografia si intrecciano nella prosa appassionata di un romanzo accuratissimo.

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“Il cappello scarlatto” di Anna Paola Sanna: lasciatevi catturare dalla storia e dallo stile molto particolare dell’autrice

a cura di thrillerstoriciedintorni.it | Maria Marques

Mai più, mai più io ritornerò quello che ero prima. E non sapeva se essere contento per questo, o mettersi a piangere.

Questa è l’amara constatazione di Roland Duprey che, dopo aver ferito gravemente in un duello il suo migliore amico, è costretto a lasciare Parigi. Alla base del loro dissidio nessuna donna, solo diverse posizioni politiche che li vedono allontanarsi sempre più. Entrambi dapprima ferventi repubblicani, l’amico diverrà poi sostenitore di Napoleone III mentre Roland manterrà fede ai suoi ideali.

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