Questionario di Holden: Annalisa Marianne Mancini

Chi è il tuo primo lettore a libro finito?
Mio marito Massimo, e Stefano, marito di mia madre. Giudici impietosi che non ritoccano la storia: notano le incoerenze rispetto ai ruoli, le contraddizioni dei personaggi. Se Thies Klaas oggi è un personaggio credibile, è anche grazie a loro.

Quando scrivi, preferisci farlo in totale solitudine o con un po’ di compagnia intorno?
Dipende. Se so già cosa scrivere, posso concentrarmi anche se intorno c’è gente. Ma se sono in crisi su un passaggio, devo essere sola, poter chiudere gli occhi e, nel silenzio totale, visualizzare le varie possibilità.

Se dovessi consigliare un libro per chi inizia a leggere un genere simile al tuo, quale sarebbe?
“Violette di marzo” di P. Kerr. Bernie Gunther, il protagonista, condivide con Thies Klaas la stessa posizione scomoda: disprezza il regime nell’ombra, ma i superiori lo apprezzano per la sua professionalità. E, non sembra, ma è un sentimentale.

Qual è il momento più soddisfacente del processo di scrittura per te?
L’ultima rilettura. Ha un profumo di pubblicazione. Mi piace anche ripercorrere tutto ciò che non è il romanzo: la dedica, il glossario, la bibliografia e i ringraziamenti. Sono le fondamenta invisibili: senza, il romanzo non starebbe in piedi.

Se il tuo libro fosse adattato in un film, chi vorresti che interpretasse i protagonisti?
Fin da subito ho immaginato che del romanzo fosse fatto un film. Il cast è:
– Thies Klaas: Alexander Skarsgård.
– Carl-Heinrich von Stülpnagel: Sebastian Koch.
– Karl-Friedrich Weidemeyer: Charlie Hunnam.
– Lilian: Massimo Poggio.
– Renate: Rosamund Pike.

Questionario di Holden: Annalisa Marianne Mancini

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Paul Éluard: le sue poesie parlano di un mondo di delicatezza, di vero incanto. E poi Thomas Bernhard. I suoi libri non hanno capitoli né paragrafi, sono un fiume ininterrotto di parole in cui mi lascio trascinare, gustandone l’arguzia e il sarcasmo.

Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?
Prima di iniziare a scrivere faccio qualche minuto di meditazione, per connettermi alla storia e ai personaggi. E poi tengo davanti a me una foto che ritrae l’uomo che amo. Spesso lo guardo e gli sorrido. Mi ricorda perché è importante scrivere.

Com’è il tuo spazio di scrittura?
Il mio spazio di scrittura è pulito, silenzioso, asettico. Mi ritiro nella mia caverna, mettendomi al riparo da ogni distrazione, per assicurarmi un ambiente propizio alla massima concentrazione.

Hai mai sperimentato il blocco del lettore? Come l’hai superato?
L’ho sperimentato una sola volta. Poiché tuttavia per me è inconcepibile non finire un libro, mi sono obbligata a riaprirlo dopo un mese. Alla fine ho fatto bene, perché ora il suo autore è uno dei miei preferiti.

Collezioni qualche libro?
Colleziono biografie di Reinhard Heydrich. Tra ebook e cartacei, credo di averne una ventina. Eppure, anche se conosco bene la vita di Heydrich, in ognuna trovo sempre qualche piccola novità, utile alla redazione dei miei romanzi storici.