Perché il 25 dicembre è Natale?

Perché in quel giorno si celebra la nascita Gesù Cristo, che domande! Risposta esatta, ma solo in parte.
La festa cristiana affonda infatti le proprie radici nel paganesimo, esattamente nel culto del Sole Invincibile: si tratta di una divinità latina che condivide molto con altre figure celesti orientali come Mitra ed Helios, le cui caratteristiche sono poi passate al Redentore. Celebra il Sole al solstizio d’inverno, quando finalmente la luce riconquista il giorno e le notti iniziano a farsi più brevi. Luce e buio, bene e male, salvezza e dannazione: tutto lo sfavillare delle decorazioni natalizie per sconfiggere le tenebre. Volete toccare con mano? Con apposti software potete calcolare quando cadeva il solstizio d’inverno di duemila anni fa… esattamente tra il 24 e il 25 dicembre.

Aria di festa

A Natale è il momento di stare insieme, di riunirsi intorno a una tavola per celebrare i fasti, anche gastronomici, delle feste. Di trarre il meglio dalla nostra fantasia e dalla nostra capacità per creare quell’atmosfera così speciale. E il tempo in più dei giorni di vacanza ci permette ancora una volta di preparare i piatti della tradizione, quelli più elaborati, e gli addobbi più belli. Ma al di là dell’albero, dei melograni che portano abbondanza, delle candele rosse, delle stoviglie preziose e del vischio, non dimentichiamo qualche piccola sorpresa: in tavola e nelle decorazioni. Così il momento magico, quello dell’apertura dei regali sarà ancora più magico.
Per le decorazioni si possono mettere insieme frutta e fiori di stagione: mele rosso-verdi e vischio, bacche rose e candide rose di Natale, grappoli d’uva bianca e tulipani rossi, rametti di pino e melograni, ciclamini bianchi e mandarini… Distribuite qua e là rami di pino oppure, se li trovate, di profumatissimi calicanthus. I bicchieri sceglieteli decorati: bordati d’oro, incisi, con stelo importante…

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La leggenda di Santa Claus

Tutto nasce cento secoli fa, quasi fosse una favola, quando gli uomini smisero di fare la vita nomade e si trasformarono in agricoltori. Coltivare la terra significò disporre di più cibo del necessario.
Accadeva allora che all’inizio dell’inverno, cioè verso la fine di dicembre, il lavoro nei campi doveva essere interrotto. Divenne, così, tradizione organizzare una grande festa, tra canti e balli, dove ciascuno offriva cibo e bevande che aveva messo da parte. Gli antichi Persiani celebravano Mitra, il dio della luce; i Germani Odino, che galoppava su un cavallo a otto zampe; i Romani festeggiavano i Saturnalia, periodo in cui non far regali portava male e gli schiavi prendevano il posto dei padroni.

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