Autore: Grafica
Questionario di Holden: Sebastian Ruggiero

Quando hai letto il tuo primo libro?
I primissimi libri sono quelli legati alla letteratura per ragazzi, Salgari e Verne. Il primo, avevo 8 anni, è stato Il corsaro nero, a cui poi è seguita tutta la saga di Mompracem, e ho divorato tantissimi libri di Verne, anche quelli poco noti.
Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Ho iniziato a scrivere Intrigo sull’Olimpo diversi anni fa, quando ancora ero legato a una pratica amanuense. Il deterrente del tempo utilizzato per la trascrizione al pc mi ha poi indotto a passare interamente al digitale.
Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Intrigo sull’Olimpo nasce negli anni in cui ho svolto la professione di insegnante e la sua vocazione era quella di rivolgersi a un pubblico di bambini. Sicuramente anche la mia fascinazione ai temi mitologici e alla passione per la classicità.
Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
La costruzione delle trame del racconto fluisce già nella mia immaginazione. In questa gestazione emerge il titolo, che deve essere accattivante, e l’incipit, fondamentale per attirare il futuro lettore. Di seguito la storia prende forma.
Attualmente stai lavorando a qualche libro?
Ho un nuovo progetto destinato alla fascia dei bambini e ragazzi, sempre sulla scia della ristesura di racconti epici e questo mi sarà utile per proseguire con gli intrecci del mondo olimpico che ho sviluppato in Intrigo sull’Olimpo.
S05E25 Podcast Vitamina L: Cecilia Orlandi e “Alle luci dell’aurora”

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Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni.
Ogni lunedì alle ore 18 intervista a un Autore per parlare del suo libro e non solo.
L’Autore risponde, inoltre, anche a 5 domande tratte dal Questionario di Holden.
Questionario di Holden: Anna Martellotti

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Uso molto la scrittura da tastiera, col cellulare se sono in giro, col tablet a casa. A mano solo brevi appunti. Perché le opzioni di cancellazione e spostamento della scrittura da tastiera sono irrinunciabili.
Consigliaci un libro da leggere.
Il gioco dei regni di Clara Sereni. Bellissimo.
Preferisci libri stampati, audiolibri o e-book? Perché?
Preferisco gli e-book: posso scegliere la dimensione del carattere, posso avere con me il libro ovunque, posso portarne tanti in viaggio con niente peso, non provoco perdita di risorse, quando finisco il libro non mi resta in giro a impolverarsi.
Biblioteca, libreria fisica, libreria online, mercatini… Dove prendi i libri che leggi?
Comprando principalmente e-book compro on line. I libri fisici li compro alle presentazioni o, specie per i regali, in libreria.
Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Scrivo una scaletta con parecchie frecce, mappe concettuali e diagrammi di flusso nidificati dentro gli item principali. Insomma una cosa che solo io so decifrare. A volte, se lascio passare troppo tempo, nemmeno io!
Questionario di Holden: Valentina Venturino

Quali sono i tuoi scrittori/poeti preferiti?
Haruki Murakami, perché unisce la mia passione per il realismo magico a quella per il Giappone. Italo Calvino, ma non per le sue opere più famose, forse perché le ho lette a scuola. Amo Se una notte d’inverno un viaggiatore e Le città invisibili.
Quando hai letto il tuo primo libro?
Certamente alle elementari. Non ricordo quale fosse, a casa nostra avevamo una biblioteca ben fornita, che si arricchiva continuamente e a cui attingevo con gioia.
Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Dipende da dove mi trovo. Il computer mi permette di correggere più agevolmente, ma non rinuncio al taccuino e alla sensazione della penna che scorre sul foglio.
Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Dall’incipit, che posso migliorare, ma raramente cambio. La fine la creo alla fine. Il titolo arriva presto, ma può cambiare, come avvenuto per i miei Racconti di personalità multiple, che inizialmente si chiamavano L’altro lato della medaglia.
Scrivi ascoltando musica?
No, mai, se posso scelgo il silenzio per aumentare la concentrazione e perché va d’accordo con la pagina bianca: anch’esso esiste per essere riempito.
S05E24 Podcast Vitamina L: Ilenia Pasquetti e “Cara Eloisa. Lettera a una figlia del nostro tempo”

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Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni.
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L’Autore risponde, inoltre, anche a 5 domande tratte dal Questionario di Holden.
Questionario di Holden: Ilarione Loi

Come scrivi di solito, a mano o col computer?
Detesto avere un “solito” perché mi fa sentire abitudinario, ma in effetti prediligo a mano. Zainetto con quaderno e penna stanno sempre con me ovunque vada, quando l’ispirazione chiama mi fermo e scrivo, ovunque io sia. Poi copio al computer.
Consigliaci un libro da leggere.
La ricreazione è finita di Dario Ferrari.
Ha delle abitudini particolari durante la scrittura?
Sì, è la stessa abitudine che ho nella lettura: mi affeziono a personaggi marginali. Dopo aver scritto Il demone dei miei peccati ad esempio, mi sono così affezionato a una di loro da darle un ruolo importante in Il bello non sazia.
Hai mai sperimentato il blocco del lettore? Come l’hai superato?
No, o se l’ho avuto non me ne sono fatto cruccio. Quando ho voglia di leggere leggo, quando di scrivere scrivo, se non ne ho voglia non mi costringo. Sono un estimatore del vizio e nemico delle costrizioni,
mai agire controvoglia, rende frustrati.
Fai una scaletta di ciò che vuoi scrivere o ti lasci guidare dalla storia?
Nessuna scaletta, scrivo perché mi diverte farlo e mi piace farmi sorprendere dagli sviluppi della storia. Spesso ho in anticipo chiaro il finale ma non lo scrivo finché non lo raggiungo, per poi rendermi conto che in realtà non è ancora il finale.
3 minuti d’Autore | Ilenia Pasquetti e “Cara Eloisa. Lettera a una figlia del nostro tempo”
3 minuti d’Autore | Michele Visconti e “Il gioco di Claudia”
Questionario di Holden: Daniela Palla

Quando hai letto il tuo primo libro?
Non considerando quelli letti in ambito scolastico, il primo è stato L’Atlantide di G. Perrone edito dai Fratelli Bocca Editori anno 1928. Avevo 15 anni, era estate e da quel giorno non ho più smesso.
Cosa ti ha spinto a scrivere questo libro?
Sicuramente la voglia di abbattere le “categorie”. In fondo quello che ci distingue veramente sono le nostre azioni, non di certo il colore dei capelli.
Quando scrivi un libro da dove parti? Titolo, incipit, fine…?
Quando ho in mente una storia, so esattamente come si intitolerà e come finirà e anche la strada che i miei protagonisti dovranno percorrere, il problema è l’inizio. L’incipit è il mio tormento,
lo riscrivo fino allo sfinimento.
Puoi esprimere un desiderio. Vorrei saper scrivere come…?
Vorrei scrivere dolcemente come Isabel Allende, riuscire a inquietare gli animi umani come Stephen King, a far combinare i pezzi come Agatha Christie, a farci sognare come Elisabetta Gnone e a farci ridere come Geronimo Stilton!
Dovrebbero leggere il tuo libro ascoltando musica… (quale genere/artista/gruppo)?
Playlist: Faded di Alan Walker, Take Me Home di Jess Glynne, Sing Me To Sleep di Alan Walker, Material Girl di Madonna, Bird Set Free di Sia, Exogenesis dei Muse e You Saved Me degli Skunk Anancie

