“La bambina dagli occhi di ghiaccio” di Alessandra Boldini: una storia che ha del surreale

a cura della redazione di Book’s Fantasy World

Ossessione. Finché non l’ho finito, e lo ammetto anche dopo, ho continuato a pensare a questa storia. A queste storie. Alle vite distrutte, alla vittima che rimane in sordina, all’insensatezza, al male. Ho pensato anche a come deve essersi sentita Clara, completamente in balia delle sue visioni.
È una storia che ha del surreale, ma nemmeno del tutto. Sono rimasta incollata alle pagine per due giorni, non vedevo l’ora di sapere il finale e di conseguenza il significato di tutto.

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“Io, Lei, Manhattan”: un libro perfetto per un appassionato d’arte

a cura di Marco Palagi

Un soliloquio dell’autore sull’arte. Per un centinaio di pagine è monologo pregno di nomi di artisti dei quali manco conosci il nome e non sai se cercarli su Google o saltarli a piè pari e aspettare che prima o poi arrivi qualche pagina di reale narrazione.
Va preso atto che è una via di mezzo tra un memoir e un saggio. Non bisogna lasciarsi ingannare dal titolo. Non è un romanzo. È un libro perfetto per un appassionato d’arte.
La “lei” del titolo, la “lei” della copertina inganna il lettore che si aspetta semplicemente una donna, un’amante del narratore. Ma la “lei” non è Martha, la compagna di vita di Adam Gopnik, ma l’Arte in tutte le sue forme. Anche se sono certo che l’autore intendesse riferirsi a sua moglie.
Manhattan è fuori dalla finestra, è la vetrina spalancata sull’arte, è il quarto personaggio (se consideriamo anche Martha) che si manifesta in tutta la sua bellezza anni ’80.
Un libro faticoso, quando si perde a filosofeggiare sull’arte, ma per chi ama New York e la conosce e l’ha vissuta anche solo un pochino, ti fa venire solo voglia di cercare una stanza di nove metri quadri sull’Ottantasettesima Est.

“In punta di piedi d’estate” di Emilia Giorgetti: una fantasmagoria di personaggi

a cura di Marisa Cecchetti – Tellusfolio

Ambientato alla fine della prima guerra mondiale in una villa di campagna circondata da campi, viti, olivi e giardini, il romanzo ha la durata di un’estate.
Dopo sei anni di assenza fa ritorno per le vacanze estive Gemma, grande amica di Elena, la proprietaria della villa. Si sono conosciute ai tempi lontani del collegio, ed ora Elena è la moglie di Giorgio e madre di sette figli.
Intorno alla famiglia ruota una serie di personaggi – familiari e servitù, contadini che lavorano nei campi della proprietà insieme alle loro famiglie e agli animali, il prete, i nobili di una villa vicina, ma soprattutto i parenti che arrivano in campagna per sfuggire all’afa estiva.

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“In-Fine” c’è sempre un nuovo inizio

a cura di Massimiliano Bellavista

Chi come il sottoscritto tiene in piedi più vite e interessi diversi contemporaneamente, per poi constatare con sorpesa che tante volte non si tratta di compartimenti stagni ma solo di diverse modulazioni di un unico e convergente percorso di vita, non può che ricevere la mia incondizionata stima. Se poi si tratta di qualcuno che sa bene e ama applicare il suo talento a un progetto/i originali, allora il senso di stima si accresce ulteriormente. Credo sia questo il caso di Laura del Veneziano, che vive e lavora come psicologo psicanalista nel Valdarno aretino. Mamma di due bambini, impegnata in varie realtà sociali di volontariato, amante della lettura, svolge attività di ricerca sui temi della psicanalisi, del femminile e delle relazioni umane, è stata già autrice nei mesi scorsi di qualche bell’intervento su questo blog.

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“Una dolce ostilità”: un romanzo sui sentimenti, sull’amore familiare

a cura di Marco Palagi

“Una dolce ostilità” di Marianne Kavanagh è un romanzo sui sentimenti, in particolare sull’amore familiare.
Eva e Kim sono due sorelle che vivono a Londra, abbandonate dai loro genitori mentre crescevano, con caratteri molto differenti l’una dall’altra affrontano a modo loro la vita.
Eva, la sorella minore, accetta chiunque incontri nella vita come un dono, Kim, la maggiore, rifiuta l’aiuto e prova risentimento per chiunque sembri privilegiato. Nella vita da adolescente di Eva arriva Harry e Kim sembra aver trovato quel “qualcuno” al quale destinare tutto il suo risentimento, soprattutto perché il ragazzo ha un lavoro molto remunerativo – e quindi è un privilegiato – e perché potrebbe portarle via la sorella. Harry sembra il ragazzo perfetto, ha tutto, un lavoro pagato benissimo nella City, un appartamento grande e moderno, una Porsche e in primis l’amore e il rispetto di Eva. Harry nel corso degli anni ci sarà sempre per lei, nei momenti felici e spensierati e in quelli più tristi, duri e pieni di ostacoli e Kim deve necessariamente accettare – seppur di malavoglia – quella presenza ingombrante, soprattutto quando Eva rimane incinta e, successivamente, si ammala. L’aiuto finanziario di Harry sarà determinante per la vita dell’adorata sorella di Kim, la quale nel frattempo cerca di far funzionare una relazione con Jake a dir poco disfunzionale.
“Una dolce ostilità” è, come detto, un romanzo sui sentimenti nel senso più ampio del termine, l’amore di due sorelle, l’affetto per un caro amico (Harry), l’amore per il lavoro, i figli, l’amore per se stessi.
Sebbene il romanzo fatichi a catturare il lettore nella prima parte, essendo un po’ prolisso e farraginoso, acquista ritmo dalla metà in poi e stimola una curiosità tale da invogliare il lettore a scoprire l’evolversi delle vicende, a cercare di capire perché Kim è così risentita verso Harry, a ipotizzare se tra Eva e il ragazzo c’è o ci sarà mai una relazione sentimentale… insomma, gli interrogativi sono molti.
Forse l’autrice avrebbe potuto fare qualche taglio qua e la, dare una direzione più precisa alla narrazione. I personaggi sono ben caratterizzati, anche se a volte non si fanno piacere molto, i dialoghi ben costruiti, la Kavanagh sorprende ma non per la qualità della sua narrazione che è costante nei suoi libri.
Ottimo finale, vi sorprenderà.