“Gocce di vino su fogli bianchi”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

La strada sembrava infinita…

Gocce di vino su fogli bianchi, Andrea Calugi, Giovane Holden. Con la finezza esemplare di un esegeta Andrea Calugi indaga la poliedricità multiforme dell’animo umano, in tutte le sue sfumature di colore, sfaccettature, contraddizioni e peculiarità, amalgamando dozzine di storie, che manifestano anche l’ampiezza mirabile della gamma di possibilità che la letteratura consente, attorno al racconto delle mille peripezie di Alessio Pisani, giovane scrittore che non manca di imbattersi pressoché a ogni piè sospinto con personaggi disillusi, sconfitti ma non domi, preda delle proprie passioni e delusioni. Da leggere.

View original post

“Per una pagnotta di segale”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Nel campo di Coltano soggiorna un gran numero di prigionieri, disertori e detenuti politici. In una vera gabbia metallica di pochi metri quadrati viene tenuto rinchiuso, perché considerato un pericoloso reazionario e un disertore, il poeta Ezra Pound. Solo la sollevazione di molti intellettuali dell’epoca, tra cui Giorgio Caproni e Pierpaolo Pasolini, porta alla sua liberazione da quella ignobile prigione. Viene affidato a un reparto speciale americano che lo riporta con un volo militare negli Stati Uniti, dove viene rinchiuso in manicomio. Solo dopo molti anni le accuse cadranno e verrà dimesso. Durante la prigionia scrive i Canti pisani, ambiziosi al punto di fare pensare a una moderna Divina Commedia. Forse la curiosità ha spinto Salvatore a visitare Livorno, dove un quarto di secolo prima il padre Giacomo ha partecipato al congresso del Partito Socialista. Di certo l’ha vista, e ha poi attraversato l’Italia, in gran parte…

View original post 253 altre parole

“Il sale della terra” di Jeanine Cummins

“La prima volta che sulle strade di Acapulco comparve una testa, l’intera città rimase sconvolta. Era una testa di ventidue anni, con i capelli neri e ricci rasati sotto e lasciati lunghi sopra. All’orecchio destro portava un anellino d’oro. Le palpebre erano gonfie e la lingua sporgeva fuori dalla bocca. L’avevano lasciata su una cabina telefonica davanti a Pizza Hut, a due passi dalla fontana di Diana Cazadora. Infilato all’angolo della bocca, arrotolato come una sigaretta, c’era un biglietto che diceva: ‘Me gusta ablar’. Mi piace parlare.”

“Modelle per Egon Schiele”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

La pornografia è solo nella testa di chi la vede…

Modelle per Egon Schiele, Gaetano Cinque, Giovane Holden. Wally, Edith, Gerti, e le tante donne senza nome e senza voce, ai margini dell’esistenza e della società, che Schiele, con la sua arte rivoluzionaria, ha reso immortali, incarnando lo Zeitgeist in un’epoca fragile, di mutamenti, mentre lo stato liberale, fragile ed effimero, sente già le sue radici tarlate dal vulnus del nazionalismo: lo Schiele di Cinque assurge al livello di eroe letterario tout court, e con prosa articolata e raffinata la dimensione biografica valica il confine del mero dato esistenziale per farsi ritratto intimo e simbolico.

View original post

“Chiocciole e rapimenti”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

C’è qualche brutta notizia?

Chiocciole e rapimenti, Rolando Guerriero, Giovane Holden. Il passato spesso si tinge dei colori della malinconia, del ricordo di quel che poteva essere e forse non è stato, della nostalgia per un’innocenza smarrita che permetteva di stupirsi e lasciarsi andare dinnanzi alla bellezza con più speranze, meno aspettative e nessuna sovrastruttura, in una dimensione più umana, fatta di rapporti, contatti, sentimenti: nei quattro racconti che compongono questa antologia Guerriero dà vita a una commedia umana intensa, delicata, credibile e appassionante, caratterizzando nel dettaglio ambienti, personaggi, situazioni ed emozioni. Da leggere.

View original post

“Porto un nome pagano”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Sono vuota, rotta e in disordine…

Porto un nome pagano, Venusia Marconi, Giovane Holden. Suggestiva sin dalla copertina, l’opera di Venusia Marconi è una silloge ben strutturata e dalla solida impostazione narrativa che indaga la consunzione di un amore e la necessaria rinascita che ne segue attraverso versi finemente smerigliati che esaltano tutta la potenza dei sentimenti e della resilienza dell’animo umano, che si struttura e dispiega attraverso una forza che sovente non si sa nemmeno di avere. Da leggere.

View original post

“Celeste, la bella”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Quando il vento finalmente cessò, l’estate tornò prepotente a tormentare gli abitanti di Pisticci…

Celeste, la bella, Francesca Maffei, Giovane Holden. Nella seconda metà del diciannovesimo secolo, in un’Italia unita da poco e in un meridione flagellato dal brigantaggio, che incarnava però le rivendicazioni di chi si sentiva passato da un padrone all’altro, inascoltato e incompreso, soggiogato e vessato da un grappolo di norme applicate senza preoccuparsi delle specificità di un territorio storicamente munto come la più produttiva delle mucche da latte, Francesco torna nel paese natio, abbandonato da tempo, laddove avrebbe dovuto seguire le orme del padre e dello zio, entrambi speziali, gestendo l’esercizio di famiglia, perché non può fare altrimenti, in quanto il genitore, con cui è in conflitto, ma ha l’onestà di ammettere anche le proprie colpe, sta morendo. Nelle mani del padre vede però una miniatura, che lo riporta a un…

View original post 28 altre parole

“Croce e testa”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

È taciturno, non so cosa pensa…

Croce e testa, Michele Visconti, Giovane Holden. Paolo è il figlio perfetto, il fratello perfetto, è un uomo serio, solido, affidabile, ha una vita regolare, un buon lavoro, una famiglia. D’un tratto però scompare. Viene da pensare che si tratti di un allontanamento volontario, ma non c’è un tassello che combaci alla perfezione, dissipando del tutto i dubbi. Così, a indagare, è in primo luogo Roberto, il fratello di Paolo, quello dall’esistenza vacua e superficiale, tornato a vivere dai suoi e dedito più che altro agli incontri occasionali. Si sa, però, che nulla è più profondo della superficie, e… Intrigante e magnetico.

View original post

“La danza dei cavi”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Vissi una settimana a Napoli tra vari sentimenti contrastanti

La danza dei cavi, Domenico Iasiello, Giovane Holden. Ceci n’est pas une voiture, ceci c’est un moi de vivre: il celebre e tradizionale slogan di una delle autovetture più iconiche che vi siano, la Citroën 2CV, si adatta bene, cambiando quel che dev’essere cambiato, anche alla moto, elemento centrale della narrazione di questo viaggio che vede coinvolto Federico, giovane operatore sociale che di fatto, anche se non lo ammette del tutto, fugge dal dolore per essere stato lasciato dalla ragazza che ha amato e si dedica ad attraversare l’Europa in cerca del suo posto, quello che gli permetta di rimettersi al centro della propria vita, e di ricollocare nel giusto ordine le priorità, mentre, osservando le geometrie che i cavi elettrici disegnano nel cielo, si ritrova a riflettere sulle parabole che la vita compie. Da…

View original post 1 altra parola

“Il vizio delle cose pure”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

Non c’erano cose per cui lottare…

Il vizio delle cose pure, Simone Pangia, Giovane Holden. Splendido sin dalla copertina, il romanzo di Simone Pangia, lirico, potente, elegante, raffinato, suadente, intrigante e magnetico, torbidamente aggraziato, ricco di livelli di lettura e di chiavi di interpretazione, finanche meta letterari, racconta la storia di Ferdinand, un pediatra in pensione che vive in una signorile magione che si affaccia sul golfo di Napoli e che torna indietro con la memoria fino a indagare i più oscuri e sottovalutati meandri del suo passato alla ricerca di una spiegazione per la scomparsa del tormentato gemello, Louis, svanito nel nulla da un quarto di secolo in circostanze più che misteriose. Ma a chi racconta questa storia? E che cosa rappresenta davvero il manoscritto ritrovato per caso, vergato di proprio pugno da Louis, Il vizio delle cose pure, un romanzo il cui…

View original post 16 altre parole