a cura di Maria Landolfo
Il romanzo Γ¨ ambientato nella Napoli del 1943. La protagonista Maria appartiene a una famiglia povera ma virtuosa, in una Napoli impoverita, disorientata e sconvolta dalla guerra.
Si susseguono nella narrazione eventi dolorosi ma anche gioiosi, narrati da una βvoceβ che sembra familiare, come il racconto di una parente lontana che accarezza i personaggi per non sciuparne il ricordo. Il titolo ricorda la celeberrima commedia napoletana di Eduardo de Filippo del 1945 che rientra, come questo romanzo, nelle innumerevoli opere che rappresentano quello che Γ¨ stato definito il βdopoguerra infinito di Napoliβ. (https://bit.ly/3MCAJb5)
Emergono figure insospettate per lβepoca, che oggi potremmo definire anacronisticamente βfemministeβ, ma in realtΓ donne forti e determinate, indurite dagli eventi bellici e che si oppongono ad un destino preordinato dalla logica maschile e alla mentalitΓ bigotta e patriarcale.
Le vere protagoniste del romanzo sono le donne e la loro βsorellanzaβ, le donne di famiglia, la maestra succube del suo uomo, la ragazza che vuole studiare e affermarsi contro la volontΓ dei genitoriβ¦ ed emblematica Γ¨ la scena in cui la novizia fugge via in decapottabile strappandosi la croce e abbandonando la vita monastica. La guerra sembra aver risvegliato anche le coscienze femminili delle nuove generazioni che lottano e sopravvivono per una βliberazioneβ personale e non solo politica.
Il pregio di questo libro Γ¨ che non indulge in luoghi comuni sulla napoletanitΓ , ma ritrae gente comune, uno spaccato di una vita semplice, scandita da feste e cerimonie religiose. Trovo singolare lo sforzo dellβautore pisano nel trascrivere la lingua partenopea, a mio parere, anche frammista a termini dellβentroterra campano, una lingua viva che rende i dialoghi credibili e vivaci. Le frasi ripetute tante volte fanno parte di un lessico familiare e rievocano un tempo in cui la famiglia era depositaria dei valori da trasmettere ai giovani e comunque un nucleo sociale ed educativo, e che, nonostante la voglia di ribellione e di libertΓ , restava un punto di riferimento essenziale per le nuove generazioni.
Il potere resta nelle mani degli uomini, ma le vere fautrici dei destini di tutti sono le donne, in unβottica matriarcale di solidarietΓ femminile, che si traduce in forza interiore e nella cura delle piccole e grandi cose quotidiane.
βLΓ¬ sapeva di essere cresciuta in tempi persi della memoria, fra un panno lavato e un piatto sciacquato, fra un ago troppo stretto e un filo lungo e chiaro.”
Sono rimasta positivamente impressionata, da partenopea, per come un così giovane autore pisano si sia cimentato in modo garbato e delicato nella rappresentazione di un momento storico complesso scegliendo il punto di vista, vulnerabile e forte nello stesso tempo, di una giovane donna, nel suo difficile percorso di vita, alla continua ricerca di un posto dove sentirsi a casa, e non più sola né perduta.
Il tema del libro, a mio parere, Γ¨ rappresentato dalle scelte cruciali della vita: partire, restare, lavorare, ribellarsi, rassegnarsi, i momenti della vita in cui si decide il proprio destino nel bene e nel male.
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