Benedetta Moroni e i suoi racconti sui gatti

a cura della redazione di lovemypets.it

Non è stato facile trovare libri sui gatti ma questi scritti da Benedetta Moroni, che i gatti li ama e li conosce come le sue tasche perché ci convive da sempre, sono particolari perché è come se in questi libri i felini fossero vivi.
Sono due libri profondamente diversi tra loro ma accomunati dalla presenza di sua maestà il re degli animali, il gatto: il gatto ci sceglie e si fa amare, il gatto ci degna della sua presenza e se decide di stare con noi, lo farà seguendo le sue regole ma dandoci l’illusione di avergliele imposte.
In questi due libri i gatti  sono i veri protagonisti: si respirano. si vedono mentre passeggiano per i corridoi di casa o saltano sul tavolo per rubare il cibo.
Questa la grande abilità di Benedetta: non solo li racconta, ma ce li fa toccare con mano e ci immerge nel meraviglioso e affascinante mondo felino.

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Intervista a Marcella Malfatti per la sua raccolta di racconti “Visioni”

a cura della redazione di dasapere.it

Quando nasce Visioni e cosa ti ha convinta a tornare alla scrittura?
Il progetto di una nuova raccolta di racconti, dopo quella dell’esordio pubblicata da Mauro Baroni nell’ormai lontano 2005 intitolata Misteri Quotidiani, nasce lo scorso anno durante una chiacchierata con Miranda Biondi, amica carissima nonché editor della Giovane Holden Edizioni di Viareggio; Miranda, come del resto anche Elena Torre, scrittrice e altra amica carissima, mi ha sempre spronato a scrivere, mentre io sono un po’ pigra e in tutti questi anni mi sono accontentata di pubblicare alcuni racconti, e sempre solo uno per volta, in diverse antologie: quindi in realtà non ho mai smesso di scrivere, ma ho solo scritto assai lentamente. Stavolta ho decisamente rotto gli indugi e, complice il tanto sospirato pensionamento, che mi ha restituito e reso possibile quella libertà di pensiero e di concentrazione e soprattutto i necessari tempi di gestazione affinché un’idea, una sensazione o un’immagine potessero prendere forma e concretizzarsi in un racconto, la forma di narrazione che mi è più congeniale.

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“Le notti dell’alchimista” di Raffaele Longo: un romanzo fluido, scorrevole e incalzante

dalla redazione di legoetcogito17

Le notti dell’alchimista è un racconto fantasy di Raffaele Longo, nel quale mistero, fantasia, folklore, leggenda e realtà storica si mescolano tra loro, dando vita a una narrazione decisamente suggestiva.
Il protagonista del racconto è Girolamo Chiaramonte, un personaggio realmente esistito, che ha vissuto a cavallo tra il ’500 e il ’600. Lo si conosce da adolescente, quando con il fratello Vito ritrova, per puro caso, degli incartamenti misteriosi in rifugio abbandonato a Leontini, per poi ritrovarlo, a Napoli, vent’anni dopo con il viso scavato e una barba folta e scura. Adesso è un guaritore affermato, che deve gran parte delle sue conoscenze proprio a quegli incartamenti ritrovati quella notte a Leontini. Ma a un certo punto, tutto ciò che costituisce la base del suo sapere, sparisce di colpo. Chi ha rubato gli incartamenti di Girolamo? Perché? 

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Intervista a Anna Maria Lella per il suo “L’oscurità dell’anima”

dalla redazione di atuttovolumelibri.it

1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “L’ oscurità dell’anima”?

Circa un anno fa, facendo una ricerca storica sulla città di Milano, allo scopo di intraprendere la stesura del romanzo, ho appreso una notizia che mi era del tutto sconosciuta. Un alone di mistero circonda il palazzo situato in corso di Porta Romana, al numero tre. Sono andata a vederlo e ho notato che le due colonne poste al fianco del sontuoso palazzo terminano con due facce di leoni, che a mio avviso sono molto somiglianti a demoni. Vi abitava nella seconda metà del XVI secolo un certo Ludovico Acerbi. Di lui si diceva che avesse barba lunga e quadrata, occhi infuocati come la “bragia” (brace: Dante definiva nello stesso modo quelli di Caronte) e il ghigno satanico.

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“Cuore ingordo” di Anna Violi: un libro dalle forte emozioni

a cura della redazione di trasognoerealta98.com

“Cuore Ingordo” è stata una lettura inaspettata.
La protagonista di questa storia è Giannuzza, una donna con un passato difficile e doloroso.
Una donna forte che attraverso le pagine di questo libro ci farà emozionare.
Un libro non adatto a tutti, potrebbe essere pesante per le persone sensibili, io ho pianto tanto, ha scaturito in me tantissime emozioni e tutt’ora le porto dentro il mio cuore.

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“Punto” di Genny Sollazzi: una narrazione snella e divertente

a cura della redazione di insiemeamammaepapa.com

“Punto” è l’assurda avventura di un bambino con un punto interrogativo in testa che gli farà capire come i gesti gentili, la sincerità, il prendersi cura di se stessi e delle persone care possono fare la differenza e possono portare felicità nelle propria vita e in quella degli altri. Pagina dopo pagina, il grosso inconveniente trasmetterà al protagonista sicurezza nella sue capacità, lo aiuterà ad avere fiducia in se stesso per affrontare il complicato percorso di crescita. La narrazione è snella e divertente, il giovane lettore si ritroverà a condividere le buffe situazioni ma anche le riflessioni del protagonista, con cui di certo troverà delle affinità.

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“Porto un nome pagano” di Venusia Marconi: una silloge passionale e coraggiosa

a cura della redazione

In questa silloge poetica c’è la passione amorosa e sensuale, il coraggio, la forza, la durezza dei momenti difficili, la tristezza di quelli apparentemente insormontabili, la fragilità dell’animo umano che si sporge, tendendo il corpo quasi verso la solitudine appesa lì, in aria, che sussurra promesse.
Impossibile non ritrovare l’Autrice in questi versi, il suo aggrapparsi a volte al buio accarezzando la luce con parsimonia, con delicatezza, quasi a volerle dire “non scottarmi troppo, stavolta”.
Sono versi che sembrano adattarsi al lettore, alle ansie e preoccupazioni quotidiane, mi fanno venire in mente la filosofia che sta alla base dell’arte marziale di Bruce Lee. “Svuota la tua mente,” diceva. “Sii senza forma. Senza limiti, come l’acqua. Se metti dell’acqua in una tazza, l’acqua diviene tazza. Se la metti in una bottiglia, diventa la bottiglia. In una teiera, diventa la teiera. L’acqua può fluire o spezzare. Sii come l’acqua, amico mio.”
E questi versi di Venusia Marconi non si nascondono dietro rime o figure retoriche fittizie. Passano attraverso occhi bagnati, lividi come ombre sul soffitto, labbra dipinte di rosso che cercano di sopravvivere in una domenica qualunque. Viene quasi la voglia di fare l’amore con le poesie, che diventano carne nel crepuscolo di un giorno fatale.
E quindi, tornando a Bruce Lee, l’Arno di questa silloge, quel fiume che fluisce e trascina ogni cosa, che raccoglie lacrime irrequiete e riflessi di mura in apparenza invalicabili, ha preso la forma di un libro di trentotto liriche. Sta a noi decidere se vogliamo riaprirne gli argini, connettendoli con quelli della nostra anima.

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