“Audrey mia madre”: ritratto domestico di una donna semplice, familiare, comune e una splendida italiana di adozione

a cura di Marco Palagi

Diventa difficile, per me, parlare di un libro su Audrey Hepburn rimanendo imparziale… diciamo che ci sono diversi elementi positivi in questo volume.
Tra i tanti libri che ho letto su Audrey, sulla sua vita, sulla sua carriera, sul suo impegno umanitario con l’Unicef, poche volte ho avuto la possibilità di conoscere i dettagli della vita domestica della celebre attrice. Su tutti si parla sempre di “Colazione da Tiffany” oppure del suo Oscar ricevuto giovanissima per “Vacanze romane”, delle copertine patinate… ma mai eravamo venuti a conoscenza di come si comportasse Audrey tra le mura di casa, coi figli, i mariti e i compagni della sua vita. In questo libro Luca Dotti, il secondo figlio avuto dal secondo matrimonio con Andrea Dotti, psichiatra italiano, ci porta all’interno della vita domestica dell’attrice, dal suo rapporto coi figli a quello con la buona cucina italiana – e non solo. Perché tra le splendide immagini che ritraggono Audrey con le amiche e i parenti (250 fotografie), troviamo gustose ricette che lei stessa ha perfezionato nel corso degli anni o che, grazie alla cuoca, ha avuto la possibilità di provare. Ed è un viaggio meraviglioso quello che riusciamo a fare con queste pagine, perché veniamo colti e stravolti continuamente da una serie di emozioni, che vanno dalla fame – vedi tutte le ricette minuziosamente riportate – alla nostalgia, dall’ammirazione alla tristezza. Ma ciò che questo libro lascia nel profondo dei nostri cuori è la sensazione di aver vissuto per qualche ora insieme a Audrey Hepburn, aver assaggiato con lei quei gustosi piatti, guardato la tv con lei sul divano, curato il giardino svizzero a La Paisible che lei amava tanto, portato i figli a scuola o fatto la spesa al supermercato romano sotto casa. Audrey non era perfetta né tantomeno aveva una vita perfetta, per quanto le riviste o la vita da star possano far immaginare. Ha patito la fame della guerra, ha abbandonato i suoi sogni di diventare una ballerina, è passata attraverso due divorzi ma, nonostante tutto questo, è rimasta semplice, familiare, una donna comune e una splendida italiana di adozione. 

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