“Biloxi”: il sessantatreenne Louis e il suo cane

a cura di Marco Palagi

Cosa potrà mai succedere a un sessantenne in pensione, il cui padre è morto e la moglie lo ha lasciato?
E se facesse una deviazione per evitare l’ex moglie e finisse per adottare un cane, Layla?
Mary Miller è riuscita a costruire trecento pagine fondamentalmente su un uomo e il suo cane, una storia dolce sulle complessità della vita e delle relazioni.
Grande salto di qualità dell’autrice, a mio parere, dopo i precedenti “Happy Hour” e “Last Days of California”.
Uno di quei libri che ricominceresti subito daccapo.

“Papi”: un romanzo per chi vuol tentare la strada di una storia non convenzionale

a cura di Marco Palagi

È il mio secondo libri di NN Editore, dopo Kent Haruf, e comincio ad apprezzare sia la veste grafica sia la qualità dei testi scelti da questa casa editrice.
Come posso parlare di “Papi”. Beh, non è facile e il motivo si può già ricercare nella nota critica presente nell’aletta del libro: non dice niente, non racconta niente, sembra un libro senza senso e senza trama.
Quindi cos’è “Papi”?
“Papi” non può essere raccontato, posso scrivere dieci pagine senza necessariamente dirvi niente della trama.
Ma c’è una trama?
È un libro fuori dagli schemi, dallo stile asciutto, compatto, pulito ed estremamente scorrevole.
Una bambina è il narratore in prima persona del libro, la quale racconta la vita e le esperienze del suo papi, “imprenditore” in un settore non proprio edificante.
Non c’è da aspettarsi una narrazione infantile, bensì troverete raccontati eventi anche violenti, tragici, spesso volgari e il fatto che a parlare sia un’ingenua frequentatrice della scuola primaria rende la narrazione ancora più interessante e avvincente.
Cosa succederà ora?
Quante cose possiede Papi?
Sì, perché Papi ha tutto di tutto, un sacco di tutto, dalle automobili ai vestiti alle donne alle conoscenze… e la particolarità dello stile narrativo di Rita Indiana sta nella sua capacità di utilizzare la punteggiatura in modo, per me, sopra le righe. Pochi punti, molte virgole, periodi lunghi a dare respiro agli eventi narrati ma anche a togliere respiro al lettore, costretto a volte a prendere lunghe boccate d’aria per terminare una frase, pagina dopo pagina la lettura è ritmata, veloce, piena. Ma sta proprio qui uno dei punti di forza del romanzo, non c’era modo migliore per raccontare di Papi e della sua piccolina, così ingenua ma così attenta a ciò che le accade intorno. Consapevole, a volte anche troppo del lavoro del suo papà, ma figlia del suo eroe, il quale commette tanti sbagli, forse, ma ai suoi occhi, come agli occhi di ogni figlia verso il padre, resta un uomo ricco di pregi e dai difetti trascurabili.
Che altro. Ci sono un sacco di personaggi, alcuni di rilievo, altri dimenticabili e non tanto funzionali alla storia, inseriti all’interno di una struttura che pare farraginosa e sconclusionata, ma che a lettura terminata presenta una struttura ben delineata dalla scrittrice, la quale dà solo l’idea di aver scritto di getto senza una successiva revisione, ma il lavoro in “pre e post-produzione” è palesemente presente.
Onore al merito della traduttrice Vittoria Martinetto, che ha realizzato un ottimo lavoro del quale ne parla in calce al romanzo.
“Papi” è un romanzo che consiglio a chi vuol tentare la strada di una storia non convenzionale, scritta in modo non convenzionale con un taglio emotivo, dato dalla narrazione in prima persona, particolarmente vincente.

“Le notti dell’alchimista”: il Munaciello, uno spiritello deformato e malvagio…

dalla redazione di Fuliggine

Il giovane autore di cui sto parlando è Raffaele Longo, un avvocato appassionato di fantasy che ha svolto diversi studi su alcune figure storicamente esistite ma dimenticate nel tempo.
Protagonista del suo racconto è infatti Girolamo Chiaramonte, un alchimista siciliano del ‘500/’600, realmente esistito, famoso per il suo Elixir Vitae.
Nel racconto incontrerà una figura appartenente al folklore napoletano, il Munaciello, che si dice essere uno spiritello deformato e malvagio, che infesta le case per vendicarsi di coloro che lo hanno fatto soffrire in vita.
Personaggio, a mio parere, perfetto per la situazione che si crea con il protagonista e ben descritto nel suo essere dispettoso e cattivo, essenziale per una riflessione sulla società di quel tempo e di oggi.

Continua a leggere sul sito

Acquista il libro in versione cartacea o in versione e-book

12 ottobre: Cosa accadde oggi

Alle 2 del mattino di venerdì 12 ottobre 1492 Cristoforo Colombo arriva nelle Americhe con le sue navi La Nina, La Pinta e la Santa Maria.
Colombo pensava di essere da tutt’altra parte e morì convinto di aver scoperto le Indie, solo Amerigo Vespucci riuscì a intuire che in realtà l’esploratore genovese aveva scoperto un nuovo continente. E le Americhe, nello specifico gli Stati Uniti, tra 22 giorni eleggeranno un nuovo Presidente e ci auguriamo tutti che gli americani facciano una scelta assennata e ben ponderata.

Nel 1946 L’Italia adotta l’Inno di Mameli come inno nazionale provvisorio che in realtà si chiamava “Canto degli italiani”.
Il canto, che tutti chiamano “Fratelli d’Italia”, dall’aria orecchiabile e dai versi complessi, nacque a Genova nel settembre del 1847 alla vigilia dei moti insurrezionali dell’anno successivo. Solo nel 2017 Fratelli d’Italia divenne l’inno ufficiale italiano. Meglio tardi che mai!
Il testo fu scritto dal giovane studente mazziniano Goffredo Mameli, che morì due anni dopo durante la difesa della Repubblica Romana. La musica la scrisse nel novembre 1847 il musicista e patriota Michele Novaro.
Mazzini contestò l’Inno di Mameli accusandolo di essere “poco marziale” e con un testo troppo semplicistico.
Mazzini chiese a Mameli di scriverne uno nuovo e a Verdi di musicarlo ma nemmeno la nuova opera lo convinse del tutto.

“Requiem per Ofelia” esplora lo sconforto totale e la ripresa di se stessi

dalla redazione di NotOnlyBooks

Vi sono mai capitati momenti o periodi di sconforto totale? Momenti in cui non credevate di sapere più chi foste, momenti in cui c’erano solo dubbi e zero risposte?
“Requiem per Ofelia” esplora proprio un momento del genere, lo sconforto totale e la ripresa di se stessi. Ofelia è una donna come tante. Attraverso un lungo sogno, che diventa un vero e proprio viaggio, analizza tutti i suoi dubbi e le sue incertezze, fino a ritrovare la forza per rimettersi in gioco, ritrovarsi e riscoprirsi, e, finalmente, apprezzare se stessa. Incontra tanti personaggi, alcuni assurdi, altri molto comuni, che le regalano spunti di riflessione, da cui partire per imparare a comprendersi.

Continua a leggere sul sito

Acquista il libro in versione cartacea o in versione e-book

Intervista a Giuseppe Vallerini, autore di “Il Vento e il suo campione”

dalla redazione di Mamma Book Italia’s Blog – A cura di Sonia Dado

Nella tragedia greca Euripide ha introdotto il deus ex-machina, che ala fine interviene a sistemare la sorte dell’eroe. Un concetto che mi ha sempre affascinato, non solo perché afferma la superiorità del caso sulla divinità, ma anche e soprattutto per la sua imprevedibilità.
Questa imprevedibilità caratterizza la magia, i talismani, le streghe, la possibilità stessa dell’impossibile.
Oppure se – come Giuseppe Vallerini ne Il Vento e il suo Campione -, guardiamo ad un grande classico quale Il Conte di Montecristo di Dumas, allora questa imprevidibilità che dà colore alla vita  la troviamo personificata nell’abate Faria, sotto forma di salvezza.
Siete pronti a conoscere il vostro abate Faria? O l’avete già conosciuto?
Ho il piacere di condividere con voi l’intervista all’autore di questa favola – romanzo di formazione.

Continua a leggere sul sito

Acquista il libro in versione cartacea o in versione e-book