“Quando salgono le Ombre” di Gabriella Pison: un libro travolgente e ricco di mistero

a cura della redazione di LibridiAngy

Travolgente.
Questo è l’aggettivo che ritengo più calzante.
Un libro ricco di mistero, il lettore non riesce pienamente a capire, se non in dirittura d’arrivo, cosa si cela dietro a tutte queste vicende e scoperte sconvolgenti.
Un storia completamente ignota si rivela improvvisamente nel piccolo villaggio di Auen, sconvolgendo gli equilibri dei compaesani, ma soprattutto dell’investigatore Fritz. Mi sono spesso immedesimata nell’anziano protagonista e la cosa mi ha sia affascinata che turbata, ma allo stesso tempo divertita.  

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“Requiem dal buio e dal frastuono” di Alessandro Izzi: una silloge che parla ai vivi della vita

dalla redazione di I Libri di Mompracen – A cura di Sandra Cervone

Quasi una Missa pro defunctis in 34 canti e due appendici la prima raccolta di versi di Alessandro Izzi, pubblicata da Giovane Holden ed intitolata Requiem dal buio e dal frastuono.
Un’opera delicata e complessa al tempo stesso che cattura e induce a riflettere. Non una tradizionale “preghiera per i morti”, bensì una silloge che parla ai vivi della vita, che parte cioè da un lutto ma per indicare un percorso di risalita, di ritorno alla luce.
Sicuramente una celebrazione laica che si nutre di speranza, di umanità, di solidarietà e condivisione del soffrire. L’Amen, infatti, non diventa il modo consueto di chiudere un cerchio, ma apre a nuove ed infinite possibilità.

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“Il vizio delle cose pure” di Simone Pangia, vincitore del Premio Bukowski 2020

a cura della redazione di Temporeale.info

È in libreria dal 31 ottobre ma già a giugno si era fregiato del premio nazionale “Bukowski”. Già quello fu un record. Ma Simone Pangia, per quindici anni apprezzato e scrupoloso collega, è abituato a queste imprese letterarie. La sua ultima fatica, “Il vizio delle cose pure”, attende ora i dovuti riscontri del grande pubblico che sicuramente non tarderanno ad arrivare per consolidare anche l’ottimo rapporto che il 43enne funzionario del comune di Formia e responsabili dei servizi sociali e delle biblioteche comunali ha instaurato da tempo con una casa editrice, “Giovane Holden”, che storicamente è una fucina di giovani talenti. E Simone è uno dei questi, già da quando, coltivando la sua grande passione che è sempre stata la scrittura, nel 2008 pubblicò per Manni editore il romanzo breve “La Salita”.

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Video-intervista all’autore Simone Pangia

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“La bambina dagli occhi di ghiaccio” di Alessandra Boldini: una storia che ha del surreale

a cura della redazione di Book’s Fantasy World

Ossessione. Finché non l’ho finito, e lo ammetto anche dopo, ho continuato a pensare a questa storia. A queste storie. Alle vite distrutte, alla vittima che rimane in sordina, all’insensatezza, al male. Ho pensato anche a come deve essersi sentita Clara, completamente in balia delle sue visioni.
È una storia che ha del surreale, ma nemmeno del tutto. Sono rimasta incollata alle pagine per due giorni, non vedevo l’ora di sapere il finale e di conseguenza il significato di tutto.

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“Io, Lei, Manhattan”: un libro perfetto per un appassionato d’arte

a cura di Marco Palagi

Un soliloquio dell’autore sull’arte. Per un centinaio di pagine è monologo pregno di nomi di artisti dei quali manco conosci il nome e non sai se cercarli su Google o saltarli a piè pari e aspettare che prima o poi arrivi qualche pagina di reale narrazione.
Va preso atto che è una via di mezzo tra un memoir e un saggio. Non bisogna lasciarsi ingannare dal titolo. Non è un romanzo. È un libro perfetto per un appassionato d’arte.
La “lei” del titolo, la “lei” della copertina inganna il lettore che si aspetta semplicemente una donna, un’amante del narratore. Ma la “lei” non è Martha, la compagna di vita di Adam Gopnik, ma l’Arte in tutte le sue forme. Anche se sono certo che l’autore intendesse riferirsi a sua moglie.
Manhattan è fuori dalla finestra, è la vetrina spalancata sull’arte, è il quarto personaggio (se consideriamo anche Martha) che si manifesta in tutta la sua bellezza anni ’80.
Un libro faticoso, quando si perde a filosofeggiare sull’arte, ma per chi ama New York e la conosce e l’ha vissuta anche solo un pochino, ti fa venire solo voglia di cercare una stanza di nove metri quadri sull’Ottantasettesima Est.

“In punta di piedi d’estate” di Emilia Giorgetti: una fantasmagoria di personaggi

a cura di Marisa Cecchetti – Tellusfolio

Ambientato alla fine della prima guerra mondiale in una villa di campagna circondata da campi, viti, olivi e giardini, il romanzo ha la durata di un’estate.
Dopo sei anni di assenza fa ritorno per le vacanze estive Gemma, grande amica di Elena, la proprietaria della villa. Si sono conosciute ai tempi lontani del collegio, ed ora Elena è la moglie di Giorgio e madre di sette figli.
Intorno alla famiglia ruota una serie di personaggi – familiari e servitù, contadini che lavorano nei campi della proprietà insieme alle loro famiglie e agli animali, il prete, i nobili di una villa vicina, ma soprattutto i parenti che arrivano in campagna per sfuggire all’afa estiva.

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“Una dolce ostilità”: un romanzo sui sentimenti, sull’amore familiare

a cura di Marco Palagi

“Una dolce ostilità” di Marianne Kavanagh è un romanzo sui sentimenti, in particolare sull’amore familiare.
Eva e Kim sono due sorelle che vivono a Londra, abbandonate dai loro genitori mentre crescevano, con caratteri molto differenti l’una dall’altra affrontano a modo loro la vita.
Eva, la sorella minore, accetta chiunque incontri nella vita come un dono, Kim, la maggiore, rifiuta l’aiuto e prova risentimento per chiunque sembri privilegiato. Nella vita da adolescente di Eva arriva Harry e Kim sembra aver trovato quel “qualcuno” al quale destinare tutto il suo risentimento, soprattutto perché il ragazzo ha un lavoro molto remunerativo – e quindi è un privilegiato – e perché potrebbe portarle via la sorella. Harry sembra il ragazzo perfetto, ha tutto, un lavoro pagato benissimo nella City, un appartamento grande e moderno, una Porsche e in primis l’amore e il rispetto di Eva. Harry nel corso degli anni ci sarà sempre per lei, nei momenti felici e spensierati e in quelli più tristi, duri e pieni di ostacoli e Kim deve necessariamente accettare – seppur di malavoglia – quella presenza ingombrante, soprattutto quando Eva rimane incinta e, successivamente, si ammala. L’aiuto finanziario di Harry sarà determinante per la vita dell’adorata sorella di Kim, la quale nel frattempo cerca di far funzionare una relazione con Jake a dir poco disfunzionale.
“Una dolce ostilità” è, come detto, un romanzo sui sentimenti nel senso più ampio del termine, l’amore di due sorelle, l’affetto per un caro amico (Harry), l’amore per il lavoro, i figli, l’amore per se stessi.
Sebbene il romanzo fatichi a catturare il lettore nella prima parte, essendo un po’ prolisso e farraginoso, acquista ritmo dalla metà in poi e stimola una curiosità tale da invogliare il lettore a scoprire l’evolversi delle vicende, a cercare di capire perché Kim è così risentita verso Harry, a ipotizzare se tra Eva e il ragazzo c’è o ci sarà mai una relazione sentimentale… insomma, gli interrogativi sono molti.
Forse l’autrice avrebbe potuto fare qualche taglio qua e la, dare una direzione più precisa alla narrazione. I personaggi sono ben caratterizzati, anche se a volte non si fanno piacere molto, i dialoghi ben costruiti, la Kavanagh sorprende ma non per la qualità della sua narrazione che è costante nei suoi libri.
Ottimo finale, vi sorprenderà. 

“Prometto di sposarti ogni giorno”: vita va così di fretta che non si ha nemmeno il tempo di amare come si deve

a cura di Marco Palagi

Pedro Chagas Freitas torna dopo lo straordinario successo di “Prometto di sbagliare” e, mi perdonerete il gioco di parole, non ha minimamente sbagliato con questo nuovo libro. Il suo stile originale, privo di un’effettiva trama e caratterizzato principalmente da due soli personaggi, cattura e colpisce pagina dopo pagina, grazie a una narrazione fluida ed efficace, a descrizioni puntuali ed evocative. Ancora una volta scrive uno straordinario inno all’amore e sfido qualsiasi innamorato, uomo o donna, a non immedesimarsi nelle sue parole, a non fare propri quei sentimenti che impregnano le pagine, a non sentirsi (o volersi sentire) un po’ Pedro e un po’ Barbara. Ma c’è anche l’aspetto sofferto dell’amore nelle storie di Chagas Freitas, probabilmente è quello che lo rende così puro e reale, un amore forte e insuperabile che va oltre alla morte ma che allo stesso tempo è duro e fragile e faticoso.
“Prometto di sposarti ogni giorno” può essere letto come un lungo diario, magari anche una pagina al giorno, per assaporarlo lentamente, magari sottolineando qualche frase, leggerlo al proprio amato/a, perché vorremmo tutti essere grandi scrittori come Pedro, oltre che grandi amanti, ma spesso ci mancano le parole e la vita va così di fretta che non si ha nemmeno il tempo di amare come si deve. Ecco, prendetevi del tempo per leggere questo libro, nel silenzio della notte o ad alta voce insieme al vostro partner. Non vi deluderà.