Le voci della colpa e dell’amore: Schiani e i padri

di Lucia Valcepina

I lettori della Provincia lo conoscono come giornalista raffinato, ideatore dell’inserto culturale Stendhal e penna umoristica che, nella sua rubrica della Buonanotte, indaga fatti, vizi e idiosincrasie della nostra epoca. Tuttavia, in pochi sanno che, dietro al garbato Mario Schiani, si cela uno scrittore kafkiano. L’opera è ambiziosa, si confronta con grandi temi letterari e ha come scenario il luogo che, più di tutti, in questi mesi ha visto intrecciarsi le nostre esistenze: un ospedale, spazio liminare dove le esperienze si amplificano.

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“Vertigine vermiglia”: Intrigante, simbolico, intenso, avvincente…

dalla redazione di Convenzionali

Scrivere un buon giallo è come fare un gioco di prestigio. Ora la carta c’è, Caduto Saddam, nell’anno del Signore duemilatré, come del resto sempre avviene allo schianto d’ogni regime, si giunge alla resa dei conti, che spesso passa anche per violenze, soprusi, vendette, rivalse, riscatti, razzie, Remo è giovane. Fa l’impiegato. Ha una vita semplice. Normale. Tranquilla. Un giorno, all’improvviso, resta vedovo. Deve crescere sua figlia. Per farlo chiede aiuto alla madre. D’un tratto però Remo inizia a cambiare: se è vero che ciò che non uccide rinforza, lui sembra incarnare pienamente questo adagio, confermarlo e dimostrarlo al di là d’ogni ragionevole dubbio. Appare molto più deciso, sicuro, coraggioso, padrone di sé, del proprio destino e delle proprie scelte. Ma…

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“Ouro Preto”: È una storia lunga e dolorosa…

dalla redazione di Convenzionali

Scrivere un buon giallo è come fare un gioco di prestigio. Ora la carta c’è, Caduto Saddam, nell’anno del Signore duemilatré, come del resto sempre avviene allo schianto d’ogni regime, si giunge alla resa dei conti, che spesso passa anche per violenze, soprusi, vendette, rivalse, riscatti, razzie, saccheggi. Come quello perpetrato ai danni del Museo nazionale di Baghdad, scrigno ricolmo di tesori preziosi, infausta occasione che fa sì che un faccendiere arabo e un ufficiale americano intreccino i loro torbidi destini.

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“Quel dolce nome”: Scavalcare il tempo a cui siamo sottomessi, anche solo in forma di caso

di Claudio Calzana

Vien da pensare che non sia la colpa il tema prevalente dell’ultimo romanzo di Mario Schiani. Eppure, entro la cornice di una stanza d’ospedale, veniamo a sapere che il protagonista ha commesso qualcosa di innominabile e tremendo. I sanitari sono sbrigativi, i pazienti lo insultano, per tacer dei giornali, dove la vicenda ha larga eco. Sennonché proprio a lui, al diabolico reietto, gli altri personaggi si rivolgono per condividere grumi d’esistenza e riflessione. Il male incarnato apre uno spazio di confidenza in forma di monologo: il dottore, il vicino di letto, la figlia di questi, un’infermiera, tutti hanno una particolare eversione da condividere, un disordine speciale, una mania in traccia di codice o preghiera…

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“Panamericana”: Scrivere un buon giallo è come fare un gioco di prestigio

dalla redazione di Bosco dei Sogni Fantastici

Scrivere un buon giallo è come fare un gioco di prestigio. Ora la carta c’è, ora la carta scompare, la prospettiva cambia continuamente, quando sei convinto di aver capito tutto ecco che la storia cambia nuovamente e devi ripartire da capo.
L’autore riesce abilmente a confondere le carte fin dall’inizio: molti sospettati, un solo assassino: due coppie di coniugi, una tedesca e una spagnola, quest’ultima con figlio e una coppia di fidanzati di Roma.Come ogni buon giallista, l’autore non ci svela veramente tutto, tiene qualcosa per sè: legami inaspettati tra la vittima e figure che in un primo momento sembrano del tutto secondarie, moventi che si svelano all’improvviso. episodi chiarificatori che si dispiegano solo all’ultimo capitolo…

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Alessandro Bencini: “Così i racconti per i miei figli sono diventati una raccolta”

dalla redazione di Toscanaoggi.it

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Sembra di capire che questo sia un testo per i più piccoli ma che aspira ad attrarre anche i più grandi.
“Io lo spero. Non nego di essere un appassionato lettore di narrativa per ragazzi. Mi capita spesso di andare in libreria, di comprare un libro per i miei figli e di leggermelo prima di loro. La narrativa per i più piccoli parla e provoca anche gli adulti, perché nessuno può dire di aver concluso il proprio processo di crescita. Le sfide sono sempre quelle. Narrare di mondi e luoghi solo apparentemente lontani aiuta tutti ad entrare in contatto con la realtà. Questo testo aspira a questo orizzonte. Spero di esserci riuscito”.

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“Come, perché e comunque sia”: Un’idea maturata all’interno delle relazioni familiari

dalla redazione di Valdarno24.it

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“L’idea di scrivere questo libro – racconta – è nata dalle sere passate con i miei due figli. Dalle loro richieste e sollecitazioni. È l’aspetto che mi piace di più di questa nuova avventura. A volte capita che certi percorsi si sviluppino spontaneamente. Si parte scrivendo per gioco e poi ti trovi tra le mani qualcosa che secondo te vale la pena di condividere anche con altri. È andata proprio così. Ho iniziato a scrivere storie e filastrocche per le sere di Anna e Pietro. Il loro entusiasmo mi ha convinto ad andare avanti. Storia dopo storia, avventura dopo avventura, si è composto questo testo che ha visto la luce grazie alla professionalità e competenza di una piccola e brillante casa editrice, la Giovane Holden”.

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