“Il moro di Firenze”

Convenzionali

di Gabriele Ottaviani

La penitenza non l’è mai di bastanza…

Il moro di Firenze, Daniele Coppa, Giovane Holden. Quando in una sera di inizio Quattrocento rientra nella sua casa di Santo Spirito Filippo Bargelli, ricco e laborioso mercante fiorentino, non può immaginare che la storia stia per travolgerlo nelle vesti di un giovane moro venuto dalla Spagna, Asmodeo, che bussa ammaliatore alla sua porta per parlare di affari: ma… Una delle più radicate illusioni che gli uomini hanno è quella di essere in grado di poter controllare ogni cosa, anche, se non soprattutto, l’imponderabile: ma si sa, nulla è più ingannevole dell’apparenza. Maestoso.

View original post