Perché la Luna sembra più grande sull’orizzonte?

Capita spesso di notare come la Luna appena sorta o al tramonto sembri molto più grande di quando si trovi alta nel cielo. Ma è solo un’illusione. L’occhio viene beffato dal confronto tra la sfera luminosa e le silhouette del nostro orizzonte: in questo modo la Luna appare più lontana, misurata su palazzi, alberi, montagne che si ergono appena sul filo dello skyline, molto distanti da noi. Una volta superati questi oggetti, il nostro satellite ci sembra più vicino e dunque, poiché le sue dimensioni reali non variano, molto più piccolo. Ma volete vedere una Luna davvero gigantesca? Scattatele alcune foto con un potente teleobiettivo appena sorge: avrete l’impressione di poterla toccare!

In pellegrinaggio nel Tempio dell’amore

Non c’è tradizione del Kâma Sûtra che non sia arricchita da immagini tratte dai templi indiani di Khajuraho. Un esempio unico e per certi versi inimitabile dell’arte e dell’architettura religiosa indiana. Nel iv o v secolo Vatsyayana compilò, sulla base delle esperienze vissute dalle cortigiane templari, il celebre Trattato del desiderio induista. Le regole dettagliate suggerite da quest’opera che si propone di insegnare a far bene l’amore sono la didascalia ideale per le immagini delle sculture erotiche che adornano le pareti esterne dei templi di Khajuraho: figure di uomini e donne si fondono e intrecciano con movenze curiose e affascinanti.

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Una volta all’anno è lecito… impazzire!

Carro di 1° categoria Carnevale di Viareggio

Oscar Wilde, un uomo che in fatto di estetica la sapeva lunga, scriveva: Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero… Dunque, bando all’ipocrisia e alle false intenzioni. Di fronte a migliaia di persone e maschere riunite in un’unica grande festa, non possiamo che ottenere un concentrato dirompente di sincerità: il Carnevale.
Lo sanno i carristi di Viareggio con i loro mastodontici politici: a Carnevale la sincerità evade dall’ordinaria cortesia del quieto vivere; dove non arrivano i giornali e le chiacchiere da talk-show, quelle sole due settimane banchettano allegramente alla faccia di qualsiasi ordine precostituito. O almeno così era in origine, nei giorni in cui il re era sbeffeggiato dal popolo e i signori riverivano i servi, dato che semel in anno licet insanire: una volta all’anno è lecito impazzire.

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La vita è meravigliosa!

George Bailey è un uomo che ha passato tutta la sua vita al servizio del prossimo in una piccola cittadina di provincia. La vigilia di Natale, però, suo zio Billy perde una grossa somma di denaro, di vitale importanza per salvare la loro cooperativa edilizia, ereditata dal padre. Infatti, il cinico e spietato capitalista Potter vuole mettere le grinfie sulla loro attività e non si fermerà davanti a nessuno. Nemmeno a Natale. George, disperato, decide di uccidersi gettandosi da un ponte, in modo che l’assicurazione sulla vita copra i debiti. Viene salvato da un ’aspirante’ angelo, Clarence, che deve compiere una buona azione per meritarsi le ali. Comincia così un viaggio onirico-realistico durante il quale Clarence mostra a George come sarebbero andate le cose se lui non fosse mai nato. Attraverso questa sofferta rimembranza George riacquista speranza e grazie all’aiuto degli amici e dei vicini trova una via d’uscita evitando la bancarotta. Sarà una dura lotta ma il Natale porterà nuovamente speranza e gioia nella sua casa.
La storia narrata è quella di un uomo comune, una di quelle persone semplici di cui oggi sentiamo molto la mancanza, ormai soppiantate da personaggi in cerca di gloria e celebrati di per sé.

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Perché il 25 dicembre è Natale?

Perché in quel giorno si celebra la nascita Gesù Cristo, che domande! Risposta esatta, ma solo in parte.
La festa cristiana affonda infatti le proprie radici nel paganesimo, esattamente nel culto del Sole Invincibile: si tratta di una divinità latina che condivide molto con altre figure celesti orientali come Mitra ed Helios, le cui caratteristiche sono poi passate al Redentore. Celebra il Sole al solstizio d’inverno, quando finalmente la luce riconquista il giorno e le notti iniziano a farsi più brevi. Luce e buio, bene e male, salvezza e dannazione: tutto lo sfavillare delle decorazioni natalizie per sconfiggere le tenebre. Volete toccare con mano? Con apposti software potete calcolare quando cadeva il solstizio d’inverno di duemila anni fa… esattamente tra il 24 e il 25 dicembre.

Che cosa sono i segni zodiacali?

Si tratta delle costellazioni che si trovano sull’eclittica, cioè sul cammino apparente del Sole in cielo. Appartenere per esempio al Capricorno, significa che nel giorno in cui si è nati il Sole sorge nel punto dell’orizzonte dove, appena prima dell’alba, è visibile la costellazione del Capricorno, che poi scomparirà nella luce abbagliante dell’astro. In realtà, chi ai nostri giorni nasce tra dicembre e gennaio, nel giorno del proprio compleanno vedrebbe sorgere il Sole nel Sagittario: lo zodiaco come lo intendiamo oggi è stato infatti codificato circa 2000 anni fa e tale è rimasto, non tiene cioè conto della precessione degli equinozi, ovvero del movimento oscillatorio dell’asse terrestre che ‘ha spostato’ tutto il sistema delle costellazioni all’indietro.

La cometa della Natività è davvero esistita?

In realtà le Sacre Scritture non parlano di comete. Soltanto Matteo (II, 1-2) fa cenno a una stella che, sorgendo e innalzandosi fin sopra il luogo dove nacque Gesù, avrebbe indicato così la via ai Magi. C’è chi dice che la coda fu aggiunta a partire dal XII secolo, quando Giotto rimase affascinato dalla cometa di Halley e la dipinse nell’azzurro della cappella degli Scrovegni, proprio sopra il tetto della capanna. In seguito si è provato a identificarla con la stessa Halley, apparsa nel nostro emisfero nell’ottobre del 12 a.C., o con un’altra misteriosa cometa senza nome che le cronache cinesi menzionano intorno al 4 a.C. Ma in fin dei conti, poco importa se il cielo della notte del 24 dicembre anno zero fosse effettivamente più brillante del solito: nessuna delle statuette del vostro presepe si perderà nell’ostinazione di sterili calcoli, la luce che interessa loro si è già fatta uomo.