“Odio comandato”

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di Gabriele Ottaviani

Odio comandato, Luca Pellizzoni, Giovane Holden. Nell’inverno del millenovecentoquarantaquattro sulle montagne piemontesi un gruppo di partigiani tende un’imboscata a una formazione di SS: il crudele maresciallo nazista obiettivo dell’azione però sopravvive e, ferino, va coi suoi all’inseguimento dei guerriglieri. Su un altopiano remoto pertanto si consuma il tragico rito di uno scontro estremo e inumano, in cui c’è solo un petalo di purezza, la piccola Sara, resa muta da un dolore troppo grande, rimasta coi nonni tra i monti innevati. E… Splendido.

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di Gabriele Ottaviani

Odio comandato, Luca Pellizzoni, Giovane Holden. Nell’inverno del millenovecentoquarantaquattro sulle montagne piemontesi un gruppo di partigiani tende un’imboscata a una formazione di SS: il crudele maresciallo nazista obiettivo dell’azione però sopravvive e, ferino, va coi suoi all’inseguimento dei guerriglieri. Su un altopiano remoto pertanto si consuma il tragico rito di uno scontro estremo e inumano, in cui c’è solo un petalo di purezza, la piccola Sara, resa muta da un dolore troppo grande, rimasta coi nonni tra i monti innevati. E… Splendido.

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“I racconti del viandante solitario”

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di Gabriele Ottaviani

I racconti del viandante solitario, Emanuele Venturi, Giovane Holden. Prendendo le mosse da alcune delle vicende più significative e iconiche di varie e variegate tradizioni letterarie, Venturi dà alle stampe un’antologia che è un grande e riuscito atto d’omaggio all’immaginazione, alla fantasia, al potere salvifico e alla necessità della bellezza, della letteratura, della parola, alla celebrazione del comune sentire di essere umani.

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I racconti del viandante solitario, Emanuele Venturi, Giovane Holden. Prendendo le mosse da alcune delle vicende più significative e iconiche di varie e variegate tradizioni letterarie, Venturi dà alle stampe un’antologia che è un grande e riuscito atto d’omaggio all’immaginazione, alla fantasia, al potere salvifico e alla necessità della bellezza, della letteratura, della parola, alla celebrazione del comune sentire di essere umani.

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“Scandalo in Val Gardena”

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di Gabriele Ottaviani

Scandalo in Val Gardena – Nessuno resterà impunito, Clambagio, Giovane Holden. Tutta la comunità si vergogna di lui, e nessuno vuole averci a che fare. Il suo nome rimbalza di bocca in bocca più di quanto non faccia l’eco in quella splendida valle dolomitica. Eppure lui è solo un bambino. Ma sono gli anni Cinquanta, e lui è illegittimo. Solo l’amore immenso della madre gli dà la speranza di un futuro, un futuro che però lei, la bella e intrepida Katharina, non conoscerà. E quando una mano provvidenziale salva il ragazzo dalla tragedia, non sa di aver innescato una vera e propria bomba a orologeria… Edmond Dantes abita in Cadore, e ha più sete di giustizia che mai: da leggere.

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Scandalo in Val Gardena – Nessuno resterà impunito, Clambagio, Giovane Holden. Tutta la comunità si vergogna di lui, e nessuno vuole averci a che fare. Il suo nome rimbalza di bocca in bocca più di quanto non faccia l’eco in quella splendida valle dolomitica. Eppure lui è solo un bambino. Ma sono gli anni Cinquanta, e lui è illegittimo. Solo l’amore immenso della madre gli dà la speranza di un futuro, un futuro che però lei, la bella e intrepida Katharina, non conoscerà. E quando una mano provvidenziale salva il ragazzo dalla tragedia, non sa di aver innescato una vera e propria bomba a orologeria… Edmond Dantes abita in Cadore, e ha più sete di giustizia che mai: da leggere.

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“Testimone!”

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di Gabriele Ottaviani

Testimone! – Epistolario al tempo del Coronavirus, Anna Maria Zanchetta, Giovane Holden. Il tempo sospeso, l’incertezza, la paura, la tensione, l’impressione, lo sconcerto, la destabilizzazione: tutto questo e molto altro ancora è ciò che abbiamo vissuto e che per certi versi ancora stiamo vivendo, anche se la resilienza e la capacità d’adattamento sono forse le più risolutive caratteristiche dell’essere umano da quando l’inimmaginabile e l’impensato sono diventati reali, da quando gli abbracci ci sono stati preclusi, e i sorrisi si sono coperti di mascherine, a difesa da un nemico infido, esiziale, invisibile. Zanchetta dà voce alla fragilità della condizione umana con parole liriche e intense, gravide di senso e memoria, perché è innato nell’uomo il desiderio di far sopravvivere traccia tangibile del suo passaggio nel solido monumento della memoria.

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“Testimone!”

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Testimone! – Epistolario al tempo del Coronavirus, Anna Maria Zanchetta, Giovane Holden. Il tempo sospeso, l’incertezza, la paura, la tensione, l’impressione, lo sconcerto, la destabilizzazione: tutto questo e molto altro ancora è ciò che abbiamo vissuto e che per certi versi ancora stiamo vivendo, anche se la resilienza e la capacità d’adattamento sono forse le più risolutive caratteristiche dell’essere umano da quando l’inimmaginabile e l’impensato sono diventati reali, da quando gli abbracci ci sono stati preclusi, e i sorrisi si sono coperti di mascherine, a difesa da un nemico infido, esiziale, invisibile. Zanchetta dà voce alla fragilità della condizione umana con parole liriche e intense, gravide di senso e memoria, perché è innato nell’uomo il desiderio di far sopravvivere traccia tangibile del suo passaggio nel solido monumento della memoria.

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“Sudd”

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di Gabriele Ottaviani

Sudd, Santo Triolo, Giovane Holden. Rosario Patanìa, detto Saro, all’apparenza un cittadino più che modello, ma noto per far parte di una cosca, tutto d’un tratto si è spinto dal suo paesello siculo fin su a Bologna: come mai? L’ispettore Robert Iarach non sa farsene una ragione, e la faccenda gli rode come un tarlo la serenità, tanto più che all’improvviso il morto ci scappa davvero, per giunta proprio quello che parrebbe essere un morto di mafia. E così Iarach dovrà fare il percorso inverso di Saro, per giunta sotto mentite spoglie, alla ricerca della verità… Brillante e piacevole.

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“Ritorno a Lissonum”

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di Gabriele Ottaviani

Ritorno a Lissonum, Annalinda Buffetti, Giovane Holden. Andrea Fossati, editor quarantenne trasferitosi da anni a Milano, eredita una casa alla periferia di Lissone dallo zio paterno, personaggio schivo e un po’ grigio ma noto come grande bibliofilo. Definizione che ad Andrea appare a dir poco riduttiva quando varca la soglia della magione e la scopre strapiena di migliaia di volumi di ogni genere, accatastati ovunque, una collezione eccezionale e certamente di grande valore, che tuttavia per essere ordinata richiede un lavoro immenso. Andrea decide di affrontarlo. Conoscere la biblioteca di un uomo del resto significa, in una certa misura, conoscerne l’animo, ma Andrea scoprirà, nel tempo lungo della sua permanenza in Brianza, molto più di sé che non del resto, assai più di quanto potesse anche solo lontanamente immaginare. C’è poi un altro passato che preme alle pendici della sua coscienza, quello della Lissonum trecentesca…

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