“Adelmo Petrolo Portinari”

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di Gabriele Ottaviani

Adelmo Petrolo Portinari, Giancarlo Cotone, Giovane Holden. Figura misterica, Adelmo Petrolo Portinari, tra ironia e sogno, è il perno attorno al quale ruota questa silloge di delicati racconti in cui l’autore indaga la cognizione del dolore e la condizione umana, la sua innata fragilità, il desiderio di scoperta, il bisogno d’amore, lo scorrere inesorabile del tempo, il sapore dolceamaro della nostalgia: le persone che amiamo non dovrebbero lasciarci mai, ma è nella natura, e in effetti è nella persistenza del loro ricordo – assenza, più acuta presenza… – che si espleta un’immortalità che mette a tacere i più paurosi fra i demoni, quelli interiori. Da non perdere.

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“Poesie… per non dormire”

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di Gabriele Ottaviani

Poesie… per non dormire, Eleonora Monti, Giovane Holden. La notte si annuncia con lo svanire lento della luce, che tesse una trama di sogno e irrazionale oblio, una fascinazione gotica che permette agli animi più sensibili di penetrare il mistero dell’inconoscibile: con andamento lirico e suadente Monti dà voce al senso più autentico, oscuro, spaventoso e destabilizzante dell’esistenza.

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“Poesie dal fondo del bicchiere”

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di Gabriele Ottaviani

Poesie dal fondo del bicchiere, Pietro Paolo Imperi, Giovane Holden. L’amore dà ebbrezza e sbigottimento, è creatura proteiforme dai molti vizi e dalle numerosissime virtù, che punteggiano e condizionano il vivere dell’uomo nella sua interezza, tra strazio e mistero, ferite risanate e speranze malriposte: Imperi fa delle sue parole un vivido compendio di carne e sangue, emozioni e sensazioni, che regalano estro e pace, consapevolezza e protezione, condivisione e cura. Da leggere.

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“Marina F.”

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di Gabriele Ottaviani

Marina F. – Eutanasia di un amore, Marina Di Dio, Giovane Holden. Marina Fabiano è una giovane studentessa modello al terzo anno di medicina, che con amore accudisce l’adorato padre, Concetto, che è malato in modo gravissimo e senza speranza alcuna. Vivono nella loro casa, a Catania, in via Francesco Riso, a pochi passi, quasi si trattasse di un presagio di quanto dovranno patire, dal Palazzo di Giustizia. Da mesi preda di atroci e sempiterni dolori, il padre prega la figlia di ucciderlo e finalmente, il ventisette di maggio di quarantanove anni fa, Marina cede. Dopo qualche resistenza, confesserà: da lì il processo, il carcere, la libertà una volta pagato il fio. Fin qui è realtà storica, ma Marina Di Dio, avvocato catanese, che ha conosciuto Marina Fabiano dalle parole del suo maestro, dà vita a un nuovo finale per una tragedia che tocca le…

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“La casa del melograno”

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di Gabriele Ottaviani

La casa del melograno, Simona Bertocchi, Giovane Holden. Verde e rigoglioso, dai bei vermigli fior, il melograno domina il giardino di casa Martini, nella Firenze ottocentesca e risorgimentale, e fa ombra a generazioni di donne e uomini, ai loro valori, ai loro sogni, alle loro speranze, alle loro azioni e reazioni, alle loro passioni, alle loro emozioni: Bertocchi dà alle stampe un mirabile, policromo e polifonico affresco umano e storico, affascinante, coinvolgente, convincente e potente, da non perdere per nessuna ragione.

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“Racconti biondi di un biondo dentro”

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di Gabriele Ottaviani

Racconti biondi di un biondo dentro, Ilarione Loi, Giovane Holden. Non v’è colore che dia più luce, che più incarni bellezza, originalità, stupore, che conferisca anche a quanto appare più banale un tocco di straordinaria vivacità, come quella dei racconti qui raccolti, brillanti metafore di uno sguardo disincantato attraverso il cui filtro la realtà si manifesta in tutta la sua paradossale complessità. Da leggere.

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“Greensleves”

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di Gabriele Ottaviani

Greensleeves, Maurizio Secchi, Giovane Holden. Abraham è solo in apparenza un giovane uomo come tanti, in realtà le cicatrici lasciategli nel corpo e nell’anima dal suo passato sono ancora dolenti e determinano tormentose conseguenze: del resto Citizen Kane docet, una delle maledizioni peggiori che si possa infliggere a un uomo è la memoria, e Abraham, abbandonato dalla madre all’età di tre anni, un rapporto quasi inesistente con il padre, la perdita di un amico a causa di un incidente provocato da un ubriaco e il suicidio della sua prima fidanzata, Jasmine, impiccatasi nella sua camera da letto, incapace di gestire tutto questo dolore, vaga per la vita come un’anima in pena. Ma… Intenso.

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“I cacciatori di Lieto Fine”

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di Gabriele Ottaviani

I cacciatori di Lieto Fine, Sara Benedetta Levi, Giovane Holden. Non tutte le vicende umane hanno un lieto fine, eppure la speranza che non ci abbandona mai di una serena ricomposizione d’ogni cosa, nonostante la sua evidente irrazionalità, e che determina il nostro immaginario collettivo, condizionando illusioni e scelte, ha un peso decisivo nella quotidianità: in questa riuscita raccolta d’esordio gli otto credibili personaggi di Levi, ognuno con almeno un tratto riconoscibile per ciascuno, che agevolmente può così immedesimarsi, si confrontano con le mille e più sfaccettature dell’amore, di cui del resto sappiamo solo che è tutto, null’altro distratti dalle interconnessioni di tempo e spazio in cui può sfociare un’emozione. Brillante, intenso, grazioso.

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“Luce sinistra in hospice”

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di Gabriele Ottaviani

Luce sinistra in hospice, Francesco Grano, Giovane Holden. A Santa Marta il decesso, nel reparto hospice dell’ospedale locale, di un’anziana donna, malata terminale, viene subito catalogato come morte naturale: tuttavia una onlus che, improvvisamente, vede sfumare un grosso lascito testamentario a suo favore, presenta una denuncia e induce i carabinieri ad aprire un fascicolo di morte sospetta. E… Ricco di livelli di lettura, chiavi d’interpretazione, spunti di riflessione, brillante, coinvolgente e ad altissima tensione.

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