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S02E28 Podcast Vitamina L: Alberta Pungetti e “Il pozzo degli assassini”
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Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni.
Ogni lunedì alle ore 18 intervista a un Autore per parlare del suo libro e non solo.
L’Autore risponde, inoltre, anche a 5 domande tratte dal Questionario di Proust.
“Quando salgono le Ombre” di Gabriella Pison: presenze inquiete si fanno spazio tra le pagine del libro
“Voce minore. Pietre” di Lucilla Chiaradia: poesie che narrano la propria vita e la rinascita
“L’hotel delle cose perdute” di Maria Vittoria Fariselli: una breve ma molto intensa storia
“L’ultima rosa di aprile” di Simona Bertocchi: un romanzo storico emozionante, dove amore e arte si fondono completamente

a cura di septemliterary.altervista.org
“L’ultima rosa di aprile” è un romanzo storico con una vena poetica e romantica che ti incanta fin dalle prime pagine, dove si esalta la bellezza e l’amore, ma senza tralasciare la parte storica in cui è ambientato: Firenze del XV secolo, la culla del rinascimento italiano, uno dei periodi più fiorenti in campo artistico del nostro paese.
Simona Bertocchi ha scelto di raccontare una delle donne più enigmatiche della storia, ovvero Simonetta Cattaneo Vespucci, entrata nel mito grazie al dipinto “la Venere” di Botticelli e di cui si hanno pochissime informazioni sulla sua vita privata.
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“Anonimi eroi” di Luca Novara sulla stampa di Torino
“Sotto la città e altre storie” di Stefano Frigieri: una raccolta di racconti frizzante e ben curata nei dettagli
a cura della redazione di scrittorindipendenti.com
Sotto la città e altre storie è un’antologia di racconti di Stefano Frigieri.
Recensirlo devo dire che è stato gradevole, anche perché a dire la verità, amo il genere horror – si intende – se è scritto bene. Ma ora veniamo a noi e parliamo dei dieci racconti, uno completamente diverso dall’altro.
La prima cosa che mi è saltata agli occhi, nonché alla mente, è stata la fluidità della scrittura. Mi sembra giusto specificare, che lo stile semplice e realistico mi ha introdotto d’amblée a ogni racconto, ai periodi ben ordinati e soprattutto ben delineati in ogni loro parte, senza errori, senza perifrasi inutili che avrebbero potuto appesantirne la scorrevolezza.
L’autore si è rivelato molto accorto nella ricerca dei periodi storici, non commettendo incongruenze, che molto spesso troviamo negli sbalzi temporali o i cosiddetti Flashback di cui sono amante.
Ho apprezzato la serietà con la quale l’autore racconta con competenza adeguata, ma senza strafare per dimostrare al lettore: “Vedi quanto sono bravo?”. Un’umiltà che ammiro molto negli autori.
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“La via della femmina morta”
di Gabriele Ottaviani
Rimase così, in quella posizione, prostrato d’innanzi alla sacra immagine, pregando per lungo tempo sperando e confidando in una benevola decisione nei suoi confronti e nei confronti della sua amata, ma non fu così.
La via della femmina morta, Paolo Celin, Giovane Holden. Che la nostra cultura sia gravida di retaggi fondamentalmente patriarcali è un dato di fatto purtroppo, così come quello che determina l’assenza di una reale parità di genere a tutti i livelli: nella nostra società anche la toponomastica è una disciplina che parla per lo più al maschile, sono decisamente pochi nomi di donne anche eccellenti che vengono celebrati a imperitura memoria attraverso le targhe delle vie, delle strade, delle piazze, dei corsi, delle calli delle nostre città. Di fondamentale importanza è anche ricordare tutte le vittime di quell’orrore quotidiano che è la violenza sulle donne in quanto tali, solo perché donne:…
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“Viandante comunque straniero”
di Gabriele Ottaviani
Ho scelto un terreno fertile e in fiore per seppellire grato i nomi da me scolpiti…
Viandante comunque straniero, Pierluigi Gronchi, Giovane Holden. Il percorso dell’esistenza è una strada impervia, spesso piena di ostacoli, difficile a percorrersi, in cui ci si può imbattere in ogni genere di imprevisto e si può fare ogni tipo di incontro: il poeta, con la sua sensibilità, rischia di trovarsi sempre fuori posto, di sentirsi inadeguato al contesto, di rispecchiarsi in una realtà in cui non si riconosce, che non gli corrisponde. L’intensa silloge poetica di Gronchi racconta con raffinata maestria questo senso di alterità aprendo anche alla dimensione dei ricordi e definendo in modo mirabile e avvincente, in cui ognuno può riconoscersi, il vivido affresco della personalità poetica dell’autore e della fragile condizione umana. Da non perdere.












