“Il pozzo degli assassini”

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di Gabriele Ottaviani

La verità si stava svelando poco a poco.

Il pozzo degli assassini, Alberta Pungetti, Giovane Holden. Ricco di riferimenti, classico e solido nell’impianto ma comunque assai originale, brillante, avvincente, convincente e coinvolgente, il romanzo narra del ritrovamento di una giovane donna orribilmente ferita: le indagini sul caso di questa sconosciuta priva di documenti che, operata d’urgenza, giace in coma, prendono le mosse, poiché priva delle abituali ferite da difesa, dalla cerchia delle persone a lei più vicine, che ne tratteggiano però un ritratto che ha ben poco a che fare con l’identikit di una vittima. Tutti, dunque, potrebbero avere almeno un movente, e alla bellezza raffinata della Costa Azzurra fa da contraltare il torbido gomitolo di ossessioni che connotano le anime umane: intenso.

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S02E27 Podcast Vitamina L: Maria Vittoria Fariselli e “L’hotel delle cose perdute”

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Vitamina L raccoglie i contenuti degli Autori della casa editrice Giovane Holden Edizioni
Ogni lunedì alle ore 18 intervista a un Autore per parlare del suo libro e non solo.
L’Autore risponde, inoltre, anche a 5 domande tratte dal Questionario di Proust.

Per saperne di più…

Il bisogno di leggere e nutrirsi di storie non morirà mai!

A distanza di un anno dal primo lockdown del 12 marzo 2020, che fece registrare la chiusura delle librerie residenziali per due mesi, e in un presente ancora incerto, Giovane Holden, nel mese tradizionalmente dedicato ai libri e al diritto d’Autore, desidera lanciare un messaggio di speranza.

Nonostante l’Editoria abbia subito perdite rilevanti nei primi quattro mesi del 2020, è pur vero che secondo un rapporto dell’aie le vendite dei libri nel corso dello stesso anno sono aumentate del 2,4% rispetto al 2019: se il cartaceo ha segnato un lieve incremento grazie alle piattaforme online, gli ebook hanno invece segnato un incremento del 27%.

Giovane Holden, come molte case editrici italiane, ha investito nella promozione dei propri libri online: dalle presentazioni dei libri, alle premiazioni dei nostri premi letterari, al nostro Podcast Vitamina L. E se Giovane Holden è ancora qui, fiera e pronta a immettere sul mercato tante belle uscite è merito dei lettori che hanno acquistato i nostri libri. Per questo a tutti voi va il nostro grazie!

Come scriveva Michel Houellebecq, e in questo difficile momento che stiamo vivendo lo è ancora di più: “Vivere senza leggere è pericoloso, ci si deve accontentare della vita, e questo comporta notevoli rischi”. Nella speranza che la pandemia possa avviarsi a conclusione, il vaccino letterario di cui possiamo fruire e che permette alla nostra mente di liberarsi dalle preoccupazioni quotidiane è disponibile subito e senza alcuna limitazione: il libro! Non servono richiami annuali, patentini o punture intramuscolari, le somministrazioni sono illimitate e si registrano esclusivamente effetti collaterali positivi.

Il 23 aprile si festeggerà la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, nota anche come Giornata del libro, nonché i 405 anni dalla morte di Shakespeare, e la casa editrice vuole dare la possibilità a tutti i nostri lettori di leggere Giovane Holden con uno sconto del 20% per tutto il mese di aprile: sul nostro sito http://www.giovaneholden.it con il codice sconto WLALETTURA.

Il libro sopravvive, sempre, alle guerre, alle pandemie, alle leggi nel mondo distopico di Ray Bradbury in Fahrenheit 451: il bisogno di leggere e nutrirsi di storie non morirà mai.

Intervista a Marco Palagi, autore del romanzo “Chiamami papà”

a cura della redazione di atuttovolumelibri.it

1 – Come è nata l’idea di scrivere il tuo libro “Chiamami papà”?

Nasce circa quattordici anni fa, dopo aver pubblicato il mio precedente romanzo “L’amore è un campo di battaglia”, dal quale ho ripreso il protagonista Lorenzo. Sentivo che il personaggio poteva dire ancora qualcosa, volevo che crescesse e trovasse il suo equilibrio e mi divertiva scrivere delle avventure di un becchino. Inoltre, ho sempre desiderato un figlio e poter raccontare una storia sulla paternità è stato un modo per “realizzare” in qualche modo questo mio desiderio.

2 – Mi descriveresti il tuo libro con tre aggettivi?

Vero. Doloroso. Tenero.

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“Se domani ti arrivano dei fiori” di Alida Airaghi: la separazione attraverso gli occhi di due coniugi quarantenni

a cura della redazione di glistatigenerali.com

Si tratta di un racconto di cinquanta cartelle in cui si confrontano due coniugi quarantenni in procinto di separarsi. Rievocano, commuovendosi o accusandosi vicendevolmente, vari episodi della loro vita di coppia, dal primo incontro all’inevitabile decisione di divorziare. Ogni intervento, differenziato tipograficamente (tondo lui corsivo lei), occupa venti-trenta righe per pagina, rimanendo circoscritto in un ambito esclusivamente privato, di quotidianità comune a molte coppie.

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IL POZZO DEGLI ASSASSINI di Alberta Pungetti

Avatar di laurasalvadoriLibri nell’aria

Priva di sensi, era coricata sul fianco destro, in una posizione fetale di tardiva autodifesa, con il volto girato di profilo, su un sentiero di ghiaia e pietrisco inclinato dolcemente verso il mare, che urlava gagliardo e bianco di spuma ad un centinaio di metri da lei.


Trama

Antibes, Costa Azzurra. Durante una tempesta notturna viene rinvenuto il corpo di una giovane donna pugnalata al ventre da un tagliacarte d’acciaio e d’osso, priva di documenti. Operata d’urgenza rimane in coma, mentre il commissario incaricato cerca di identificarla; lo affiancano un vignettista che ne ha tracciato l’identikit da diramare su internet, e la sorella sordomuta, ma dotata di un naso finissimo che ne riconoscerà il profumo dagli indumenti indossati. Grazie a loro la sconosciuta viene identificata. Poiché non presenta le classiche ferite da difesa l’indagine prende le mosse dalla cerchia dei familiari e dei conoscenti: il marito, l’amante di lui, il…

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“L’hotel delle cose perdute”

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di Gabriele Ottaviani

Non mi sento mai tanto vivo come quando finalmente posso tornare a casa.

L’hotel delle cose perdute, Maria Vittoria Fariselli, Giovane Holden. Il Grand Hotel Santiago è il teatro di un delitto: ognuno degli ospiti è sospettato, ognuno ha un bagaglio di rovelli interiori, ognuno è nella maestosa hall dell’albergo, e la narrazione, elegante e articolata, conduce con mano sicura il lettore nei torbidi meandri dei tormenti esistenziali di ciascuno degli astanti, indagando l’allegoria di un non luogo in cui anche il tempo appare sospeso, e la sola presenza costante, in un’atmosfera non priva di accenti onirici, è quella dell’assenza. Ognuno ha un suo lutto da elaborare, e la peculiarità individuale di questa legge universale si manifesta in un caleidoscopico gioco di specchi che seduce, intriga e dà da pensare. Da leggere.

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“Nero di mummia”

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di Gabriele Ottaviani

Puoi pensarla come vuoi, ma io non smetterò mai e poi mai di credere nella magia del plenilunio.

Nero di mummia, Emanuela Signorini, Giovane Holden. Simboli di alterità, che si sottraggono con la loro esperienza esistenziale alle leggi del vivere comune, che si avvalgono della magia per sovvertire le regole, vendicarsi dei soprusi subiti e rinascere dalle proprie ceneri, le protagoniste di questi racconti gotici e barocchi insieme sono streghe, donne seducenti e brillanti, ammaliatrici vittime di pregiudizi e stereotipi, maledetti fantasmi come i borghi in cui hanno abitato, sofferto, amato: Emanuela Signorini prende per mano il lettore e gli fa intraprendere un avventuroso viaggio alle radici del mistero, del fantastico, del perturbante.

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“Come in cielo, così in terra”

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di Gabriele Ottaviani

C’era un po’ di caos nella barriera che non voleva indietreggiare…

Come in cielo, così in terra, Damiano Trenchi, Giovane Holden. Rinchiusa in camera a causa di un virus che non le consente di vivere come sempre e come tutti gli altri la sua quotidianità di diciottenne che non ha in apparenza nulla per cui non essere più che felice, serena e appagata, con il solo conforto di un taccuino su cui appuntare ciò che il cuore, quando non le duole, le dice, Elettra è la protagonista in prima persona di questa storia che affronta il disagio, l’emarginazione, l’esclusione, il senso d’inadeguatezza, il male di vivere che spesso si incontra e che, non lasciando segni esteriori, è dannatamente difficile da spiegare a chi, da fuori, ha gioco facile nel dire che non c’è motivo per essere infelici, scavando ancora di più, nel cuore di chi…

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