La notte delle streghe e dei vampiri

Creature del buio. Crudeli, assetate di sangue, immortali perché non sono mai morte veramente, né mai moriranno a meno che, dice la leggenda, non vengano colpite da un proiettile d’argento o al cuore da un paletto appuntito. Di giorno dormono al buio, preferibilmente in bare accuratamente nascoste. Di notte vagano alla ricerca di nutrimento, il sangue rubato a uomini, fanciulle indifese e bambini.
Dracula, il vampiro per eccellenza, una leggenda, raccontata dallo scrittore irlandese Bram Stoker che dura tutt’oggi. Tutte invenzioni? Chissà…
Dietro la leggenda la storia di Vlad Tepes, personaggio storicamente esistito, principe e condottiero. Ma come ha fatto a trasformarsi in creatura della notte assetata di sangue? Alla fine del XV secolo, nel monastero Kirillo-Bieloserskij, venne ritrovato un manoscritto redatto da un monaco russo che si firmava Efrosin. L’opera contiene aneddoti che vedono come protagonista Vlad III. In uno di questi si racconta come il Principe della Valacchia provasse soddisfazione nel pranzare sotto i cadaveri dei suoi nemici che, impalati in gran numero, circondavano il suo tavolo.
Con il termine ’vampiro’ si identifica lo spirito di una persona defunta, una creatura-simbolo delle forze del male che si agitano in una specie di altra vita quando ’la luce del Sole è morta’.
Secondo la versione più accreditata il termine vampiro deriva da un manoscritto russo del 1047 in cui compariva la parola Upir Lichyj che è stato tradotto in: ’vampiro malvagio’. Da qui venne coniato il termine che identificava una creatura spietata che si nutriva del sangue o dell’anima delle sue vittime.
L’origine del vampiro è antichissima, si perde nella notte dei tempi.
Il più antico testo su questa creatura si legge in una tavoletta babilonese conservata al British Museum: una formula magica che serve a proteggere dai Demoni Notturni succhiatori di sangue, gli Etimmé.
Ma è tra il Seicento e il Settecento che, narra la leggenda, nei Balcani inizia una sorta di epidemia vampiresca: gente dei villaggi che morde i propri simili, ha un comportamento sempre aggressivo, vaga nella notte perché soffre di insonnia; è ipersensibile agli odori, per esempio a quello dell’aglio…
Secondo la scienza questi racconti sono da mettere in relazione con alcune cronache del tempo che parlano di un’epidemia di rabbia che aveva colpito cani, lupi e altri animali selvatici. La medicina ha dunque trovato una spiegazione? I primi vampiri sarebbero stati azzannati da un animale selvatico per esempio un lupo o un pipistrello, guarda caso da sempre identificati con Dracula?
Si racconta di corpi riesumati e trovati perfettamente conservati con il sangue e la schiuma alla bocca.
Uno dei motivi naturali che spiegano la conservazione dei corpi potrebbe semplicemente essere la bassa temperatura del luogo in cui sono conservati i cadaveri, mentre la schiuma e il sangue alla bocca diventano più comprensibili se si pensa al decorso della rabbia. Malattia virale trasmessa dagli animali che colpisce il sistema limbico, la zona del nostro cervello che gioca un ruolo fondamentale nel controllo delle emozioni e del comportamento.
Un’altra interessante teoria sostiene che il vampiro soffre di porfiria, malattia che colpisce i globuli rossi che gli darebbe il caratteristico colorito pallidissimo. Inoltre i soggetti affetti sono impossibilitati a esposizioni solari.
Le leggende si possono uccidere con le spiegazioni scientifiche?

Un sorriso di calore

Per le gelide serate invernali una ’calda scelta’ di bevande corroboranti e confortanti da gustare con gli amici davanti a un caminetto acceso o da soli con un buon libro in mano.

Cioccolata speziata

Difficoltà 1/5 475 calorie cad.

Preparazione
In una casseruola setacciate il cacao. Unitevi lo zucchero, la maizena, i chiodi di garofano, un pizzico di noce moscata grattugiata e un pezzetto di cannella. Diluite con il latte e la metà della panna e portate a ebollizione, mescolando, su fiamma dolce. Montate la panna rimanente. Versate la cioccolata in quattro tazze, eliminando la cannella e i chiodi di garofano. Decorate con la panna montata e la cannella.

Ingredienti per 4 persone

  • 100 g di cacao amaro
  • 100 g di zucchero
  • 750 ml di latte
  • 200 ml di panna da montare
  • 1 cucchiaio di maizena
  • 3-4 chiodi di garofano
  • 1 bastoncino di cannella
  • noce moscata
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Io sono Diabolik

Fisico atletico, un metro e ottanta per circa settantotto chili, capelli neri e magnetici occhi grigi, Diabolik è un ladro spietato, un personaggio amorale, che va al di là del bene e del male, che agisce per la sfida e per il brivido, e che combatte la sua battaglia contro tutto e contro tutti.
Unico sopravvissuto di un naufragio, giunge in fasce su un’isola fuori delle normali rotte e viene allevato dagli uomini del malvivente King. Da loro apprende le più svariate tecniche criminali. è in questo stesso periodo che mette a punto la formula delle famigerate maschere che gli permettono di assumere l’identità di chiunque. Diventato adulto, uccide King e fugge dall’isola con il tesoro della banda, adottando il nome di una feroce pantera nera a cui King lo aveva paragonato.

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Aria di festa

A Natale è il momento di stare insieme, di riunirsi intorno a una tavola per celebrare i fasti, anche gastronomici, delle feste. Di trarre il meglio dalla nostra fantasia e dalla nostra capacità per creare quell’atmosfera così speciale. E il tempo in più dei giorni di vacanza ci permette ancora una volta di preparare i piatti della tradizione, quelli più elaborati, e gli addobbi più belli. Ma al di là dell’albero, dei melograni che portano abbondanza, delle candele rosse, delle stoviglie preziose e del vischio, non dimentichiamo qualche piccola sorpresa: in tavola e nelle decorazioni. Così il momento magico, quello dell’apertura dei regali sarà ancora più magico.
Per le decorazioni si possono mettere insieme frutta e fiori di stagione: mele rosso-verdi e vischio, bacche rose e candide rose di Natale, grappoli d’uva bianca e tulipani rossi, rametti di pino e melograni, ciclamini bianchi e mandarini… Distribuite qua e là rami di pino oppure, se li trovate, di profumatissimi calicanthus. I bicchieri sceglieteli decorati: bordati d’oro, incisi, con stelo importante…

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La leggenda di Santa Claus

Tutto nasce cento secoli fa, quasi fosse una favola, quando gli uomini smisero di fare la vita nomade e si trasformarono in agricoltori. Coltivare la terra significò disporre di più cibo del necessario.
Accadeva allora che all’inizio dell’inverno, cioè verso la fine di dicembre, il lavoro nei campi doveva essere interrotto. Divenne, così, tradizione organizzare una grande festa, tra canti e balli, dove ciascuno offriva cibo e bevande che aveva messo da parte. Gli antichi Persiani celebravano Mitra, il dio della luce; i Germani Odino, che galoppava su un cavallo a otto zampe; i Romani festeggiavano i Saturnalia, periodo in cui non far regali portava male e gli schiavi prendevano il posto dei padroni.

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Annalisa Pardini a Radio Versilia

“Vitamina L”, una trasmissione radiofonica andata in onda sulla frequenze di Radio Versilia nel 2012 e condotta da Andrea Montaresi e Miranda Biondi.
Giornalista lui, editor lei. Il loro intento è stato quello di parlare dell’universo libro in modo accattivante contaminando con musica, news e curiosità i venti minuti a loro disposizione.
Il programma si ispirava un po’ al bugiardino che si trova all’interno di ogni confezione di farmaco, ivi compresa dunque la letteraria “Vitamina L” e un po’ al famoso questionario di Proust e si poneVA l’obiettivo di far chiacchierare, piacevolmente per chi ascolta, l’ospite di turno.

In questa puntata del 18 giugno 2012 ospite Annalisa Pardini.

Docente di lettere nella scuola secondaria superiore. Studiosa del linguaggio, ha al suo attivo due master in comunicazione scritta. Collabora con la Palestra della scrittura, un centro di ricerca sul linguaggio e di formazione sui temi della comunicazione e con importanti case editrici per cui scrive testi scolastici e saggistici.