“La Ranocchia Salterella” di Barbara Scattini: una coloratissima storia in rima sul trovare la fiducia in se stessi

a cura della redazione di insiemeamammaepapa.com

“La Ranocchia Salterella” è una coloratissima storia in rima sul trovare la fiducia in se stessi e nelle proprie capacità. La protagonista si sente diversa rispetto alle sue simili, le sue zampette sembrano difettose ma, superata la tristezza iniziale, si renderà conto che la sua difficoltà può essere superata e aggirata con un facile trucchetto. Le grandi illustrazioni e i testi brevi e ritmati spiegano al piccolo lettore che la vita è un dono speciale e con pazienza e forza di volontà si possono raggiungere tutti gli obiettivi. Se serve basta cercare un trampolino, l’importante è non avere paura di buttarsi.

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“Le notti dell’alchimista”

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di Gabriele Ottaviani

Lo spiritello fa un passettino in avanti…

Le notti dell’alchimista, Raffaele Longo, Giovane Holden. Tutto inizia con due ragazzi che si gettano alla ricerca del proprio cagnolino fuggito da casa: siamo nel sedicesimo secolo, in Sicilia, presso l’odierna Lentini, e uno dei due si imbatte in documenti preziosissimi, che ne segnano incontrovertibilmente il futuro. Sono trascorsi vent’anni e Girolamo è a Napoli, ormai affermato alchimista: una notte, però, tutto sembra perduto per colpa di uno spiritello. Ma non è che una prova che il destino ha deciso di porgli di fronte… Intenso, simbolico, piacevolissimo a leggersi.

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“Il vento e il suo campione”

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di Gabriele Ottaviani

Cinque passi nel corridoio e avverto il profumo di caffè forte…

Il vento e il suo campione – La favola di William Walsh: ovvero come si diventa ciò che si è, Giuseppe Vallerini, Giovane Holden. E qualcosa rimane, fra le pagine chiare e le pagine scure, e cancello il tuo nome dalla mia facciata e confondo i miei alibi e le tue ragioni, dice la canzone: ecco, questo bellissimo libro è la storia delle cose che restano, che non sono quelle, come le montagne e l’eterno, cui Emily Dickinson scelse di non dedicare la sua elegia, bensì quelle che fondano la nostra identità, che ci definiscono e classificano le nostre priorità, specie dopo che si è avuta esperienza di ogni cosa, dopo che c’è stato un momento in cui tutto sembrava possibile e in nostro potere. William Walsh, dopo un’infanzia piena di dolore, cresce e…

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“I pesci non urlano”

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di Gabriele Ottaviani

Sei come livida petunia…

I pesci non urlano – Poesie sversate, Veronica Manghesi, Giovane Holden. Finalista del trentaduesimo premio letterario Francesco Belluomini di Camaiore. In questo volume l’intensa voce lirica di Veronica Manghesi si manifesta in tutta la sua limpidezza, riflettendo sulla contraddittorietà dell’esistenza e sulla prepotenza della nostra visione del mondo che ci fa interpretare il silenzio come una manifestazione di inutilità, insensibilità, incapacità, debolezza, indifferenza, quando in realtà siamo noi, chiusi nel nostro piccolo universo che non è niente di più che una sterile boccia di vetro, a non saper usare la nostra voce. Da leggere.

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