“Fortuny”

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di Gabriele Ottaviani

Fortuny, Paola Gianoli Caregnato, Giovane Holden. Mariano Fortuny y Madrazo, figlio d’arte, attaccatissimo all’indomita madre, Cecilia, flamenquera e amante dei gatti, artista poliedrico ed eclettico, nato a Granada un secolo e mezzo fa, ha vissuto tra Parigi, Roma e Venezia, crocevia cosmopolita fra ovest ed est, dove arrivò diciottenne e vi rimase, tanto significativamente che Proust lo soprannominò il Mago di Venezia, fino alla morte, nell’anno del Signore millenovecentoquarantanove. Si dedicò alla pittura, all’incisione, alla scenografia, alla scenotecnica e illuminotecnica, alle arti applicate. Con la devota moglie, Henriette Negrin, concepì inoltre iconiche creazioni di moda e fu circondato da un entourage per lo più al femminile, come le giovani sarte che cucirono gli abiti indossati persino da Eleonora Duse. Un romanzo insolito, affascinante, una flusso di coscienza polifonico brillante, suadente, policromo, poliedrico, riuscito.

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“L’altro volto della libertà”

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di Gabriele Ottaviani

L’altro volto della libertà, Roberto Di Martino, Giovane Holden. Un giovane e affermato manager, protagonista ben connotato e credibile, si prepara a svoltare la propria vita abbandonando lavoro e famiglia dopo aver pianificato la fuga nei dettagli. Stando ben attento a non lasciar trasparire le proprie intenzioni, un fine settimana invece di rientrare a casa come al solito si dirige verso il confine francese. Durante una sosta in una stazione di servizio, viene però inaspettatamente sequestrato da una misteriosa organizzazione composta da uomini mascherati come a Carnevale. E… Finemente psicologico, spiazzante, da leggere.

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“Non solo amore”

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di Gabriele Ottaviani

Non solo amore, Salvatore Pisani, Giovane Holden. La vita è quella cosa che accade, per giunta complicatissima, mentre si è in tutt’altre faccende affaccendati, ed è fatta di un tale turbinio di emozioni che paiono talvolta una matassa inestricabile: in questi dieci racconti Pisani tratteggia con abilità il ritratto del nostro tempo: da leggere.

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“Mistero in re maggiore”

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di Gabriele Ottaviani

Mistero in re maggiore, Corrado Barchi, Giovane Holden. La curiosità, se è vero che uccise il gatto, talvolta però è l’innesco per grandi avventure: e Riccardo Corti è un uomo molto curioso. Gli è bastato infatti trovare una scritta in cirillico su una lapide del cimitero di Santa Margherita Ligure, a pochi passi da casa sua, per andare a riscoprire la storia di una donna russa, che in un passato ormai lontano era stata molto amica della sua famiglia, uno spirito libero e carico di fascino. E… Magnetico.

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“Cinque giorni tra Cicerone e un hijab”

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di Gabriele Ottaviani

Cinque giorni tra Cicerone e un hijab, Damiano Trenchi, Giovane Holden. È l’estate dell’ultimo anno di liceo classico e un gruppo di ragazzi di Milano condivide ancora un momento di spensieratezza in un campus estivo, accompagnati da alcuni dei loro insegnanti. La loro meta è la riviera romagnola, e fra coloro che li accompagnano c’è Edoardo, giovane professore di lettere, sensibile, anticonformista, viscerale, stimato dagli allievi quanto inviso ad alcuni colleghi per certe sue condotte non tradizionali, ma in grado di tagliare le distanze imposte dal ruolo e dal tempo con gli studenti, voce formidabile e perfetta per quel caleidoscopio di sentimenti che anima quei giorni indimenticabili al sapore di mare, fatti di sabbia, musica, scoperte, baci e naturalmente malinconia, la più fedele compagna dell’età acerba. Un incanto.

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“E questo è quanto, Rossi!”

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di Gabriele Ottaviani

E questo è quanto, Rossi!, Rosa Galli Pellegrini, Giovane Holden. Tutto è assurdo in tempo di pandemia, e si rischia di perdere la lucidità: per fortuna che ci sono uomini solidi, saldi e sicuri come il vicecommissario Gian Battista Rossi, perché comunque, lungo la costa ligure come in ogni altro luogo, il crimine non si ferma. Si dà il caso infatti che venga rinvenuto un cadavere in un albergo, sfigurato da colpi di pistola a bruciapelo al tavolo della colazione. E… Brillante, vivace, imprevedibile.

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“Matrimoni a sorpresa”

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di Gabriele Ottaviani

Matrimoni a sorpresa, Franco Sorba, Giovane Holden. Cora Ester Milano e il suo particolare clan di amici e spasimanti si ritrovano in una nuova, singolare avventura, addirittura nientedimeno che un reality crocieristico in cui a ogni partecipante viene proposto un compagno o una compagna, con cui, durante il girovagare per il Mediterraneo, potrà, se scatterà quella giusta chimica, convolare a nozze. È da qui che prende le mosse una vicenda brillante che mescola il sentimentale e il grottesco, man mano che un gioco di scambi porta tutti i protagonisti a scoprire aspetti inattesi di sé: spassosamente tragicomico e assai profondo, piacevolissimo.

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“I segni nascosti”

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di Gabriele Ottaviani

I segni nascosti, Giancarlo Corsetti, Giovane Holden. La pacifica convivenza tra uomini e orchi è venuta meno e Gösta, Re di Grande Settentrione, è costretto perciò a guidare la temibile compagnia dell’Aquila Rossa contro i nemici. Dopo nove anni di guerra sanguinosa, dai risultati incerti, il sovrano riesce a catturare il serpente-drago Urian e a porre fine al conflitto scagliandolo contro gli orchi prima di confinarlo tramite un sortilegio sull’Altopiano, lasciando di fatto alla sua mercè gli abitanti della regione. Ma… Epico, allegorico, stimolante.

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“Il cappello scarlatto”

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di Gabriele Ottaviani

Il cappello scarlatto, Anna Paola Sanna, Giovane Holden. In una fredda notte di dicembre Roland Duprey è costretto a fuggire da Parigi, dopo aver ferito gravemente il suo più caro amico in un duello. Giunto a Marsiglia viene in contatto con esuli mazziniani, che si apprestano a raggiungere Roma. È infatti il gennaio del milleottocentoquarantanove e, dopo la fuga del Papa a Gaeta, nella città eterna sta per essere proclamata la Repubblica. Così… Intenso e ben ricostruito e caratterizzato.

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“Nel silenzio di Alice”

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di Gabriele Ottaviani

Nel silenzio di Alice, Erika Caser, Giovane Holden. Alice ha quindici anni, lunghi capelli rossi e occhi di diverso colore: il suo fisico è esile, la sua passione il violino. Costretta a trasferirsi da Verona a Trento, fatica ad adattarsi al nuovo ambiente, soffre il distacco dagli amici di sempre e dai nonni materni con cui è praticamente cresciuta, non ha riferimenti e di fatto viene anche bullizzata, tanto che giunge al mutismo selettivo. Ma… Commovente, profondo, sensibile, delicato, tragicamente credibile, niente affatto retorico.

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